Intervista all’attore e regista teatrale Giuseppe Loffredo.2 parte

F. Marciello: In questi giorni hai diffuso su Facebook la locandina del tuo “Angelarosa Schiavone”, lo spettacolo che ti appresti a portare in scena. Si tratta di una locandina un po’ insolita. Come mai questa scelta?

G. Loffredo: Sono contento che tu mi offra la possibilità di commentare quell’immagine, poiché, come avrai notato, essa non è di facile comprensione, specialmente ad un esame superficiale. In effetti, non vi è alcun legame diretto tra lo spettacolo e la relativa locandina. Nell’immagine si scorge un teatro di marionette, sovrastato da un curioso personaggio intento a manovrare i suoi fantocci. Costui non sembra realizzare, tuttavia, che le figure sul palcoscenico non sono pupazzi, bensì degli esseri umani in carne ed ossa. Dal momento che solo Dio ha autorità sui destini delle persone, i fili che legano le presunte “marionette” ai bilancini (le croci di legno del marionettista) sono tagliati. Sullo sfondo del teatro ho voluto collocare la “Torre di Babele”, olio su tavola di Pieter Bruegel il Vecchio. La scelta non è casuale, considerato che l’episodio biblico raffigurato nell’opera narra di un’umanità che tenta di eguagliare Dio, portandosi al suo stesso livello, e che viene per questo punita.

F. Marciello: Ci parli brevemente della trama di “Angelarosa Schiavone”?

G. Loffredo: “Angelarosa Schiavone” è un’opera in due atti di Gaetano Di Maio. E’ la storia di una cameriera (Angelarosa, per l’appunto), la quale presta servizio presso la casa di un colonnello. Costui approfitta della domestica, ingravidandola. Il colonnello promette di accogliere in casa il nascituro, spacciandolo per il figlio legittimo avuto con la moglie (in realtà la baronessa, consorte del colonnello, è sterile). Ad Angelarosa viene posta un’unica, tremenda condizione: non dovrà mai rivelare al figlio la sua vera identità. Per scoprire il resto dovrete venire a teatro! Posso anticipare unicamente che ho scritto un nuovo, clamoroso finale. Colgo l’occasione per menzionare tutti gli attori in scena (in ordine alfabetico): Gigino Abate, Valentina Anacleria, Angelo Esposito, Mariacristina Fonticelli, Antonio Guadagno, Ivana Guadagno, Lino Guadagno, Melania Guadagno, Mario Iermano, Angelo Imperatore, Errico Liguori, Giuseppe Loffredo, Giovanni Pascale, Sabrina Raiola, Rosina Riccio, Isabella Whitley, Patrizia Zambardino. Vi aspetto il 23, 24 e 25 settembre al TeatroLe Maschere” di Arzano!

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0 Responses to Intervista all’attore e regista teatrale Giuseppe Loffredo.2 parte

  1. Joe Perfiumi. says:

    Scorrendo l’accenno di trama, sento abboccare all’esca della memoria una delle tante ‘parti rimate’ che mio nonno Carlo declamava, vicino al camino.E il colonnello,pomposa ingravida,
    la sua domestica,caliente e impavida,
    attratta assai dallo sciabolare
    del lucido arnese di un militare.

  2. alessia e michela says:

    Lingue taglianti, quelle teatrali, ma ancor di più quelle dei lettori attenti.
    Ci sono, poi, altri tipi di lettori che si mettono sull’Attenti e altri che, lancia in resta, si buttano a capofitto, peggio delle mantidi, mangiando e rimando ritmicamente.
    Beata gioventù, suppergiù.
    Chi ci avrà capito un’acca sarà stato bravo.
    Tanto di cappello e
    riposo.

  3. alessia e michela says:

    Naturalmente si allude al commento soprastante, il nostro, giacché la tarma è chiara: si tratta di fornicazione e altre circostanze con un suggerimento: acqua in bocca …