NUDO DI DONNA SENZA SCANDALO

NUDO FOTOGRAFICO
IL NUDO? L’IMMAGINE NON È MAI SCANDALOSA

Nell’articolo TINA-UN CUORE DI DONNA MAI MORTO, che si può leggere anche nella traduzione in spagnolo di Stefano Guastella e Reina Torres qui:
http://www.quintavenida.it/cultura-cubana/110-gocce-di-tina-gotas-de-tina/2272-tina-un-cuore-di-donna-mai-morto.html, fa bella mostra di se un corpo di donna. È un nudo. È uno scatto fotografico di Edward Weston.
Solo lo sguardo stupido potrebbe infangare le linee, i volumi, i chioroscuri, le forme. Quelle di TINA MODOTTI e dei corpi umani in genere, ovviamente. D’altronde chi potrebbe mai negare come il corpo sia una delle più intense espressioni d’arte? Non è forse documentato ampiamente dai più grandi pittori, dai fotografi, dai registi cinematografici e anche da quelli che con il corpo umano hanno dovuto confrontarsi a teatro? Lo ha sottolineato di recente anche Monica Bellucci
Tuttavia accade; accade eccome che ci si ritrovi davanti a uno sguardo scandalizzato; che si leggano i pregiudizi, le deformazioni causate da educazioni ripiegate su posizioni moralistiche. Inutilmente moralistiche. E forse sarebbe inutile stare a dimostrare l’estatica bellezza di un corpo disteso o indaffarato in energiche movenze. Non servono le parole; si tratta di guardare e superare i pregiudizi; notare la luce che si diffonde sulle curve e ne restituisce i colori allo sguardo, alla mente, all’anima, senza dare troppo peso alla quantità di carne. Si tratta solo di armonia. Non è cosa diversa dall’ascoltare una sinfonia perfetta; un assolo di chitarra; una sequenza di note causate dal rullare dei tamburi o dai fiati magistralmente sollecitati. Che si fa in questi casi, si presta forse attenzione alle linee e agli spazi degli spartiti, oppure ci si lascia andare alle sollecitazioni dell’insieme? Si da forse rilievo alla successione delle note, dei toni, dei semitoni o ci si ricorda dei rudimenti di solfeggio appresi e poi dimenticati, oppure si chiudono gli occhi e, almeno mentalmente, si accenna a un passo di danza? È inutile parlare; sarebbe tempo perso giacché: “A ccuoppo cupo poco pepe cape e ppoco pepe cape a ccuoppo cupo”.
Lo ha detto anche Monica Bellucci…E si potrà pensare: Poteva forse dire cosa diversa? Si, poteva dirla eccome se poteva. Non deve essere facile esibirsi, nuda, davanti a una telecamera o a un obiettivo qualsiasi, mentre una marea di persone agitate collaborano alla realizzazione di una pellicola cinematografica. Non deve essere stato facile neppure per Sofia Loren lanciatasi, in ben due occasioni, in uno spogliarello davanti allo sguardo rapito, apparentemente eccitato, e invece sapientemente ironico, di Marcello Mastroianni, come dimostrò con un ululato da lupo cilentano. E, poi, si potrebbero mai scrutare i corpi senza tener conto di coloro che li possiede, della mente che li domina, della loro storia e delle loro intenzioni? È il caso del nudo in cui è esposto il corpo di Tina Modotti sul letto di casa in Messico. Non crediamo ci sia qualcosa di osceno.
Ecco, potrebbero bastare queste poche parole: “A ccuoppo cupo poco pepe cape e ppoco pepe cape a ccuoppo cupo”, e la sapienza che da esse stavolta davvero trasuda, per dire che non sarebbe il caso di dilungarsi, essendo facile aderire a questa visione. Chi non capirà o non condividerà avrà da approfondire meglio il detto e aprire la propria mente. Operazione sempre possibile e in nessuna maniera ostacolabile. Non è sempre così, non sempre i proverbi sono portatori di esperienza ineccepibile. Neppure i proverbi napoletani, per quanto succulenti e divertenti possano essere, sono impeccabili. Ne conosciamo di evidentemente errati, pericolosi, sessisti. Ma va bene lo stesso pronunciarli, giacché quanto meno lasciano intuire fantasia, creatività. Sta poi a chi li ascolta saper sbottare in una sana e schietta risata. Anche quella fa bene alla salute.

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