STORIE MALEDETTE A SUD-E NON SOLO: SUD NAPOLI STORY

G.D.Tiepolo; Pulcinelli acrobati

SUD NAPOLI STORY

Un concorso che vuole narrare i Sud.

Questo l’affascinante video “inventato” da Francesco Marciello:

http://sudnapolistory.altervista.org/video-presentazione/

si narra che lo abbia fatto sotto influenze telepatiche di Alessia e Michela Orlando.
Qui si potranno leggere altri particolari e le istruzioni: http://sudnapolistory.altervista.org/

IL SANGUE DI NAPOLI E NON SOLO
Da Bernini, Ruggero Cappuccio e Nadia Baldi a Egidio Carbone

CONCORSO LETTERARIO GRATUITO
DESCRIZIONE
Utile leggere per di-svelare le intenzioni dei promotori.
La parola e l’immagine: sono solo codici. Il cervello ne riconosce i segni attraverso quel meccanismo che sembrerebbe esser sempre un miracolo: si riconoscono i segni grazie allo sguardo, alla cultura assimilata dalla nascita e, c’è chi lo afferma, grazie a quella della collettività che in quel luogo lo ha preceduto. Ciò trascina le menti verso emozioni più o meno intense, più o meno dolorose, più o meno piacevoli.
Non è estranea a questo meccanismo la fantasia. E se è vero che ogni volta che si legga, che si decifrino i segni, siano essi quelli della parola, di una fotografia, di una illustrazione, di una scultura, il lettore-osservatore ci metta qualcosa di proprio, da nessun altro posseduto, è ancora più vero che nella produzione letteraria, come in quella artistica in genere, l’Autore sia disponibile a travasarvi qualcosa di sé. Forse anche il proprio sangue, la propria carne. Crediamo che questo fenomeno corrisponda a un momento di consapevolezza. Si potrebbero fare mille esempi. Sperando che ciò non spaventi, vorremmo ricordare Gian Lorenzo Bernini. Fu, diremmo è, ricordando le sue Opere, Artista e Napoletano a tutto tondo; internazionale quanto mai nessun altro abbia saputo divenire. Quando, ormai anziano, si imbatté nei francesi che lo avevano chiamato per ri-progettare il Louvre, in un momento d’ira, davanti al suo diarista, il nobile Paul Fréart de Chantelou, sostenne che per realizzare le sue opere aveva “cacato sangue”. E “quelli” non lo capivano! Ebbene, il Bernini si era formato nei vicoli di Napoli.
Quei vicoli ci sono ancora e hanno dato gli strumenti ai grandi napoletani del passato, ai saggisti come ai narratori in genere, ai musicisti, agli scultori…Ne abbiamo in mente una infinità e non osiamo interpellarli: sarebbe defatigante e la mente si affollerebbe in maniera tanto inusitata da giungere a un blocco.
Vogliamo, invece, che siano altri a richiamarli alla mente, utilizzando la propria sensibilità. E vogliamo volgere lo sguardo verso chi attualmente trae spunto da quei vicoli per realizzare i propri interventi artistici.
Sono tanti e le loro opere varcano agevolmente i confini della città.
In questo ordine di idee trova ingresso anche il “dire” utilizzando l’incancellabile e maestosa lingua che è La Lingua Napoletana. È di certo quel “dire in Napoletano” impiegato nella poetica, nella canzone, nella narrativa. Ma è anche il “declinare” in chiave Napoletana degli altri strumenti d’arte. Pensiamo alla pittura, al cinema, alla televisione, al teatro, alla illustrazione, alla fotografia.
Nel concorso “Sud Napoli Story” questo magma dovrebbe tornare utilissimo e fornire sollecitazioni per partecipare, arricchendo la produzione sterminata che ci è invidiata ed è valorizzata in ogni dove.
Ma questo è solo una delle possibili chiavi di lettura emergenti da SUD NAPOLI STORY.
Il titolo non è emarginalizzante. Non significa chiusura a chi napoletano non sia per nascita, tradizione, scelta. Napoli è solo il contenitore NUOVO, un’altra volta NUOVO, che, come rinascesse, si appresta a dare accoglienza e generare nuovamente. In tal senso, se a qualcuno tornasse alla mente il musical West Side Story e l’omonimo film, non sarebbe del tutto fuori luogo. Quella storia si ispira, con insignificanti variazioni, a Romeo e Giulietta di William Shakespeare; ma cambia l’ambientazione: non siamo più in Inghilterra, bensì nell’ Upper West Side di New York City e in conflitto ci sono bande di strada, sia americane che portoricane. Tema attualissimo che, grazie alla sua tragicità, alla musica e alle istanze sociali descritte, fu capace di imprimere una traccia nel teatro inglese. Il tutto è ancora rappresentato in messe in scena apprezzate.
Napoli non è certo estraneo a fenomeni del genere: si pensi allo Shakespea Re di Napoli, di Ruggero Cappuccio e, dello stesso autore, anche al Don Chisciotte che sta girando attualmente come novità i teatri italiani, con la regia di Nadia Baldi: emergono le straordinarie capacità della parola Napoletana ; ciò anche quando si tratti di rielaborare temi, per creare un nuovo narrare. D’altronde: non c’è forse sempre un Sud del Sud? E, su quanti siano davvero i Sud, c’è qualcuno che li abbia mai enumerati? Ciò ci conduce a una idea: esiste davvero un Nord, inteso come luogo ideale perfetto e privo dei problemi che senza interruzione si agitano a Sud? Non potrebbe forse essere più un desiderio che una realtà? Un desiderio: sarebbe di certo bello se non vi fossero i Sud, se lo specchio non avesse una immagine che riflette mentre l’altra resta cupa, buia. Il problema è che ciò che si individua come irrisolvibile a sud lo si rinviene anche in mille altri luoghi considerati NON SUD. Forse, pertanto, il problema è l’uomo, non il luogo geografico. Forse è l’uomo che ha in sé un Sud e un Nord; come di certo ha un mostro e un genio benevolo. Ritornando ai vicoli e considerando anche le piazze di Napoli: è chiaro come siano potenzialmente il set straordinario per ambientarvi storie e leggende; potranno essere amori intensi o fatti di coltelli e sangue atroci, di cazzotti e pistole, di fughe e arrivi, di cadute nella polvere e improvvise rinascite, di vittorie e sconfitte, magari calcistiche. E il tutto può essere ri-vissuto, narrato, in una pizzeria. Ogni altra idea sarà plausibile e non sarà obbligatorio pronunciare il fatidico nome NAPOLI: se una vicenda accadesse nei pressi di una solfatara o sotto le ceneri di un vulcano, chi non penserebbe a Napoli? D’altronde, la stessa città potrebbe essere connotata con mille altri espedienti. E, oltretutto: andrà bene qualsiasi sud.
Chissà se anche le GOCCE DI CICUTA del “nostro” Egidio Carbone, atteso suo nuovo exploit teatrale e letterario, non sia una STORIA da SUD NAPOLI STORY
Quel che è certo: a Napoli deve per forza e ineluttabilmente essere nata ed è lì, nei suoi vicoli, che si inizierà a breve l’analisi psicologica del protagonista.

POLICHINELLE FRANCESE CON LA DOPPIA GOBBA

L’articolo su RCS Radio qui:http://www.zazoom.it/blog_rsc/post.asp?id=263

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