RECENSIRE LIBRI: NON È UNA ARTE BUGIARDA- QUELLE DI ANTONIO STEFFENONI E I SUOI LIBRI

MIGRANT WOMAN, scatto di Dorothea Lange, tratto dal Fondo U.S.A. costituito per documentare la crisi economica esplosa nel 1929.

RECENSIRE NON È UNA ARTE BUGIARDA
Da alcuni anni seguiamo le piccole case editrici, quelle non a pagamento e solo in rari casi quelle, sempre piccole, che invece pubblicano con contributi (assumono varia forma, non solo monetaria) degli autori. Nel secondo caso accade solo se ci si trovi di fronte a libri che abbiano chiari meriti e l’autore un destino favorevole (lo si spera, ma relativamente alla qualità della sua produzione più che alle vendite) e che sarà capace di liberarsi dal giogo, dalla costrizione del pubblicare a pagamento per poter essere nel mercato. Abbiamo escluso di recensire libri delle cosiddette grandi case editrici (eccetto i classici, liberamente pubblicabili e che è bene leggere), quelle che hanno capitali da spendere per promuovere i loro autori acquistando le prime pagine dei quotidiani. Per principio quei libri non li leggiamo neppure, neanche se ce li regalano. Forse dovremmo cambiare idea, ma ci pare essenziale che si vada nelle librerie e ci si lasci conquistare dal libro che se ne sta lì, fermo, tra mille altri. Impagabile la sensazione del prenderlo tra le mani, leggere distrattamente la quarta di copertina, sentirne l’odore e il rumore, posare lo sguardo a caso su una frase a pagina 99 … Sensazioni diverse dà lo sfogliare una pagina web e guardare le copertine degli e Book (ormai già troppi e male affastellati; difficile da mettere a fuoco e acquistare senza forti dubbi, connessi alla carenza di visibilità efficace di ciò che ne integri le vere qualità, limitata a una copertina che è sin troppo facilmente più o meno gradevole e a poche notizie), ma è comunque preferibile a quelle che dà il leggere il nome di un autore, il titolo di un libro, il nome della solita grande casa editrice su un giornale. Non ci piace, ci pare che corrisponda al trattare un libro come una saponetta o una scatola artistica che contenga vasellina. No! Grazie.
Inutile dire quanto sia gratificante, invece, recensire grandi nomi, specialmente se ormai amici, che pubblichino con case editrici, soprattutto se siano No Eap (non a pagamento) e pensiamo a Ugo Mazzotta, http://www.ugomazzotta.com/ , e a Gianfranco Manfredi, http://www.gianfrancomanfredi.com/ (rispettivamente con Todaro Editore e Gargoyle).
Ritorniamo al tema. Quali le regole per una buona recensione? Innanzitutto va segnalato quanto siano di facile acquisizione. Non è cosa diversa dall’imparare a leggere una fotografia. Tuttavia, ce lo chiedemmo già nella prima occasione. Tralasciando la possibilità che esistesse una manualistica da utilizzare, non risultandoci un corso di studi specialistico, ripiegammo su l’unica tecnica che ci parve acquisibile immediatamente: leggerne, leggerne, leggerne … farlo fino a uccidersi. Le recensioni degli altri: una miniera di esperienze e di sapere. Occorreva partire dagli sconosciuti (lo erano tutti per noi in quel momento) e giungere ai grandi nomi (che avremmo scoperto da lì a poco). Ciò, attraverso una lettura in filigrana, avrebbe dovuto farci intuire le regole da essi seguite. Non potevano che essere molte e così risultò essere.
È inutile starsene a elencarle, non servirebbe qui, dove si intende parlare di altro. Ne segnaliamo, però alcune che ci paiono imprescindibili partendo dalla più ovvia: per recensire occorre leggere il libro. Ovvio? Forse neppure tanto, giacché in certe occasioni ci siamo trovate di fronte a recensioni realizzate utilizzando solo la quarta di copertina e il comunicato stampa della casa editrice, solitamente riportato pari pari nel sito, che ormai tutte hanno.
Altra regola corrisponde a una esigenza etica: se tu sei anche scrittore e pubblichi con una casa editrice della quale vorresti o sei chiamato a recensire un libro, è corretto farlo?
Noi riteniamo non lo sia, ma è utile. Il nostro atteggiamento rispetto a talune regole etiche è cambiato, alla luce di alcuni stravolgimenti repentini, non ultimo la crisi che sta danneggiando la cultura. Il prezzo maggiore lo stanno pagando proprio l’editoria e il teatro.
Crediamo che l’atteggiamento possa cambiare ancora anche alla luce di ciò che pensano altri, quelli grandi, che comunque è utile conoscere per apprendere, per crescere, cosa possibile sempre essendo, noi come tutti gli esseri umani, un pozzo di ignoranza che può solo essere destinato a diventare meno profondo, ma mai colmato.
Uno di questi nomi è Antonio Steffenoni, scrittore e critico di vaglia di origini ispano-cubane che, vissuto a lungo a Barcellona, è adesso in Italia. La sua storia è utile conoscere per capire se possa o meno essere una delle bussole da seguire. Egli cominciò prestissimo a pubblicare, si era alla fine degli anni ’70, con Una sola paura (Rizzoli). Si è, poi, dopo altre pubblicazioni, preso una pausa enorme e è tornato sugli scaffali. Nel 2003 ha pubblicato Paloma è tornata (Tropea); nel 2006 è toccato a Inseguendo le note di un tango; nel 2007 a Ragazze; nel 2010 a Meglio andare lontano (tutti e tre con Carte Scoperte).
Antonio Steffenoni, dunque, scrittore, ma egli è anche un creativo della comunicazione. Ci pare una qualifica essenziale: come si potrebbe comunicare senza essere un creativo? Lapalissiana la risposta, ingenua la domanda e poco coerente con la complessità del ruolo di un creativo, ma si preferisce in questo caso mantenere un profilo basso. Antonio Steffenoni, dunque, creativo che ha, come si legge nel suo sito, http://antoniosteffenoni.com/antoniosteffenoni.html : … molte e famose campagne all’attivo (per Volkswagen, Tim, Totip, Fratelli Rossetti, Bertolli, Artemide, RCS, Web, Air Dolomiti ecc.) è anche scrittore di dieci libri di narrativa, fra romanzi e raccolte di racconti.
Ha, quindi, esperienza da vendere per recensire un libro, sapendo benissimo cosa metterci per farlo acquistare, per farlo leggere.
Ritornando, dunque, alle buone e essenziali regole per giungere a una recensione di alti profili, nonché di agevole e coerente lettura: leggere il libro; affrontare il tema delle regole etiche da rispettare, ponendosi caso mai alla finestra per lasciarsi influenzare, senza perdere del tutto la trebisonda.
Ci sono alcune categorie professionali che sono agevolate, perlomeno rispetto alla prima regola (forse è solo una urgenza): gli editori e coloro che si occupano di libri per altri ragioni (si pensi a chi abbia una agenzia letteraria). I primi, gli editori, leggono i libri degli altri e, anche se spesso sono chiamati a fare da correttori di bozze per l’inesperienza dello scrittore o per la sua fretta, devono approfondirne la trama, verificarne la coerenza, mettendosi nei panni e dalla parte del lettore, caso mai segnalarne i possibili miglioramenti affinché risulti più appetibile ai lettori di riferimento, fidelizzarli, conquistarne altri e così via.
Per quanto attiene agli altri, a chi si occupi di una agenzia letteraria, ci viene in mente un nome: Roberta Gregorio che da non molto si occupa di Chichili Agency Italia, http://it-it.facebook.com/ChichiliAgencyItalia (sezione che ha ella stesso avviato) e di libri di altri autori. Roberta è anche scrittrice (sin qui ha pubblicato in Tedesco per il mercato Germania-Austria-Svizzera). Se lei lo volesse potrebbe essere una ottima penna votata alla recensione, ma dovrebbe risolvere il problema etico, conoscendo i libri che ella stessa pubblica.
Questa regola varrebbe anche per noi, avendo pubblicato per Chichili e avendo svolto il ruolo di editors per alcuni libri di altri autori.
Come si potrebbe risolvere il problema? Beh!, si potrebbe, è un mero esempio, recensire i libri letti, anche se della stessa casa editrice che ti pubblica e di amici, che siano davvero piaciuti. Ciò renderebbe la mera arte della recensione una Arte della recensione non bugiarda
Per saperne di più su Antonio Steffenoni, oltre alla solita ricerca nel web, si legga il suo articolo IL PAESE HA BISOGNO DI SVILUPPO, RECENSITE PURE I LIBRI DEGLIAMICI, rubrica ZONA CRITICA, Venerdì di Repubblica del 16 dicembre 2011, pagina 178.

Conosciuti e  apprezzati in Giornale del Cilento: http://www.giornaledelcilento.it/it/17-12-2011-antolin_ferran_taylor_presenta_a_scario_il_suo_primo_lavoro_quot_memorie_sotto_la_polvere_quot-10521.html

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18 Responses to RECENSIRE LIBRI: NON È UNA ARTE BUGIARDA- QUELLE DI ANTONIO STEFFENONI E I SUOI LIBRI

  1. Alessia e Michela says:

    Ci contatta Renata Rusca Zangar, scrittrice e docente, in merito all’articolo RECENSIRE LIBRI.
    Essendo state autorizzate diamo visibilità al suo commento e la ringraziamo.

    Sono totalmente d’accordo con voi su tutto. Le grandi case hanno già tutto, non servono recensioni (pensate al libro di Vespa- non certo culturale!!!!!!!!!!!!!!- presentato dai politici di TUTTI GLI SCHIERAMENTI!!!!!!!!!!!- e mi fermo qui!).
    I miei alunni fanno le recensioni dei libri della biblioteca di LIBROMONDO che, oltre a essere di solito di case editrici modeste, sono libri di documentazione della realtà e dei problemi dei paesi in via di sviluppo, del terzo e quarto mondo, problemi sociali, ecc. E’ un doppio esercizio: recensione e formazione della persona.
    I più pesanti (saggi, ecc.) li recensisco io -perché nessuno li vuole leggere (mi sono dimenticata di dire che la recensione viene data in cambio del libro in regalo alla biblioteca alle case editrici e quindi bisogna farla per forza, è un lavoro di volontariato per la biblioteca che è dell’AIFO, Associazione Amici dei lebbrosi, e della provincia di savona). Per quelli che recensisco io, invece di rispettare le regole della buona recensione, cerco di far passare i concetti più importanti che sono nel libro, sapendo che la gente non legge i libri! Dato che le recensioni vengono pubblicate sulla news letter che viene mandato a un folto indirizzario, quelli che leggono penseranno che sono una bella asinella, che non sa fare le recensioni, ma io invece sono molto contenta che divulgo le idee nelle quali credo (diritti, giustizia, ecc, non voglio farvi addormentare…). Se volete vedere le rec sono sul sito
    http://informa.provincia.savona.it/cooperazione/newsletter
    Ciao
    renata

  2. lina says:

    Il tema è serio, ma c’è quella zampata felina che mi ha colpito: trattare i libri come “… una scatola artistica che contenga vasellina. No! Grazie.”
    Tremenda. Comunque è così, è vero. L’anno scorso mi hanno regato un libro che andava forte e molto pubblizzato. Ho impiegato tre mesi a leggerlo. Pessimo. Inutile dire che era di “gran marca”.
    Avete ragione anche sugli ebook. E’ difficile individuare quelli buoni. Non posso essere pronta a giurarci, ma spesso devono essere delle scopiazzature, non ben scritte e chissà se editate bene. Però vedo in giro anche molti libri sia in carta stampata che nella versione ebook, di grandi firme. Non so se siano letti anche nella seconda forma, ma nella prima in Italia se ne vendono comunque poche copie, soprattutto ora che c’è la crisi, come dite pure voi. Gli ebook costano di meno, ma occorre comprare le diavolerie per usarli o cecare davanti a un video di pc. Però convengono. Si dovrebbe cercare il modo di far capire che quelli di autori non famosi, i giovani a esempio, visto che gli altri sono sopravvalutati e imposti dalla pubblicità, dovrebbero costare meno, ma dovrebbero anche essere pubblicizzati diversamente, non bastano i siti. Io non sono una pubblicitaria, ma vedere solo una copertina e leggere quattro fesserie di presentazione non basta a convincermi.
    Lina

  3. Alessia e Michela Orlando says:

    Grazie, Lina.
    Intanto abbiamo segnalato l’articolo e l’esistenza dei commenti a Antonio Steffenoni.
    Speriamo si faccia tesoro di ciò che dice.
    Pur non essendo noi stesse delle specialiste di punta, in ogni caso non in grado di esprimere giudizi, ci pare che le sue considerazioni siano improntate al buon senso.
    Tuttavia: leggere fa bene, molto bene.

  4. Tantissime volte ho acquistato dei libri dopo averne letto una recensione ben fatta che invogliava alla lettura, pertanto credo che la recensione sia utilissima come primo approccio conoscitivo alla lettura di un testo.

  5. C. says:

    Rivoluzionarie!
    Condensate in un articolo miliardi di cose.
    Alcune mi sfuggono. Il primo video, a esempio, come si lega all’articolo? E non è forse troppo eversivo?
    Comunque: quella fotografia mi spacca il cuore. Dilanianti le rughe, la preoccupazione della mamma.
    Grazie, anche se piango.

  6. C. says:

    Interessante ciò che dite sulle recensioni e mi è pure venuta voglia di leggere sia l’articolo che i libri di Antonio Steffenoni.

  7. alessia e michela says:

    Condividiamo, Monica, ed è per questo che segnaliamo le recensioni di un Maestro come Antonio Steffenoni.
    Quando abbiamo deciso di inserire la fotografia che qui si vede, pensavamo a te: alla tua recensione alla nostra mostra fotografica CONTRASTI.
    Fosti l’unica a cogliere una piantina anonima e il groviglio di corde in uno scatto realizzato a Livorno. Cogliesti molto altro e ciò valse una ampia visibilità alla presentazione che ancora è nel web. Ricordiamo anche le sensazioni che ci raccontasti, quelle vissute dal tuo Mario, che andò a vederle. Ci segnalasti la presenza di alcune scuole, liceali.
    Vale, quindi, e molto, una buona recensione. Solo deve essere buona, nel senso di scritta bene , veritiera, profonda. Non necessariamente accomodante. E anche la critica negativa può tornare utile, se non è pretestuosa o fondata sulla antipatia-simpatia.
    Per finire, lo confessiamo: abbiamo spedito il link a Carmelina Cellupica, dicendo proprio questo: tu sei una Maestra nel recensire.

  8. Alessia e Michela Orlando says:

    No, gentile C.
    Anche noi cademmo nella trappola: se si dice “mitra” si pensa allo strumento di morte. Se si dice “fascista”, ma varrebbe lo stesso per “comunista”, si penserebbe sempre e solo alla opzione politica, alle contrapposte fazioni.
    Tutto, in questo caso, è più semplice: la canzone è di Gianfranco Manfredi. Egli è cantante, attore, autore, inventore di fumetti di successo, ma è anche scrittore che abbiamo recensito.
    La canzone: parla di amore. Lo si può trovare ovunque, anche in uno strumento di morte. Segnaliamo la prima frase: Sta nel fondo dei tuoi occhi
    E prosegue:
    sulla punta delle labbra
    sta nel corpo risvegliato
    nella fine del peccato
    nella curva dei tuoi fianchi
    nel calore del tuo seno
    nel profondo del tuo ventre
    nell’attendere il mattino

    Diremmo tutto molto sensuale.
    Sulla fotografia: ha colto benissimo il senso e il suo piangere è per noi un miracolo. Lei sta condividendo il dramma di quella mamma.
    A questo punto siamo costrette a dire che ci siamo censurate: nel fondo U.S.A. c’è una foto della stessa mamma. Ha il seno rinsecchito in evidenza e cerca di alimentare il più piccolo dei suoi figli. Un dramma.

  9. Alessia e Michela Orlando says:

    Fa bene: è un ottimo scrittore.
    Grazie

  10. anna pia says:

    Ha ragione la signora Lina e pure voi: ho letto un e book. Era stato, almeno quello, editato bene, ma la trama non c’era. Una schifezza che purtroppo non potevo neppure buttare nel fuoco.
    Mi ha fatto passare la voglia.
    Protagoniste: due o tre sceme che sparavano fesserie a raffica e qualche maschietto senza nerbo. Nessuna tensione narrativa e una lentezza che non vi dico.
    In una sola delle mi giornate tipo (in un asilo) capitano centomila cose in più e lì si raccontavano più vite intere.
    Mi potete suggerire qualcosa, visto che ho comprato ciò che doveva evitare di portare la libreria in una valigia?

  11. alessia e michela says:

    Gentile Anna Pia, come dice anche Monica Palozzi, gli e Book si possono scaricare e leggere usando il P.C.
    Perché non ci dice cosa ha letto?
    Potrebbe essere utile: evitiamo a altri di buttare soldi.
    Per quanto riguarda la sua richiesta, indicare degli e Book: non ce la sentiamo.
    I gusti sono un fatto personale e finiremmo per deluderla.
    Le “cose” che ci sono state pubblicate le leggeremmo, ma è normale sia così. Consiglieremmo: acceda nel sito di Ugo Mazzotta dove può scaricare gratuitamente dei libri; ricerchi nel web alla voce Gianfranco Manfredi: troverà anche un corso gratuito sulla sceneggiatura; legga le recensioni sui vari e Book in commercio e si lasci condizionare, se ne troverà di ben fatte.
    Abbiamo scoperto che Monica Palozzi ha scaricato il nostro TWINS, primo episodio. Essendo una novità, anche noi stesse aspettiamo di saperne di più sui suoi meriti e demeriti. Chiaramente, essendo un e Book seriale, il giudizio non si potrà esprimere che alla fine (previsti 5 o 6 episodi).

  12. Complimenti bravissime Alessia e Michela,
    peccato che ho problemi all’audio e non posso ascoltare
    i video, comunque appena l’avrò aggiustato tornerò.
    Con stima,
    Elisabetta

  13. alessia e michela says:

    Grazie, Elisabetta.
    Sì, i video in qualche maniera integrano ciò che pensiamo; tuttavia, è già ampiamente gratificante sapere che hai letto e visto quella foto.
    Stima ricambiata.

  14. Interessante quello che scrivete. Avendo io più esperienza di recensioni di mostre che di libri trovo che molte delle vostre osservazioni valgano anche in questo caso.
    Continuate nelle vostre appassionate battaglie culturali.
    Saluti e auguri di buon Natale.
    Tonino Sicoli

  15. Si, ho visto anche la foto, che onestamente fa riflettere.
    Grazie, siete veramente due Angeli speciali.

  16. alessia e michela says:

    Grazie, professore. I commenti stanno aprendo la nostra mente e ciò che lei ci dice induce a valutare se non ci sia, in fondo, una scuola italiana della recensione tout court.
    Abbiamo presente che Lei è critico d’arte e direttore del MAON – Museo d’arte dell’Otto e Novecento (Palazzo Vitari) di Rende ed è coordinatore del Polo Museale di Rende.
    Lei è uno dei grandi critici d’Arte e non possiamo negare di aver strabuzzato gli occhi scorrendo le pagine del Suo sito. Abbiamo contato, speriamo con esattezza, e salvo errore, 101 pubblicazioni, parliamo di libri, senza contare l’attività giornalistica e chissà quanti convegni e relativi atti, le lezioni alla Sapienza e così via.
    Ci pare giusto, anche se a chi dovesse leggere questa nota basterebbe cliccare sul Suo nome nella barra Commenti recenti per saperne di più, copiare e incollare la biografia:
    TONINO SICOLI è nato a Cosenza il 2 luglio del 1948 e svolge attività di critico d’arte.

    E’ direttore del MAON – Museo d’arte dell’Otto e Novecento (Palazzo Vitari) di Rende ed è coordinatore del Polo Museale di Rende.

    E’ stato docente di Museologia (2008) e Fenomenologia dell’arte contemporanea (2006 e 2007) presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro.

    Ha tenuto seminari presso la Facoltà di Architettura dell’Università “La Sapienza” di Roma (1992) e presso la Facoltà di lettere e filosofia dell’Università della Calabria (dal 1978 al 2001), dove è stato, nel 1990-91, professore a contratto al Dipartimento di Arte e ha insegnato nel corso di perfezionamento per docenti progettisti della formazione nel processo dell’autonomia scolastica presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione (1999) e al Master in Mediazione e Gestione del Patrimonio Culturale in Europa (2005 e 2008)

    Ha collaborato con la cattedra di Pedagogia Generale (N. Siciliani de Cumis) dell’Università “La Sapienza” di Roma (2000).

    Dal 1969 ha insegnato negli istituti superiori ed è stato fino al 1999 titolare di cattedra presso il Liceo Artistico Statale “U. Boccioni” di Cosenza.

    E’ stato anche docente di corsi abilitanti all’insegnamento, di aggiornamento e professionali nonché commissario negli esami di maturità e nei concorsi per la scuola.

    Giornalista pubblicista dal 1979, collabora a “Il Quotidiano” e “Calabria”. Ha scritto su “Il Sole 24 ore” (on line), “L’Unità”, “Paese Sera”, “Avvenimenti”. Suoi scritti sono apparsi, fra le altre, sulle riviste specializzate “Segno”, ‘Flash Art”, “Arte & Cronaca”, “Terzo occhio”. E’ stato redattore della rivista “Daidalos”.

    Ha curato i programmi televisivi della RAI “Dentro/Fuori”, (RAITRE, 1983) e “Marasco futurista dissidente” (RAITRE, 1986); sua è la consulenza critica dei documentari “Il ritorno di Boccioni a Reggio”(RAITRE, 1984), “L’essenziale è lo scarto” (RAITRE, 1985) e “La periferia sperimentale” (RAlTRE, 1986).

    E’ del 2007 il video “Lavori in corso: conversazione con Jannis Kounellis”.

    Dal 2006 al 2007 è stato consulente dell’Assessore alla Cultura della Regione Calabria.

    Già consulente per l’arte contemporanea del Museo Civico di Rende (1990-96), del sindaco di Catanzaro (1999-2000) e del Comune di Cosenza (2001-02) per il quale ha elaborato e avviato il progetto “La città come museo all’aperto”, è stato nel 2000 componente della commissione per la Pinacoteca Provinciale e Comunale di Catanzaro e, nelle edizioni dal 2000 al 2006, della giuria del Premio Cortina d’Ampezzo per “L’artista dell’anno”.

    E’ Direttore Artistico del Centro per l’arte e la cultura “A. Capizzano” e, dell’Associazione “L’una di sera” di Catanzaro”; è consulente del Centro Documentazione Artistica Contemporanea “L. Di Sarro” di Roma.

    Ha fatto parte del Comitato Scientifico del Museo d’Arte Moderna dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro ed ha collaborato, nel 1991-92, con il CUD (Consorzio per l’Università a distanza) facendo parte del Comitato Scientifico, presieduto da Maurizio Calvesi, per un lavoro di ricerca sull’arte in Calabria nella seconda metà del Novecento.

    Nel 1996 ha curato assieme a Nicola Siciliani de Cumis, ordinario di Pedagogia Generale all’Università “La Sapienza” di Roma, il progetto “Arte per i ragazzi” presso il 2° Circolo Didattico di Cosenza.

    Nel 2002 ha curato la nuova sistemazione della Pinacoteca “A. Alfano” al Protoconvento Francescano di Castrovillari.

    Nel 2003 ha curato per l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Cosenza il progetto “Arte nei Centri d’Arte”.

    Nel 2004 e nel 2005 ha collaborato al progetto “La scena territoriale. Percorsi di produzione artistica” presso il Liceo Classico “Gioacchino da Fiore” di Rende.

    Nel 2005 ha curato il progetto “Capire l’Arte, fare Arte” presso il 3° Circolo Didattico di Cosenza.

    Nel 2007 ha coordinato il progetto “I Luoghi del Mito. Magna Grecia e Arte Contemporanea” nell’ambito del programma “Sensi Contemporanei” in Calabria.

    E’ stato direttore responsabile del periodico telematico “AstarteI” (1992).

    Ha collaborato con la Soprintendenza per i Beni AAAS della Calabria (1997-98) e collabora tuttora con la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico della Calabria.

    Curatore di mostre, è particolarmente attento sul piano storico e critico alla situazione artistica contemporanea.

    Ha collaborato attivamente negli anni Ottanta con Filiberto Menna, docente di Istituzioni di Storia dell’Arte all’Università di Roma, che gli è stato maestro e punto di riferimento nell’azione di valorizzazione dell’area meridionale e soprattutto calabrese.

    Concludiamo, segnalando, tra i tanti, il Suo libro:
    Sale e peperoncino. Sapienza e trasgressione nell’arte contemporanea”, 1966
    Accademia del Peperoncino, Diamante, 1966
    Luzzi, 1966
    Rubettino Editore, Soveria Mannelli (Cz)
    Buon Natale, buon anno nuovo.
    Alessia e Michela

  17. Tonino Sicoli says:

    Mi confondete, ragazze, con il grande spazio che date alla mia attività. Non era il caso….
    Comunque grazie e buon lavoro!

  18. Alessia e Michela Orlando says:

    E’ poco, prof., è poco.
    Non essendo certo in grado di modificare le traiettorie volute dalla società, ci limitiamo a fare “ammuina” e a esprimere desideri, avendo ben in mente il senso di questa bellissima parola. Vorremmo tanto che il mondo della Cultura si resettasse, che fosse capace di entrare in sintonia con le nuove tecnologie, con un loro uso migliore, ma, soprattutto, che la politica fosse capace di coglierne i profili altissimi, individuandone la miniera di potenzialità.
    Amiamo, quello lo merita, proprio questa connotazione dell’Italia. Basterebbe, crediamo, riconoscerne la storia e quindi l’archeologia, le spinte artistiche note, nelle molteplici declinazioni, e quelle meno note (non certo per colpa loro) e sarebbe fatta. Lì, solo lì, si individuerebbe il faro per un nuovo Umanesimo.
    Grazie ancora per la Sua vicinanza.