Palazzo Maddaloni

Palazzo Maddaloni
Di origine Barocco Napoletano,il palazzo Maddaloni si apre su via Toledo nel pieno centro di Napoli,fu costruito nel 1582 dal Marchese D’Avalos del vasto,fu poi acquistato dal ricco olandese Gaspar Roomer.Nel 1652 il duca Diomede Carafa di Maddaloni lo ottenne in permuta di due palazzi che aveva alla Stella e a Posillipo.
Intorno al 1580,in una vasta aera compresa tra via Monteoliveto,piazza del Gesù nuovo e lo Spirito Santo,D’Avalos,marchese del vasto,stabilì di far sorgere la sua dimora nobiliare.Era uno splendido palazzo,che si affacciava,come oggi,su quattro lati:l’ingresso era sull’attuale via Maddaloni,un lato dava su via Toledo,gli altri erano prospicienti ai rigogliosi orti che portavano il nome di Carogioiello,che apparteneva ai Pignatelli di Monteleone.
Fù per aver allestito il suo appartamento su uno di questi lati,che il Marchese ebbe, uno scontro con la sua vicina Donna Giroloma Colonna,duchessa di Monteleone.
La quale mal sopportava che il D’Avalos avesse libera veduta sul suo giardino privato,chiamato Paradiso,fù infatti per la sua ira che fece costruire un palazzo attualmente situato sul lato destro di via Sant’ANNA dei Lombardi,utile per impedire che gli occhi indiscreti del Marchese la osservassero.
Purtroppo dell’aspetto originale della dimora ,non si sa nulla,poichè nel 1656 essa fù acquistata da Diomede Carafa,il quale affidò i lavori ad un’architetto,Cosimo Fanzago,conferendogli l’aspetto attuale,in cui si fondono elementi di archittetura toscana e catalana.
Successivamente a Diomede Carafa ci fù,DON Marzio,che si occupò della decorazione pittorica degli ambienti e delle scale,operate da Francesco de Maria,ma anch’esse ormai scomparse,ed il soffitto settecentesco,in cui Fedele Fischetti raffigurò l’ingresso in NAPOLI di Alfonso d’ARAGONA.
E’giusto sottolineare che tra la corte partenopea,quella dei Carafa di Maddaloni,occupò un posto sempre in primo piano,sia per l’importanza della famiglia,fra le maggiori feudatarie del Regno,sia per la vita sociale che in essa si svolgeva.
Può infatti testimoniare questo tra i tanti ospiti stati alle feste date dai conti nei grandi saloni del palazzo,il giovane gentiluomo veneziano,Giacomo Casanova,che ne descrisse le magnificenze nelle sue memorie.
Egli fù invitato dal duca Carlo che l’aveva conosciuto a parigi,ricordòle scuderie con le più belle razze di cavalli,arabi,andalusi,inglesi,la galleria e la biblioteca che custodiva anche una voluminosa raccolta segreta.
Agli inizi del settecento dovevano apparire preziosi anche gli arredi delle sale,dove accanto ai mobili vi erano anche una serie di dipinti di soggetto profano che probabilmente avevano sostituito quelli sacri che abbellivano la primigenia dimora.
Si può avare un’idea della cura dei particolari,osservando anche il portone ligneo del grande portale,fasciato da eleganti bandelle di ferro battuto con gli stemmi di famiglia ormai corrosi dalla ruggine.
Nell’ottocento,poi,il palazzo fu acquistato dal ministro Santangelo,che lo arricchì di una collezione di quadri e di antichità.
Ancora oggi, al suo interno,si trovano statue antiche e una copia in terracotta della testa di cavallo donata da Lorenzo il Magnifico a Diomede Carafa.
Napoli centro storico
Palazzi storici di Napoli
Palazzo Carafa Maddaloni

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