TOTO’ VITTORIO E LA DOTTORESSA LA FOTOGRAFIA NEL CINEMA

Abbe Lane; cantante e attrice americana affermatasi in Italia.

Abbe Lane: cantante e attrice.

TOTÒ, VITTORIO E LA DOTTORESSA
LA FOTOGRAFIA NEL CINEMA

La televisione pesca ancora a piene mani nel Cinema. Lo saccheggia e riempie i tempi “morti” tra uno spot pubblicitario, la cronaca nera, quella rosa, i programmi di intrattenimento. Si ha, tuttavia, la sensazione che negli ultimi anni il fenomeno si stia attutendo. Dovremmo analizzare statistiche e altre analisi, per esserne certe; quel che certo è, invece, sta nel fatto che si continuino a utilizzare film una volta negativamente criticati. È il caso dei film con Totò. Un esempio: Totò, Vittorio e la dottoressa. È un film del 1957, diretto da Camillo Mastrocinque. Soggetto e sceneggiatura di Vittorio Metz e Marcello Marchesi. Fotografia di Gabor Pogany, Alvaro Mancori, Manuel Berenguer. Montaggio di Roberto Cinquini e Juan Pison. Musiche di Carlo Innocenzi. Scenografia di Gianfranco Cuppini. Costumi Luciana Marinucci.

Locandina del film Totò, Vittorio e la dottoressa

La trama
Due anziane sorelle incaricano Totò e Agostino Salvietti, due investigatori abusivi, di verificare la moralità della moglie del loro unico nipote. È un medico americano. Ed è femmina. Proviene da Boston. È impersonata da Abbe Lane (nome d’arte di Abigail Francine Lassman; New Yoirk). La dottoressa, nell’esercizio della professione, è chiamata a curare il marchese de Vitti, impersonato da Vittorio De Sica. Il suo problema di salute è inconfessabile: è stato impallinato nel fondoschiena e, come si può immaginare, data la moralità del tempo e il maschilismo emergente in maniera lampante, non vuole essere curato da un dottore che non sia maschio. Ciò non gli riduce le capacità pappagallesche: seppure inguaiato fisicamente corteggia il bel medico. L’intreccio narrativo si fa sempre più comico. Gli investigatori si convincono che il marchese sia l’amante della dottoressa.
Il set, dopo la celebrazione del matrimonio a Madrid, è Napoli. Sono molte le chicche davvero sfiziose. Quella prevalente è nel ruolo di Totò e dell’altro investigatore (Agostino Salvietti). Già i nomi sono uno spasso. Totò è: Michele Spillone detto Mike; originario di Secondigliano, che prima ha fatto il lustrascarpe. Agostino Salvietti è Gennaro, Jonny, originario di Caserta. L’agenzia per cui lavorano è “Nulla sfugge”.
Singolare è il loro modo di indagare: scattano foto a ripetizione occultando le macchine sul capo e nascondendosi, a esempio, tra il fogliame per spiare Vitti, mentre la dottoressa, accorsa per visitarlo, è costretta a spogliarsi nel bagno: deve asciugare i vestiti inopinatamente bagnatisi. L’espressione di Totò nel vederla in desabillè è una maschera indescrivibile, esilarante, straordinaria.
Nel ruolo della madre del marchese Vitti, Vittorio De Sica, troviamo Titina De Filippo. Compaiono anche cinque gemellini, figli di un padre particolarmente nervoso: Egisto (Darry Cowl); un malato della clinica “Villa Valeria” e un cantante: Teddy Reno, doppiato da Pino Locchi.
Ottimo il doppiaggio. In particolare quello di Abbe Lane realizzato da Lydia Simoneschi; con un accento lievemente americano aggiunge sensualità al personaggio.
Ottima anche la voce di Gianfranco Bellini che si sdoppia cedendosi a German Cobos impegnato nel ruolo di Otello, marito della dottoressa. Doppia Darry Cowl, Egisto, il nervoso padre del neo-papà di 5 gemelli.

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