Solstizio d’estate,la notte di San Giovanni e i riti pagani a Napoli

Il giorno più lungo e la notte più corta dell’anno hanno rappresentato fin dalla più remota antichità un periodo molto particolare, infatti in questo tempo in cui per alcuni giorni sembra che il sole sia fermo nel cielo, in quanto esso sembra manifestarsi sembra nello stesso punto, dava l’impressione di sostare nel cielo, questo tempo per l’antica tradizione magica e in seguito folkloristica era considerata la “porta degli uomini”, mentre il solstizio d’inverno era “la porta degli dei”.

La notte di San Giovanni è sicuramente di origine pagana, è infatti anche conosciuta come nit de les Bruixes (notte delle streghe), nit del Foc(notte del fuoco), e rappresenta quello che resta delle antiche feste precristiane in onore del sole.

In tuttA EUROPA  durante questo periodo magico era usanza festeggiare con i riti del fuoco o dell’acqua, entrambi simboli di purificazione, e cosi dai riti druidici della Francia  precristiane, dai Pirenei, alle popolazione Scandinave, anche nell’ antica Campania, era sentitamente festeggiata.

In molte tradizioni folkloristiche allora come ancotra oggi era consuetudine accendere grandi falò, come riti propiziatori e di fertilità, dove venivano purificati animali e uomini, auspicando così un maggior raccolto.

Per quanto riguarda ciò che acadeva in Campania, c’è da ricordare che proprio in quel periodo andavano raccolte le erbe che servivano per diversi preparati, infatti è questo il tempo perche molte piante officinalli sono maggiormente attive, basti ricordare la preparazione del Nocillo, in cui le noci vanno raccolte prorpio in questa notte.

Anche nella città di Napoli veniva festeggiata con particolare intensità questa notte, nello specifico era in uso il rituale di purificazione dell’acqua. il centro della festa era la zona del Carmine, dove sorge la chiesa di San Giovanni al Mare, che anticamente era quasi bagnata dal mare, in quanto tutta la zona era una spiaggia.

Da alcune cronache risalenti al 1400, si racconta che nella notte tra il 23 e il 214 giugno, era in uso per le donne e gli uomini dell’epoca festeggiare nei di torni della chiesa e tra  canti e balli, fare il bagno nudi sulla spiaggia davanti alla chiesa. Infatti la festa era anche chiamata “La Bona” in quanto ci si abbandonava ai balli (” mpertecata “e “ntrezzata “) e ai bagordi, la mattina del 24 ci si recava poi alla chiesa di San Gionanni a Teduccio, dove c’era l’usanza di far benedire i carri.

Tale doveva essere la sfrenatezza  e della festa, da indurre nel 1653 il vicerè Garcia de Haro Sotomayor, conte di Castrillo a vietare sia i balli che l’usanza del bagno nudo in  comune, che per la sua promiscuità doveva dare molto fastidi

Da i veri del Velardiello poeta napoletano del cinquecento:

Li femmene la sera de san Gianne

jevane tutte ‘nchietta a la marina

allere se ne jeano senza panne.

Traduzione :

Le donne la sera di Sa Giovanni

andavano tutte in coppia alla marina

allegre se ne  andavano senza vestiti

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0 Responses to Solstizio d’estate,la notte di San Giovanni e i riti pagani a Napoli

  1. Joe Perfiumi. says:

    Una domenica randagia.
    Il caldo alito del sole alto ,la mezza incerta ombra del tasso in giardino, un bicchiere di bianco fresco nel deserto che rigurgita di pennichelle ronfanti.
    Non una persona con cui chiacchierare.
    Anche una fragile banalità mi darebbe sollievo.
    Un solo bossolo per Joe l’isolato.
    Come potrei definirmi?
    Già.
    Un sol tizio d’estate.

    Joe Perfiumi.

  2. alessia e michela says:

    E a notte fonda, come fondamente si poteva ab origine sospettare, fu peggio che cantar di notte: solo 4 cani per stretta a le luna a sorvergliarli…

  3. Alessia e Michela Orlando says:

    Abbagliavano, i cani, e correggevano FONDATAMENTE l’abbaiare stonato.