Palazzo Venezia

Già proprietà della famiglia Sanseverino di Matera, donato nel 1412 dal Re Ladislao di durazzo alla Republica Veneta, il palazzo San Marco, poi Venezia, è stato ed è ancora uno di quegli specchi antichi, magari graffiati e anneriti, ma preziosi, attraverso i quali l’archittettura riflette i rivolgimenti storici che hanno interessato la città di Napoli.

Se dai quei tempi lontani una telecamera,immobile e nascosta, ne avesse ripreso le trasformazioni, la storia e l’importanza dell’edificio si potrebbero oggi apprezzare attraverso sequenze ravvicinate di epoche lontane, come le mutazioni di un paesaggio attraverso il trascorrere delle stagioni.

Mentre, nel 1443, Alfonso d’Aragona confermava la donazione della casa alla Serenissima, si consolidava nella penisola e nell’attuale Germania, entrambe divise in tanti stati autonomi, la tradizione degli ambasciatori in terra straniera, che divenne regola politica anche per gli altri paesi.

Cosi, dal 1565 Venezia cominciò atenere i suoi diplomatici a Napoli, a Milano e nei paesi Bassi. Dall’inizio delXVI secolo, con la dominazione spagnola, presente anche nel territorio lombardo, il mutamento dei cambiamenti politici, conseguenti alla scoperta dell’America, il varo di nuovi mercati e di nuove vie commerciali, comportarono il ridimensionamento della republica veneta, mentre la stessa città partenopea, parte del regno , perdeva importanza.

Il palazzo, in cattive condizioni, fu oggetto di continui interventi.

Situato nel Seggio di Nido, alto la metà della fabbrica attuale, l’edificio trecentesco era in origine circondato da giardini e da orti, tipico esempio dei mille modi in cui gli alberi di limoni ,aranci, cedri e viti portavano la natura dentro l’archittettura.

Col tempo la fabbrica, con il contiguo palazzo Filomarino, si ampliarono ai danni del verde.

attraverso quel portale, sotto il suo androne, nel suo cortile, per le sue scale, tra le piante di cio che resta del suo rinomato giardino, li dove sono passati i Sanseverino e i Brancaccio, i Filomarino e della Rocca, gli ambasciatori e i ” legati veneziani”, artisti e architetti come Cosimo Fanzago e Bartolomeo Picchiatti, oggi transitano gli artisti e gli artigiani dello Spazio Venexiart, luogo di una tradizione che rinnova nel tempo la sua perenne contemporaneità

Ugo Carughi

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