RECIPROCHE CONTAMINAZIONI PER UNA IPOTESI DI SCENEGGIATURA – ESTERNI/INTERNI


Maschere. Museo del Cinema, Torino. Scatto di Michela Orlando.

Torino. Lucy in the Sky. Scatto di Michela Orlando.

Reflex reds and Yellow. Scatto di Alessia Orlando

Virage in blue. Scatto di Alessia e Michela Orlando.

De-Capit-Azione! Scatto di Alessia e Michela Orlando.

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2 Responses to RECIPROCHE CONTAMINAZIONI PER UNA IPOTESI DI SCENEGGIATURA – ESTERNI/INTERNI

  1. Cavoli!! ragazze… sapete che io sono quella dalle ambientazioni “ucroniche”…questa non dovevate farmela!!!!
    Nella sequenza dei vostri scatti c’è davvero un iter. Chiaro, non so se io vi abbia còlto la vostra idea ma, sicuramente, me ne avete suscitata una!!
    Partiamo dalle maschere dei film: da Metropolis a Guerre Stellari, senza dimenticare il meraviglioso Pianeta delle Scimmie, simulacri di “ominidi”, per poi passare alle “psichedeliche” luci che appaiono quali remote costellazioni ad osservare una terra in evoluzione, dove quegli “ominidi” (Lucy è il nome dell’australopiteco di Johansonn, che ebbe quel nome proprio grazie alla canzone dei Beatles…) ci condurranno un giorno (oggi) ad osservare una natura desolante ed in cui il passaggio culturale è segnato anche dai pali con i cavi telefonici (c’è un testo di etnologia di Carla Rocchi – La Sapienza- che per lunghe pagine descrive queste strade aride del Messico, percorse da pali con i cavi pendolanti. …al riguardo feci una delle mie più brutte figure mai fatte!!!). E poi prosegue con l’avventura della vita, tutti in marcia, soldati e re, contadine e signori, mentre la terribile visione dell’errore della ragione torna come eterno monito all’umanità.

    Sicuramente ho viaggiato su di una carrozza sbagliata… ma non vogliatemene!!

  2. Alessia e Michela Orlando says:

    E invece no!
    Hai colto pressocché tutta la trama. In aggiunta ci sono alcuni set che saranno piegati a fenomeni magici (Torino: città magica per eccellenza).
    Oltretutto hai fornito altri elementi di indagine e chiaramente migliorativi rispetto a ciò che ci frullava nella mente.
    Grazie, Monica.