SILVANA BOTTONI, FOTOGRAFA E DONNA SENSIBILE DAVVERO

Ferragosto cilentano con lo sguardo rivolto alla costa d'Amalfi. Scatto realizzato per sceneggiare TWINS, idea per un film corto, da Alessia e Michela Orlando, progetto AMO.

Scrive Silvana BOTTONI, autrice di questo scatto:

I colori dell'estate, scatto di Silvana Bottoni, su espressa autorizzazione, tratto da FOTOFOCUS, spazio di Sony-Sole 24 ore-Panorama; in concorso.

(altri suoi scatti sono qui: http://www.fotofocus.it/author/silvana-bottoni/) ottima fotografa e donna dalla sensibilità davvero speciale (non per quel che dice su alcuni nostri scatti, ma per una costante presenza sulle opere fotografiche di grandissimi e anch’essi sensibili fotografi italiani che hanno scelto di essere presenti nelle pagine di un concorso molto ben frequentato):
Ecco qua il vostro stile d’artista che stravolge la realtà con mille colori per nascondere ciò che l’animo non vuol vedere! Gabbando la banalità di una spiaggia invasa da orde di bagnanti in cerca di un piccolo spazio ove stendere le stanche membra cariche di fatica dopo un lungo anno di lavoro. (…)
Ha colto esattamente intenzioni riposte. Si può immaginare che abbia pescato nella sua profonda esperienza, ma anche utilizzato parametri di giudizio istintivi. C’è un infinito bacino dentro ogni persona che è in parte riempito da tutto ciò che forma l’intuito (esperienze che si cumulano, stratificazioni di sensazioni che ti danno risposte, senza che tu sappia da dove provengano, a domande pregnanti).

I parametri istintivi: ne fanno parte quelli che integrano le modalità di percezione dei colori singolarmente considerati, ma rilevanti anche per gli accostamenti casuali o artisticamente scelti, così come hanno insegnato e insegnano i Maestri Lia DREI e Francesco GUERRIERI (http://www.napolimisteriosa.it/lia-drei/; http://www.passioneteatro.com/francesco-guerrieri/; http://www.francescoguerrieripittore.it/dagli-anni-90-a-oggi/180-alessia-e-michela-orlando).

Francesco GUERRIERI, IL QUADRO LUCE, Come le vele, 1972 cm. 150 X 100, acrilico su tela; su gentile concessione per la visione da parte del Maestro Francesco Guerrieri. L'Opera è qui: http://www.francescoguerrieripittore.it/il-quadro-luce-1967-77

Lo scatto di Silvana Bottoni, cui siamo grate per la cortese disponibilità, è una chiara e autonarrante descrizione che allude a momenti di vita estiva, all’intervento anche gioioso dell’essere umano, che non appare in scena. La stessa messa in scena, poi, consente di alzare lo sguardo con piacere sulle nuvole, che pare vogliano intenzionalmente far da guardia al destino dei covoni, soprattutto a quelli che sembrerebbero poggiati sul declivio e che potrebbero scendere a valle quasi per ineluttabile sconfitta della forza di gravità che li tiene fermi, in equilibrio. Non è così, e ciò lo si può dedurre grazie al nitore che permea lo scatto, come è dato comprendere da una illustrazione magistrale dello spazio complessivo, nonché della superficie su cui poggiano le tre masse. In primo piano si apprezza non solo il colore e la texture delle fibre mature, giallo oro, ma anche l’ombra. Dalla porzione visibile degli altri due emerge la loro collocazione su piani e in lontananze ben diverse.

Il nostro scatto, invece, è parte dei retroscena che Vicente, protagonista di TWINS, affronta quando da Buenos Aires giunge nel Cilento per ragioni misteriose. Il colore è usato, anche con un deciso intervento in post-produzione, nel modo e per gli scopi che ha dedotto Silvana semplicemente guardando l’immagine.

Entrambi giocano con lo spazio e, attraverso la prospettiva, che è anche un inganno della mente, aggiungono significati alla immagine bidimensionale, dando spessore, corpo, significato pure a oggetti che non possono vedersi frequentemente. Chiara è la diversa declinazione delle nuvole e del cielo che le contiene. Cielo, peraltro, offerto in visione attraverso modi affatto diversi, anche sul piano della ripartizione dello spazio destinatogli, per evidenti diverse necessità. Nel caso dello scatto di Silvana la sua scelta, mettergli a disposizione una amplissima fetta della superficie, risulta opportuno per creare contrasto cromatico e lasciare la sensazione che le nubi possano ingombrare anche la zona in alto. In ciò c’è una ipotesi di movimento lasciato intuire.

Nel caos del nostro scatto, il cielo doveva essere in sintonia con la trama non esposta, con le nostre intenzioni, pertanto doveva anche essere capace di lasciar intuire minaccia, disagio.

Sulle ombre: nel caso dello scatto di Silvana non dovevano essercene di disturbanti. Avrebbero danneggiato il clima agreste, sereno, che invoglia alla allegria.

Nel nostro caso: le ombre dovevano servire a dare corpo alla spiaggia, ma anche e ancora una volta a documentare malessere senza, però, aggiungere peso negativo alla scena. Ombre non addolcite da almeno qualche “urlo” di colore, avrebbero indotto gli spettatori ad avvertire sensazioni eccessivamente negative, tanto da trovare lo scatto sgradevole, ledendo le ragioni stesse del suo essere: la comunicazione connessa a temi non certo irrilevanti.

 

 

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7 Responses to SILVANA BOTTONI, FOTOGRAFA E DONNA SENSIBILE DAVVERO

  1. Mie care “amiche d’arte”,sono davvero felice che le opere mie e quelle di Lia Drei , fondate sulla continua ricerca di significati,

    valori e rapporti dei colori per realizzare un’espressione visivamente poetica, vi siano utili in diversi modi.

    Vi ringrazio molto per l’ottima scelta del quadro “Come le vele”

    Ciao e a presto,

    Francesco.

  2. Grazie a Lei, Maestro.
    Rispondiamo indicando in questo spazio (cliccare sul nostro nome per accedervi), il link del sito di Lia DREI.
    Per chi, tra i lettori, volesse accedere al Suo: cliccare sul nome nello spazio COMMENTI RECENTI.
    Noi, che troviamo “amiche d’arte” espressione sinceramente emozionante, quasi fosse un “figlie mie”, dobbiamo sottolineare quanto sia immeritata. Risulta evidente la nostra inadeguatezza davanti a cinquanta anni di quotidiana vita vissuta nel mondo spesso crudele dell’Arte, soprattutto in Italia. Per non dire delle meravigliose intuizioni che avete offerto e offrite, sia individualmente che in coppia, all’Arte con la maiuscola.
    In noi sopravvive, la troviamo in ogni momento, la voglia di diffondere ciò che avete fatto e fate, senza voler adombrare un merito qualsiasi che ci faccia meritare encomi.
    Non ne abbiamo; non è finta finta modestia.
    Grate.

  3. Complimenti bellissime principesse!!

    Anch’io segnalo:
    Questo si che è il teatro degli orrori,
    Credetemi, vale la pena di vedere
    questi video:

    http://youtu.be/V0_p1g8cBQQ

    http://youtu.be/FV06eZX82Iw

    http://youtu.be/mqQAmoZN73k

    http://youtu.be/7hifWG7y6fk

    http://youtu.be/SJn62QfE6yY

    http://youtu.be/E9lze1WT5vQ

  4. Alessia e Michela Orlando says:

    Grazie, Elisabetta.

  5. Alfio Patti says:

    Brave Alessia e Michela. Il vostro è un continuo condividere, elaborare e amalgamare arti e pensieri vostri e di altri come a dire che l’arte non è un’isola e che la fusione, pur rimanendo integri, è una condizione che cerchiamo da millenni. Il vostro operato è lodevole; pochissimi si adoperano a fare ciò che fate voi. Gli altri lavorano per rimanere isole. Vi abbraccio

  6. Alessia e Michela Orlando says:

    Beh, così è e dispiace, gentilissimo Alfio. Isole: poco senso, inutile arroccarsi. Per difendersi da cosa? Per conquistare quale vero valore?
    Crediamo che da artisti quali siete, lei, Lia Drei (non ci va di parlarne al passato, essendo vivacissima la sua opera che, peraltro, è alimentata di continuo dal suo compagno di vita), Francesco Guerrieri, dobbiamo trarre un insegnamento costante e non gravoso, tanto è potente e limpido il messaggio. Grazie. Abbraccio forte.

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