Misteri a Posillipo : Palazzo Donn’Anna

ILcelebre palazzo grigio di Posillipo deve il suo nome a Donn’Anna di Carafa di Stigliano,consorte del vicerè Don Ramiro Guzman di Medina.Alcuni studiosi fanno risalire la costruzione in epoca Angioina,secondo costoro la regina Giovanna l’avrebbe fatto erigere per le sue orge erotiche.In seguito il palazzo fu acquistato dai Carafa di Stigliano.L’ereditiera Anna di Carafa gli impose il suo nome.Nel 1642 il palazzo fu ingrandito,venne aggiunto l’approdo dal mare e uno spettacolare teatro affacciato sul mare,che come racconta Matilde Serao nelle sue “Leggende Napoletane“,fu causa di una tragedia.Donn’Anna,divenuta viceregina di Spagna nel 1637,era nota non solo per i presunti amanti e la sua altezzosità,ma anche per le sue grandiosi feste che si davano al palazzo,in cui erano sempre presenti i nobili della città.I ricevimenti erano spesso accompagnati da una commedia recitata dagli stessi invitati,sullo splendido tetro affacciato sul mare,seguivano poi una una festosa danza moresca ed infine avevano inizio le vere danze che duravano sovente fino all’alba.La leggenda racconta che la nipote della viceregina,Donna Mercedes de la torres,quella sera interpretasse il ruolo di una schiava innamorata del suo padrone .La giovane donna recito con tale intensità cosi come anche il giovane principe Gaetano di Casapesenna,che interpretava i panni di un cavaliere,anzi quest’ultimo fu talmente convincente nella parte dell’innamorato ,che nella scena finale del bacio con donna Mercedes,ricevette un clamoroso applauso da tutti.Quella sera tutti applaudirono tranne Donn’Anna che impadi di gelosia ,infatti Gaetano Casapesenna era stato un suo amante.Si racconta che nei giorni seguenti le due donne si ingiuriarono violentemente,diventando cosi l’oggetto dei pettegolezzi dei circoli nobiliari.Qualche giorno dopo la giovane scomparve,e Gaetano Casapenna l’avrebbe poi cercata in tutta europa senza mai ritrovarla.

La fama di Donn’Anna viene spesso confusa nelle credenze popolari con la figura piu discussa di Giovanna D’Angio.Allora si raccontava di come la viceregina amasse trascorrere le notti con prestanti pescatori che poi si liberava all’alba facendoli precipitare dal palazzo a picco sul mare.é nata da allora la leggenda che ormai da secoli vuole che le anime dei malcapitati vagare per i sotterranei dell’edificio,ed emettendo lamenti di notte.Il palazzo Donn’Anna o anche casa degli spiriti con i suoi “occhi privi di anima“,rimarra per sempre uno dei misteri di Napoli

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