LO SGUARDO DI BARBARA

Baciata dal sole, di Barbara Pecoraro.

Barbara Pecoraro è: il suo sguardo. È lì la sintesi di una donna con la fotocamera tenuta con nonchalance, con l’eleganza tipica di chi ha dimestichezza con l’oggetto nonché con l’idea che davvero rappresenti. Non dice di sé, dunque, e non dice neppure quali siano le scelte di valore con cui si accosti alla decisione di fotografare, né le scelte tecniche preferite per i suoi progetti. Tale è l’operazione che compie chi scatti: seleziona tra mille possibilità e, anche qualora si sia attratti da una immagine in movimento, si prefigura un risultato. È un progetto che si avvia sempre, anche qualora riguardi un piccolo evento, con l’intento di mostrarlo ad altri. Potranno esserci altri momenti rilevanti in seguito, come il tagliare una immagine per dare più visibilità al focus prevalente, piccoli interventi in post produzione sul colore, magari un fotomontaggio ma il progetto era già stato deciso nei minimi particolari da strati razionali del sé e dal proprio subconscio. Altro lo farà chi vedrà e “leggerà” la foto che racconta anche lo scatto. Tutto sommato una fotografia è anche un contenitore che dovrà essere riempito da chi osserverà. Vi riverserà ciò che percepisce e se si emozionerà la prima volta lo farà anche in seguito. Questo è ben noto a Barbara Pecoraro. Se dicesse di sé stessa, se raccontasse la vita o ostentasse i gusti, darebbe indicazioni di lettura alle immagini. Condizionerebbe chiunque ne conoscesse vicende, scelte, gusti … Pertanto occorrerà vedere le sue immagini; farsi guidare dalle sue parole per capire il senso della sua firma, quella che ne costituisce il logo, che diventa una farfalla; leggere le parole in bella vista di Henry Cartier Bresson: [per significare il mondo] è necessario sentirsi coinvolti in quello che si ritaglia attraverso il mirino. Fotografare è l’organizzazione rigorosa delle forme percepite visualmente che esprimono, significano quel fatto. E’ mettere sulla stessa linea di mira la testa, l’occhio e il cuore. E’ un modo di vivere .
Barbara e il suo sguardo sono qui: http://www.barbarapecoraro.it/

Reflexes, di Barbara Pecoraro.

Dal mare, di Barbara Pecoraro.

 

 

This entry was posted in arte, autori, Eventi, foto, luoghi, Photo. Bookmark the permalink.

15 Responses to LO SGUARDO DI BARBARA

  1. ho visitato il sito di Barbara
    ci sono dei bellissimi scatti
    complimenti

  2. Barbara Pecoraro says:

    Grazie a tutti. Spero di riuscire ad esprimere le mie emozioni e il mio modo di vivere attraverso la mia passione!

  3. Alessia e Michela says:

    Grazie, Barbara. Siamo sicure di sì.

  4. Joe Perfiumi says:

    ‘Baciata dal sole’,di Barbara.
    Una smilza riflessione.
    La verità della bellezza poggia su una colossale balla.

  5. Massimiliano e Giorgia says:

    Niente avviene per caso, tutti abbiamo predisposizioni e potenzialità ma quello che fa la differenza è la capacità di trasformarle in qualità e passione e che fanno di una persona, una persona creativamente speciale come te. Complimenti Barbara!

  6. Alessia e Michela says:

    E guai a smuoverla … la balla.

  7. non avevo pensato a questo tipo di interpretazione, ma , riflettendoci bene, non è una balla la tua, ma pura ”verità”! grazie per avermi permesso di vederla anche con altri occhi!

  8. Joe Perfiumi says:

    La verticalità imbronciata di Parigi,colta dalla intelligente percezione di Barbara,mi riporta alla memoria il vecchio Henri,che quando lo pronunciavi per intero, Henri Cartier-Bresson,si era già annoiato,andandosene per il mondo a spigolare la meraviglia delle immagini.
    Una volpe cresciuta per l’amora di MoMA.
    “Non è difficile trovarsi al posto giusto nel momento giusto”,mi disse un giorno Henri,correggendo con la tessera della French Press la gocciolina di pastis che svirgolava verso la sua cravatta.
    E riuscì ad essere in India quando morì Gandhi,in Cina quando si alzò alto Mao,nella Russia di Kruscev ancora prima di Kruscev, giusto per giocare di anticipo.
    Diavolo di un Henri.
    E non mancò,nel 1952,allo spegnimento delle candeline della torta di Matisse.
    Già,Matisse.
    A me non sembrava poi granchè ed usavo,in cucina,una sua tela per appoggiarci il pane grattato per farci i salmerini al salto.
    Per tornare ad Henri.
    Ripeteva che il nostro occhio deve continuamente misurare,valutare.
    Il didietro di Blenda aveva una misura giusta ed allora valutai di mettermi assieme a lei.
    Henri volle essere nostro testimone di finte nozze, officiate dal finto Reverendo Pongo Mucigan.
    Conservo ancora una sua foto che oggi osservo, per la stupefacente coincidenza che mi ha offerto Barbara.
    Io e Blenda stiamo sotto la torre, premuta da nuvoloni gonfi di meteorismo da lampi.
    E l’immagine si riflette dentro un velo d’acqua.
    Lei sorride, con una punta di malinconia.
    Forse perchè non le sto pizzicando il sedere,alla francese.

  9. Alessia e Michela says:

    Sommovimenti sordi: la giusta colonna sonora per stantii virgulti che fremono al vento dell’est. Inconsapevoli, eppure sanno che una volta sola passa. Come l’angelo. Amen.
    Fremiti attraversano la schiena inarcata come il ciglio della strada del buon Arrì-cordalo chè la fotografia a quello serve. Certo Arrì arri Henri fa tutto un altro effetto se lo vedi mentre si impomata a uno specchio francese. Che potrebbe saperne, lui, dello sciaquìo dei panni nell’Arno? Dello sciaquone sì, quello è più o meno lo stesso in tout le monde. Certo, quì e lì puoi sentire più o meno odor di salsedine ma a certi disturbi per le orecchie non c’è limite. Cacofonie le chiama qualcuno e non certo nelle segrete di Notre Dame de Paris che quanto a tristezza sono seconde a Nessuno, quello che con un occhio solo se ne andava a sbirciare nei mari del mondo a buttar zizzania mentre l’altra disfaceva la tela, nottetempo. Corsi, ricorsi … è storia o è leggenda?

  10. Joe Perfiumi says:

    Viveva solo per l’essenza di anice.
    E lo trovavi a Notre Dame de Pastis.
    Passato lui,c’era assenza di anice.

  11. Alessia e Michela says:

    Assenzio, ogni tanto.

  12. Alessia e Michela says:

    Ma se tanto mi dà tanto: era musica per le sue orecchie. Fa La Do Mi … Mi Sol Si Re Fa e nitriti, e solfiti, e garriti, e carrube, e garretti, e carrettate di lecca lecca che una non basta mai, come le ciliege che pare una tiri l’altra ma nessuno sa per dove.

  13. Alessia e Michela Orlando says:

    Grazie Massimiliano e Giorgia. Andiamo a comunicare il vostro commento a Barbara.

  14. Barbara Pecoraro says:

    Grazie di cuore ragazzi! Come sempre mi lasciate senza parole! Anche io credo vivamente che nulla avviene per caso nella vita e che nel bene o nel male, è tutta un’esperienza da vivere con passione dalla fotografia alla nostra grande amicizia! Grazie