Ogni settembre lo spettacolo degli sciami già segnalato nei documenti del XV secolo. Carlo Emery, professore di zoologia dell’Università di Bologna, nel 1882 individuò la specie: myrmica scabrinodis

di Lamberto Monti

Una delle più antiche memorie che si ha del meraviglioso monte, chiamato comunemente Monte delle Formiche, risale al 1078. In quell’anno la Contessa Matilde di Canossa donava alcuni possedimenti al Vescovo della Chiesa Pisana Landolfo, tra cui la chiesa di Santa Maria Barbarese antico nome dell’odierna Santa Maria di Zena.La chiesa domina un’ampia zona di poggi e vallate, il luogo è quanto mai interessante per la sua austera bellezza. Questa vetta fu sicuramente, in tempi anteriori all’era cristiana, sacra a divinità pagane come altre vette vicine: Monte Adone, Monte Cerere, Monzuno.Per la sua posizione dovette ben presto avere molta importanza,infatti nel 0 la Chiesa era già plebana e comprendeva diverse chiese del territorio. L’edificio primitivo in stile romanico ebbe un vero rifacimento verso il 1300 in forma gotica a cura del comune cittadino in seguito alla distruzione che subì durante la guerra fra Bologna e Ferrara. Un nuovo rifacimento fu fatto nel 1888 quando l’arciprete  Romano Borelli ebbe l’idea di una nuova chiesa che rispondesse di più alla gloriosa tradizione del posto e alla grande devozione per l’immagine della Vergine. Diede l’incarico all’architetto Vincenzo Brighenti e il nuovo edificio fu presto una cosa compiuta. Una chiesa semplice a una sola navata ma solenne specialmente nella massiccia struttura dell’esterno che perfettamente si intonava con la scoscesa configurazione del luogo. L’ultimo rifacimento della chiesa avvenne nel 1957 quando, dopo la distruzione avvenuta a causa di un bombardamento durante la seconda guerra mondiale, venne affidato il progetto all’architetto Gaetano Marchetti, l’attuale chiesa mantiene una certa solennità per dimen-sioni e posizione. Di antico resta il campanile risalente al 1723 quando venne edificato durante dei lavori di restauro della chiesa. Il luogo resta incantevole anche per il panorama: in certe mattine si vede fino al litorale adriatico e a settentrione fino alle Prealpi Veronesi.

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