PICCOLO DIAVOLO RITROVATO – MORTE DI SERGIO BONELLI – OMAGGIO CON LA VOCE DI ANTONIO NEIWILLER

DYLAN DOG E SERGIO BONELLI
IL PICCOLO DIAVOLO
Chi ama i fumetti ne riconosce il valore artistico, etico, umano. Chi ama i fumetti sa lasciarsi andare alla fantasia, al sogno, ai bisogni culturali, a un ritmo diverso da quello che la vita impone. C’è chi lo ha negato. C’è chi lo ha saputo sin dal loro affermarsi. C’è anche chi ne riconosce il profumo, che talvolta si fa odore di soldi. Sergio Bonelli per una vita intera ha respinto l’idea affaristica, di basso profilo, da macellaio che ricicla carogne. Sapeva quanto fosse necessario che la sua impresa si mantenesse in bilico là, sul crinale del rispetto verso il lettore che può portare velocemente verso lo sfruttamento facile delle passioni. Non ha mai ceduto di un passo. In molti lettori ricorderanno le sue spiegazioni quando i fumetti storici dovevano cedere alle spinte delle regole economiche e aumentare di prezzo. Lo faceva costantemente e con chiarezza. Ha, così, dato lezioni etiche agli imprenditori, innovando un modo di fare consolidato. Gli autori che hanno lavorato con lui di certo hanno potuto godere della libertà necessaria per creare, anche se abbiamo letto che avesse un carattere forte e scontroso. Adesso che non c’è più vogliamo ricordarlo con l’episodio numero 271 di Dylan Dog: IL PICCOLO DIAVOLO. La presentazione dell’episodio, a cura del Dylan Dog Horror Club, evidenzia che non si tratta del film datato 1988 con protagonisti Roberto Benigni e Walter Matthau. La storia trae spunto, invece, da un fatto di cronaca narrato dal “Times”, poi diffuso in tutto il mondo alla fine di gennaio 2004: nella cantina di un ormai morto facchino del Museo di Storia Naturale di Londra era stato trovato il cucciolo di un drago. Era ottimamente conservato in una bottiglia, ovviamente piena di formaldeide. Non passò molto e si scoprì trattarsi di una bufala. Tutto era stato combinato da uno scultore che lavorava per una casa hollywoodiana, specializzata nella produzione di mostri preistorici, in cerca di fama. Sarebbe stato facile scoprire la falsità: il feto aveva un cordone ombelicale grosso quanto una casa! Come noto ciò non è possibile quando un animale nasce da un uovo. In molti, però, e tra questi anche gli autori di Bonelli, ci erano cascati. Nella storia che vede protagonisti Dylan Dog e il surreale Groucho, viene ritrovato il cucciolo di un diavolo!
La presentazione della storia inizia così: Cari reperti umani, sgombriamo subito il campo da possibili equivoci: questa storia non ha nulla a che fare (tranne il titolo, ovviamente) con l’omonimo film del 1988 …
A Sergio Bonelli dedichiamo il pensiero di Antonio Neiwiller, grande artista di teatro, napoletano (Napoli, 1948 – Roma, 1993). Fu autore-drammaturgo, attore, regista teatrale. Recitò anche in Morte di un matematico napoletano, di Mario Martone, e in Caro diario, di Nanni Moretti. Realizzò anche una straordinaria analisi poetica sul teatro e sull’arte. Tra i suoi lavori: Ti rubarono a noi come una spiga (1974), Berlin Dada (1977), Anemic Cinema (1979), Darkness (1984).

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