L’ELEGANZA DI CHI FA CULTURA-IL CASO DI MONICA PALOZZI-LA POETICA DI ELISABETTA ERRANI EMALDI E DI CARLOS CHACON ZALDIVAR

IL VIAGGIO
POESIE

Pragmata Edizioni.
A cura di Monica Palozzi
Il tema era IL VIAGGIO.
Pragmata, associazione-casa editrice di Roma, agitata in maniera coinvolgente e diremmo sublime da Monica Palozzi, che riteniamo amica per quanto non abbiamo mai potuto stringerle la mano guardandola negli occhi, aveva colto nuovamente nel segno. Non è forse, l’Italia un paese di viaggiatori? Quanti sono quelli che nati altrove sono “italiani”? Inoltre avevamo bene in mente l’altra sua avventura: Le 1001 storie degli italiani nel mondo. Era stata una specie di battaglia della parola. A centinaia avevano scritto da ogni angolo della Terra. Il libro, pregevole e apprezzato tanto da indurre a tentativi di emulazione, contiene anche una storia firmata da una di noi, Alessia.
Il nuovo concorso si è concluso e abbiamo il libro tra le mani.
Sono moltissimi gli elementi di pregio: dalla INTRODUZIONE di Monica che è una “lectio magistralis” sul viaggio dell’uomo nella vita, al di là dei condizionamenti spazio-tempo, sul piano geografico e storico, nonché letterario e culturale in genere. Ma è anche una indicazione precisa; è una deduzione, un suggerimento, una preveggenza sulla rotta che l’Uomo seguirà nel suo futuro.
Sono stati centinaia i concorrenti. Le poesie prescelte risultano essere un ventaglio infinito di suggestioni. Ruotano intorno alla miriade di ipotesi di “viaggio “che teoricamente si potevano avanzare. Come si può immaginare, il pregio di una operazione culturale del genere sta nel fatto che chi concorre non conosce gli altri e in piena autonomia lascia andare la propria penna sull’onda della fantasia, dell’idea che al primo impatto con il tema l’ha dominato. Non crediamo ci sia qualcuno che si metta a scrivere meditando sul tema in maniera duratura. È l’istinto che ti fa intravedere una ipotesi e ti induce a scegliere velocemente.
Pragmata, dunque, è agitata in maniera sublime da Monica Palozzi. Aggiungiamo: si tratta di agitazione cui soccombe chi intende partecipare alle sue idee. Poi tocca a lei ricondurre a unicità i mille approcci possibili a un tema.
È proprio questo il ruolo svolto dalla sua INTRODUZIONE che per noi è parte integrante della Antologia. Non potrebbe non essere così. “Antologia” è sinonimo di “florilegio”. Deriva dal greco e significa “raccolta di fiori”. Dunque IL VIAGGIO è un libro che raccoglie “fiori”, ovvero il meglio. La INTRODUZIONE è un “fiore” giacché tra le mille ipotesi possibili entro cui raccogliere e incorniciare le poesie pubblicate, è quella che meglio riesce a farne emergere le qualità, coordinandole. Ed è una INTRODUZIONE insuperabile.
Pragmata è agitata in maniera sublime: a tal proposito vorremmo essere scolastiche e dire a noi stesse che il significato di “sublime”, come si può leggere anche nei dizionari virtuali, è: “Assai elevato, altissimo”. E si può anche leggere: “l’api amano l’ombra/del sublime cipresso” di Foscolo. Potrà sembrare strano, ma in ciò si può intravedere un altro ruolo giocato da Monica Palozzi: ella riesce a creare l’ambiente giusto per indurti a partecipare alle sue iniziative. Ella riesce a giocare il ruolo del fiore che attira l’ape, nonché l’ombra del cipresso, la sublime ombra, da esse amata.
Come davvero lo faccia a noi, che abbiamo potuto leggere le sue mail cortesissime, è evidente: con la signorilità e l’eleganza di chi davvero fa Cultura.
Abbiamo letto le poesie degli altri Autori. Va fatto, non tanto per scoprire ciò che si potrebbe intuire, ovvero la miriade di possibilità espressive che la parola può offrire, quanto la visione degli altri che è sia il narrato, il detto, che ciò che è lasciato intuire, la trama non esposta. È questa, tutto sommato, la magia della parola. Con poche lettere messe insieme si può dichiarare e lasciar intendere. Quel che si coglie in filigrana non è certo meno rilevante di ciò che espresso.
La forma letteraria “poesia” è forse lo strumento che più di altri lascia intuire un contenuto che a parole non si può dire. Leggere una poesia è come porsi davanti a una fotografia d’arte o a un quadro celebre: è meglio non sapere cosa l’autore abbia voluto “dire”; è meglio piegarsi ai sensi reconditi, a quelli celati che ognuno può cogliere senza spiegazioni. E ogni significato è, appunto, un unicum che aggiunge senso all’opera. È per questo che chi legge, come chi osserva, aggiunge significati e l’autore ne è riconoscente.
Alleghiamo a queste considerazione tre poesie. Vanno forse svelate le ragioni della scelta. Non diremo nulla sulla terza, che è la nostra.
La prima poesia è di Elisabetta Errani Emaldi. Ci ha colpito il nome della poetessa, che è anche una illustratrice formatasi tra Parigi e Londra. Il nome: le tre “E” iniziali che lo caratterizzano sono di per sé stesse una formazione poetica e basti rilevare la musicalità per verificarlo. Naturalmente non è tutto qui: ella vive ad Alfonsine (Ravenna). È uno tra i paesi italiani che hanno pagato il più alto tributo alla Liberazione, nel conflitto della seconda guerra mondiale, sia in termini di vite umane che di distruzioni delle abitazione (70%), del suo centro storico che doveva essere bellissimo, almeno quanto quello del vicino Bagnacavallo e degli altri della zona, della Bassa ravennate. Sul suo componimento poetico: è arioso; è un viaggio dal finale ottimistico tra il bene e il male.
La seconda poesia è del cubano CARLOS CHACON ZALDIVAR. Come si può leggere nello stesso libro: egli è poeta, narratore e critico letterario. E’ anche professore associato di letteratura all’Università di Matanzas, Cuba, nonché Presidente della associazione scrittori UNEAC, con cui coordina il Laboratorio Letterario e il Master di promozione e sviluppo culturale dell’Università delle Arti di Cuba. La sua poesia ci ha colpito per la presenza forte del tamburo, del rumore delle “ridenti ciglia” e del vento. Pare di sentirli quei suoni e rumori, come sottofondo ai pensieri alti e profondi.
Guarda caso proprio in questi giorni si celebra all’Avana l’evento letterario più importante di Cuba e ieri è stato presentato il web_container Quintavenida che ha pubblicato alcuni nostri contributi. L’ultimo è l’articolo su TINA MODOTTI (Tina: un cuore di donna mai morto): http://www.quintavenida.it/cultura-cubana/110-gocce-di-tina-gotas-de-tina/2272-tina-un-cuore-di-donna-mai-morto.html
Dell’evento si può leggere, anche nella versione straordinariamente tradotta in spagnolo da Reina Torres e Stefano Guastella, qui:
http://www.quintavenida.it/cultura-cubana/114-linesa-direttalinea-directa-uneac-5av/2307-un-giorno-indimenticabile-5av-presentata-alla-uneac.html

Segnaliamo che a Cuba c’è anche la Biblioteca “Tina Modotti”.

Il libro 1001 storie di italiani nel mondo è stato presentato in molti Paesi. Si può cercare i video girati a Cuba e in Argentina in youtube.

LE POESIE

Viaggio ai cancelli del sole

Il mio viaggio iniziò tra le colline del pianto

dove la sofferenza e l’oscurità imperavano.

L’Angelo dell’amore mi raccolse

sul suo veliero di cristallo e severo,

appoggiandomi la sua spada di luce sulla spalla, sussurrò:

“Tu sei il figlio di Dio, un piccolo creatore

del male, perché non conosci le leggi del bene e,

mentre operi sul ventre di nostra Madre Terra,

ignori che il pensiero è energia che crea.

L’onnipotente è tuo padre, il grande architetto

che ha creato l’universo con il suo infinito amore”.

La sua voce toccante continuò:

“Tu sei l’unico creatore responsabile

della tua sofferenza e del tuo destino,

dalla notte dei tempi.

Ricorda, una mente incontrollata ti trascinerà

in fiumi di dolore tra le lande del deserto,

mentre una mente controllata ti donerà la pace interiore

e la fine del dolore”.

La verità mi colpì, in quel momento capii che il mio pensiero

Controllato sarebbe diventato la mia spada di giustizia,

con cui avrei forgiato il mio futuro d’amore e pace.

Sarei diventata come mio padre,

un creatore di solo amore.

L’equilibrio mi accolse e diventò il mio maestro.

Mi trovai a vagare e meditare su un argenteo,

accecante e cristallizzato lago di sale che

conduceva ai cancelli del cerchio d’oro.

La mia mente assopita s’illuminò,

si spalancarono i cancelli dorati del sole

e mi ritrovai alla fine del viaggio,

tra colline fiorite d’amore e pace.

Elisabetta Errani Emaldi, autrice e illustratrice di Alfonsine, Ravenna.

Viaggio a Ceiba

Un piacere cosmico

mi sorprende nel tuo abbraccio

quando emergi dalla nebbia

che invoco

e tutto fa riposo

pura diviene la solitudine che mi abita

se al tuo fianco

una folla di serrate mani

spogliano con il tamburo

le notti, i giorni, le ore

e la sua pelle si fa pietra,

luce,

spasimo

ridente battere di ciglia, forte vento

che scardina portoni

e gli schiavi entrano in quella intimità.

Un cosmico piacere

mi sorprende nel tuo abbraccio

ogni gesto,

ogni grido,

ogni movimento

coniugano timore, attesa, presenza

folla che in agguato mi sorprende

sopra il sonnolente verde

al quale sempre ritorno

poiché la tua parola spezza

l’abitudine

e riprendo dal tempo il mio nutrimento.

Carlos Chacon Zaldivar

Nella mente l’altrove forse

Ho visto il viaggio stupito dei balocchi

Le loro orme d’amore sulla sabbia

L’immobile epilogo dei Soli nella mente

L’ingordo abbraccio dei serpenti

L’essenza del vibrar nella feccia

Il vuoto estatico dei corpi nel far niente

Ho sentito quel che l’impronta occulta

Il vibrare della sabbia sotto il piede asciutto

Il cadere del granello sotto il peso della sera

Ottusi suoni nel bordello osceno

Isolate grida alla Luna e la voglia disperata

Ho assaporato l’enfasi dell’assenza

L’acuto sciogliersi del pianto

La stilettata salina sulla lingua

Il ritorno ovattato e muto delle labbra

Lo scivolare lento nel profondo vellutato

Nei ricordi inesplosi forse si nascondeva altro

Esigue tracce liquide di orgasmi e voglie vagheggiate

Fiumi di desideri irrealizzabili e altri ammazzati

C’eri tu e la folla di te stesso in orgia tridimensionale

Ho atteso. Sola. E poi lo stupro ho ucciso.

Alessia e Michela Orlando

Copertina dell'antologia IL VIAGGIO, POESIE; a cura di Monica Palozzi; Pragmata Edizioni Roma.

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0 Responses to L’ELEGANZA DI CHI FA CULTURA-IL CASO DI MONICA PALOZZI-LA POETICA DI ELISABETTA ERRANI EMALDI E DI CARLOS CHACON ZALDIVAR

  1. Carmelina Cellupica says:

    Alessia e Michela Orlando….una recensione stupenda…meravigliosa. Complimenti!
    La vostra lirica e veramente profonda. Il vostro linguagio fastoso e espressivo, crea immagini stupendi… trasmette emozioni ad i vostri lettori!
    Alessia e Michela, avete colto veramente l’essenza di PRAGMATA e la sua curatrice, Monica Palozzi.

    Sono una Italo-Canadese, la cui storia di emigrazione di tantissimi anni fa, si trova nel bellissimo e pregevole libro: “Le 1001 Storie degli Italiani nel Mondo.” Posso accertare che Monica e tutto cio che avete descritto e molto, molto di piu. Al Campidoglio, il giorno della presentazione del libro, io ho avuto il piacere di stringere la mano a Monica e di guardargli negli occhi. In parole semplicissime, (sono Canadese…l’italiano non e la mia prima lingua) voglio aggiungere che Monica e veramente una persona stupenda. Condivdo:

    Come scrittrice, le sue introduzioni sono veramente meravigliose. Il suo stile letterario e appassionante, espressivo e arguto. Nelle sue interviste e capace di dare voce alle esperienze di noi emigranti. Attraverso le sue parole, il suo scritto, e capace di educare…di condividere la sua intelligenza. Nella storia, e nella politica….. nelle arte e nella poesia…nella cultura, e un genio.

    Come amministratrice di Pragmata, Monica e decisa…piena di risorse.
    Dite che Monica e “sublime, elevata!” Si, Monica e dotata di tantissime virtu: E capace a indurti…a coinvolgerti. Con la sua gentilezza…i suoi incoraggiamenti…i suoi lodi e capace di attirarti a partecipare alle sue iniziative.

    Come amica, e sensibile, carasmatica, risplendente, sincera, generosa e possiede un autostima meraviglioso.
    In conclusione Monica e dedicata e generosa….umile e profonda.

  2. Gentili Alessia e Michela Orlando,
    vi ringrazio di cuore per la gradita sorpresa.
    Complimenti vivissimi per la vostra bella poesia e quella di
    Carlos Chacon Zaldivar, che avevo già letto sull’antologia “Il Viaggio”.
    Elisabetta

  3. R. Calafiore says:

    non c’e’ che dire. La forza evocativa della parola si personifica con la vostra scrittura. In bocca al lupo
    r.c.

  4. alessia e michela says:

    Ringraziamo Carmelina Cellupica, Elisabetta Errani Emaldi, Raffaele Calafiore (consigliamo sin da subito di dare uno sguardo alla sua invenzione, NonSoloParole, e a questo spazio in particolare:
    http://www.nonsoloparole.com/bachecaeditori.html, utilissimo agli editori e a chi voglia far conoscere un libro; altri spazi sono fruibili da chiunque voglia farlo).

    Leggere commenti come questi è estremamente gratificante. Occorre dire, tuttavia, come appare di tutta evidenza, che chi recensisce un libro non ha meriti. Ha, caso mai, l’obbligo di averlo letto. Si può anche evidenziare che leggere una antologia di poesie richiede meno fatica di altri generi di lettura e dà sensazioni smisurate. La poesia ha l’attidudine a “saltare agli occhi”. Infatti, già la forma ti può colpire; inoltre c’è il titolo; c’è la lunghezza; ci sono le prime parole. Ovviamente è cambiato molto rispetto alle poesie che si era costretti a mandare a memoria.
    Nel caso di IL VIAGGIO, POESIE, Pragmata, c’è molto altro e lo si può immaginare se si conoscono le iniziative precedenti. Si sapeva, ad esempio, che avrebbero partecipato concorrenti da tutto il mondo. Così è stato. Nelle poesie si trova la singolarità delle tante esperienze e la ricchezze delle parole che risentono delle vicende vissute. Sovente si ritrova il senso delle partenze obbligate, dei drammi familiari,degli addii. Naturalmente vi sono anche le tracce degli arricchimenti culturali.

    Il riscontro di Carmelina Cellupica è risultato tanto emozionante quanto inatteso. Ci vorrebbe la capacità di scrivere un’altra poesia, immediatamente, per ringraziarla e farle sentire affetto. Restituirle quello che lei sa dare, anche nel raccontarsi. Ma non è necessario: Monica Palozzi lo ha già fatto, ce lo ha detto quanto la stima e le vuol bene.

    Elisabetta Errani Emaldi ti riscontra e ti rallegra con una disponibilità e con tanto affetto quanto di rado capita di cogliere nelle parole scritte, sovente incapaci di trasferire autenticità.

    Raffaele Calafiore è la sorpresa che ti coglie impraparato, giacché forse non potevi immaginare un certo tipo di attenzione, non da un editore.
    Poi ci pensi su e ti pare, invece, coerente con il suo modo di occuparsi di editoria, nonché di essere a sua volta scrittore e fotografo. Ci piace segnalare qui ciò che si rileva nella parentesi iniziale. Gli editori hanno bisogno di spazi di visibilità; ne hanno bisogno anche gli autori. Chi vuole può entrare nel sito di NonSoloParole e verificare in quale misura si può usarlo per dare visibilità alle proprie “cose”.

    Grazie ancora.
    Alessia e Michela

  5. “E gli uomini – dicevano quelle parole – vanno ad ammirare le vette dei monti e gli enormi flutti del mare, le vaste correnti dei fiumi e il giro dell’Oceano e le rotazioni degli astri, e non si curano di se stessi”. (Sant’Agostino, nella lettura di un appassionato Petrarca)

    Ogni viaggio fuori dai nostri confini deve premettere un viaggio dentro di noi. E un viaggio a Napoli è fuori e dentro insieme (cerchiamo di dimostrarlo ad ogni post). Ci unisce il comune sentire sentire: che si trasformi, un giorno, in un’unica luce di fama.
    Ad maiora.
    Modestino Picariello, coamministratore del blog “Fall in love with Napoli”

  6. Un grazie dal cuore, carissimi Alessia e Michela, per la vostra interessante recensione e bel commento,
    Elisabetta

  7. Alessia e Michela Orlando says:

    L’altro volto di Napoli…C’è, eccome se c’è. E forse occorrerebbe dire che ve ne siano mille. Rimane, pertanto, l’incertezza su quanti possano essere i volti di una città complessa. Ciò non determina dubbi che allarmano. Riteniamo, invece, che la faccenda sia stimolante. E Modestino Picariello coglie l’Universalità del tema indicandolo come contenuto già nella città di Napoli. Lo fa insieme alle partner nella gestione di Fall In Love With Napoli (http://sirenapartenope.blogspot.com/).
    La loro mission è interessante, forse la più interessante giacché si rivolge al bello in un panorama che è fatto solo di atteggiamenti colpevolisti, rivolti alla individuazione delle “fetenzie”: il tentativo è pervicacemente proposto, ogni giorno, ogni attimo della loro vita. Così ci pare di aver colto. Può apparire difficile giacché sin troppo facile rilevare il “brutto” che appare soverchiante. Non è così. A Napoli il bello è un dato storico e lo si ritrova nei volti delle persone, nei palazzi, nei monumenti, nella musica e nelle arti in genere, nell’aria. Se poi qualcuno attinge ai luoghi comuni (dagli spaghetti al caffé; forse anche da un certo lato di Pulcinella a qualche aspetto marginale di Totò e così via) deve fare i conti proprio con questi giovani che rilevano la vera BELLEZZA.
    Grazie, Modestino.

  8. R. Calafiore says:

    E’ il nostro modo di guardarci intorno. Poi, dinanzi a due vulcani in perenne eruzione con una “lava rosso vivo” densa di entusiamo e contenuti, non si puo’ che plaudire.
    In bocca al lupo
    R.Calafiore

  9. geraldine says:

    Eleganza di chi fa cultura è una frase bellissima. La cultura non dovrebbe avere bisogno di aggettivi. La cultura non è né alta né bassa, né popolare né aristocratica. La cultura in quanto tale è elegante. Come questa recensione, come un libro di poesie sul viaggio. Poesia in greco era l’arte del fare e il viaggio è arte del fare: fare vagare gli occhi e il cervello per stimoli sempre nuovi

  10. Alessia e Michela Orlando says:

    Dovremmo dirlo in Napoletano, magari un pò stentato: Fridd’ p’ cuollo…
    Cara Geraldine, ha messo i brividi addosso con il suo commento. A entrambe. Speriamo che giunga la sincerità di questa affermazione. E’ straordinariamente bello e interessante ciò che scrive. Condividiamo tutto. Talvolta siamo giunte a scrivere Cultura. E poteva bastare per dire quanto siano davvero inutili gli aggettivi. Siamo tra quelle che ritengono come inamovibili alcuni concetti: la Cultura è quella contadina, quella dell’artigiano, quella dell’artista, quella dell’insegnante, quella del bambino che già gattonando “disegna” ipotesi poetiche, narrative, forse addirittura cinematografiche. E sono caso mai altri i termini capaci di integrare il concetto, senza ricadere nell’uso di aggettivi. Collegandoci a ciò che dice: di-vertire. Ha a che fare con la distrazione, con il distogliere lo sguardo da ciò che affligge. Per questo la Cultura è anche quando ci si mantiene nell’ambito della leggerezza, del “narrare” con lievità.
    Grazie ancora.

  11. Carlo Muccio says:

    Ho letto attentamente le poesie un paio di volte: volevo cogliere appieno la sublime essenza presente nelle stesse! Descrizioni dettagliate appartenenti a molecole di storia, atomi di vita vissuta. Ho avvertito, poi, un brivido nella schiena nel leggere: “Nella mente l’altrove forse” special modo nei versi “Ho sentito quel che l’impronta occulta Il vibrare della sabbia sotto il piede asciutto Il cadere del granello sotto il peso della sera”, emozioni che ho avvertito anch’io un pò di tempo fa e che serberò vivamente per tutta la vita nel mio muscolo cardiaco! Complimenti: mi basta dire questo per dire tanto! Carlo Muccio

  12. Alessia e Michela Orlando says:

    Gentile Carlo, ringraziamo per il tempo che ci dedica, per l’attenzione che ha rivolto alla poetica di ELISABETTA ERRANI EMALDI E DI CARLOS CHACON ZALDIVAR. Grazie, quindi, per il tempo che ha dedicato al libro IL VIAGGIO, POESIE, così attentamente curato da Monica Palozzi. Sono persone certamente a noi care, malgrado non le conosciamo di persona; ma sono anche persone coraggiose. Non è facile decidere di utilizzare uno strumento delicato qual è la parola. Certo, seppure sia difficile da padroneggiare, non lo è quanto l’uso di uno strumento musicale, se raggiunge i vertici cui accede lei.
    Ciò ci costringe a dire della nostra nullità nei suoi confronti.
    Non sappiamo dove lei abbia trovato il tempo e l’energia per giungere ai livelli magistrali, alle vette che individuiamo nelle sue performance.
    Non possiamo fare a meno di dirlo: ha la nostra ammirazione sincera e le auguriamo il meglio.
    Invitiamo chi si imbatterà in queste note di seguirla, di accedere ai suoi spazi virtuali e, magari, venire ai suoi concerti.
    Grazie, dal profondo del cuore.

    Carlo Muccio è in:
    http://carlomuccio.wordpress.com/
    e in:
    http://www.myspace.com/carlomuccio

  13. Carlo Muccio says:

    Ragazze, mi fate arrossire con i vostri lusinghieri complimenti, che non merito! Tempo fa già vi dissi che tra di noi le vere artiste siete voi due: divoratrici di sapere in svariati campi e con la voglia di apprendere ogni giorno sempre di più! Alla vostra età avete già raggiunto vette elevate, qui lo dico e qui lo confermo: tra non molto tempo la nazione intera parlerà di voi e chissà forse anche il resto del mondo. In bocca al lupo, splendide ragazzacce!

  14. “Fantastic Voyage” è il titolo di un film del ’66, da cui Asimov trasse poi un romanzo basato su di un incredibile viaggio di una equipe medica miniaturizzata all’interno del corpo umano, per giungere la cervello dove risolvere un embolo… ma “viaggio fantastico” può definirsi quello che la musicalità dei suoni vocali, articolati e tradotti in logos, dona alla nostra mente. Si tratta della magica alchimia prodotta dalle parole espresse in poesia ed è in questa accezione del termine viaggio che gli autori presenti sull’antologia “Il viaggio” si sono espressi, tutti, ciascuno illustrando un proprio diverso percorso. Esperienze vissute e provate che hanno lasciato in essi una traccia indelebile, viaggio nella vita e negli affetti, da riproporsi, come eco o proiezione di sé, per trasmettere ad altri stupore, speranze, timori che sempre affiancano il percorso della “passeggiata”nel tempo della vita di ogni persona.
    La bellissima recensione di Alessia e Michela all’antologia è stata anche un incredibile omaggio alla mia persona e ciò mi ha commosso particolarmente e proporzionalmente alla stima da esse dimostratami. Ringraziarle è poco. A loro esprimo, a mia volta, tutta la mia più sincera stima per la fervida attività culturale che le vede protagoniste validissime in vari campi, quali autrici e promotrici.
    Romanziere, poetesse, redattrici, sceneggiatrici, fotografe manifestano una spiccata capacità di introspezione psicologica e profondità culturale nell’affrontare temi di cultura ed argomenti speculativi. Maestre nell’utilizzo del lessico e delle più diverse forme espressive letterarie, Alessia e Michela Orlando si distinguono per un’innata originalità che consente loro di lasciare una traccia indelebile e personale in tutto ciò che fanno.

  15. alessia e michela says:

    Qui si arrossisce sul serio.
    Noi al di là di scrivere qualcosa non si va; e spesso lo facciamo di corsa.
    Ci interessa davvero ciò che fanno gli altri; sono in tanti e in tantissime a fare cose pregevoli in Italia; e lo si fa spessissimo con mezzi poveri e ormai in assenza di luoghi reali in cui far conoscere e vedere le proprie idee. Il web offre qualche opportunità. Tuttavia, occorre parlarne e scriverne ovunque si possa farlo.
    A noi interessa moltissimo “fotografare”, anche con la parola le attività di questi italiani, spesso dispersi per l’Europa e nei posto più lontani del mondo intero. E ci interessa fotografare con la macchina fotografica.
    L’antologia IL VIAGGIO, POESIE è una prova evidente di tutto ciò.
    Grazie, in ogni caso e auguri sinceri per quel che fa, Carlo.

  16. Alessia e Michela Orlando says:

    Quando Monica impugna la penna, operazione che davvero vorremmo facesse, anche se la tastiera e il p.c. agevolano la scrittura, evidentemente accede a un retroterra ricco di letture e di analisi attente. Già la prima volta che la leggemmo fummo avvolte dalla netta sensazione che sia una persona capace di osservare, che non si accontenti del guardare. Naturalmente non si tratta di scambiarsi giudizi benevoli bensì, piuttosto ed è doveroso, di chiedersi: “Questa persona prima dell’incontro nel web dove era? Come mai in Italia si parla di una valanga di bazzecole e si lasciano in secondo piano cervelli, persone come questa?”
    Amiamo immaginare che ve ne siano molte. Solo il tam tam potrà consentire di conoscerle. L’operazione va compiuta con l’apertura mentale di Monica. Noi la consideriamo una Maestra e vorremmo davvero che realizzasse tutti i suoi progetti. Intuiamo ne abbia ben più di quanto sia possibile immaginarne e sappiamo di una sua idea letteraria. Attendiamo, ci gustiamo il piacere dell’attesa, immaginiamo che prima o poi accadrà di leggerla e di certo saremo meravigliate e sorprese.
    Sarà allora che le chiederemo di impugnare la penna e dedicarci due parole con la sua grafia che immaginiamo essere bella, fine e volitiva. Come lei è.

  17. Che bello!!! ma vi rendete conto che attraverso le vostre parole-immagini riuscite a far sognare le persone che vi leggono?
    Mi avete trasportata alla scrittura con la penna, la immagino lunga e dall’apice etereo e flessuoso come una piuma di struzzo… (caduta-perduta, mai strappata!!!) e poi, rapido, il pensiero che riporta a chi quella penna la usava davvero e per scrivere dei capolavori. Forse non era la penna di struzzo da me idealizzata ma sicuramente un Marcel Proust per la sua superba opera in sette volumi “À la recherche du temps perdu” non si è servito di un pc o di una bic… ed ecco perchè vi impiegò tredici anni… Scherzi a parte e chinando il capo al cospetto dei grandissimi, oggi senza il web i piccolissimi autori sarebbero completamente sommersi dalla valanga di tutto ciò che viene pubblicato a ritmi vertiginosi e che non si fa in tempo a seguire. …eppure la globalizzazione, tanto discussa per il suo ambiguo aspetto economico, se considerata come fenomeno di comunicazione, è un sogno fatto realtà che ci consente di giungere in luoghi inimmaginabili e scoprire panorami altrimenti sconosciuti.
    Credo fermamente che ogni persona, qualsiasi persona, se stimolata, possa giungere a donare qualcosa di sè per il progresso positivo della nostra “marcia” verso un futuro idealizzato ma non utopico. Ecco l’utilità del “tam tam” che promuovete. Grazie!!!

  18. Radio RSC says:

    OOPSS…spero di non risultare fuori tema…ma credo che spesso la differenza non sia in cosa si fà…ma in come lo si fà!

    La maggior parte delle volte le cose più significative e belle sono sotto gli occhi, il difficile è proprio guardarle.

    Ho vissuto e visto nascere il web fin dagli albori…una grande passione…internet, reti sociali e comunicazione in tempo reale sono entrate prepotentemente nel nostro mondo e sembra ci appartengano da tempo immemore. Ormai le diamo per scontate, ma se riflettete pochi secondi vi accorgete che non è affatto così…vi ho già detto e ribadisco: poche volte ho conosciuto ed avuto contatti con persone tanto presenti ed attive sul web…un’enorme voglia di fare e comunicare, confrontarsi e mettersi in gioco.

    Questo non può che denotare una grande preparazione e professionalità…in pochi giorni siete riuscite a sommergerci col vostro entusiasmo, a trasmetterci le vostre emozioni e idee…riuscite a far vivere e a comunicare esperienze…non è da tutti.
    Complimenti.

    Radio RSC
    Francesco

  19. Alessia e Michela Orlando says:

    Grazie, Francesco.
    Si potrebbe fare molto di più. Le nuove tecnologie lo consentirebbero e occorrerebbe avere ben più dimestichezza.

    Crediamo anche che vadano narrate le esperienze per dar modo a chi ha potenzialità di tirare fuori il coraggio e proporre ciò che ha prodotto.
    E’ un tema di cui ci siamo occupate qualche tempo fa, anche polemizzando con i docenti della Università Federico II che, aderendo alla idea di alcuni docenti di una Università canadese, sostenevano che la letteratura italiana sia noiosa.
    Se il problema esiste, questa la nostra idea, riguarda la letteratura nota, quella pubblicata dalle grandi case editrici (si intende quelle che possono pagare la pubblicità sui giornali e in televisione).
    C’è, poi, tutta una letteratura sommersa: quella dei blog, quella delle piccole case editrici, quella pubblicata in proprio dagli autori, che nasconde sorprese straordinarie.
    Pee questo avvertiamo il desiderio di fare rete, di divulgare, di recensire, di incentivare il tam tam.
    E non si deve provare invidia nell’ammirare quel che gli altri scrivono.
    Non si ha che da apprendere.
    E’ andata così per l’antologia IL VIAGGIO, POESIE.
    Ci ha dato modo di scoprire valenti poeti e avere la riconferma delle straordinarie qualità di Monica Palozzi.
    Era accaduto anche per altri libri in cui compaiono nostri racconti o componimenti poetici: gran parte degli altri autori meriterebbe vetrine importanti.
    Non crediamo, invece, nei noti premi letterari nazionali che rispondono alla esigenza di ripartizione della visibilità delle solite case editrici. A noi interessa ciò che fanno le piccole a costo di grandissimi sacrifici.
    Il problema, dunque, è reperire spazi di visibilità. Il web ne può offrire. Quelli che riusciamo a individuare o a inventare noi sono a disposizione di tutti.

  20. Carmelina Cellupica says:

    Carissime, Alessia e Michela,
    Grazie …Grazie…..Grazie tantissimo ! Non so se vi rendete conto quante emozioni; quanti ricordi, che riuscite a trasmettere attraverso le vostre parole????
    “Grazie”… una semplice parola….detta dal profondo del mio cuore! Una parola che non basta per esprimere la mia gratitudine per aver condiviso le bellissima parole del vostro papa! …Le portero nel cuore!
    Siete veramente due persone sensibile e straordinarie. Con il vostro scritto riuscite ad emoziomare. Mi avete trasportate a quel giorno che anch’io salutai la mia cara nonna. Mi avete regalato goccie di memerie incancellabile….rivivere la mia fanciollezza. Siiiiiiiiiiii….mi avete fatto ricordare la mia nonna con i capelli bianchi….la, “nonna che si allontana …che diventa piccina….ma e sempre li….! ”
    Vi considero amiche anche se non abbiamo avuto l’accasione di scambiare un abbraccio! Le persone eccezionale entrano nella nostra vita senza che ce ne accorgiamo….cosi…all’improvviso
    …come voi!!!!
    La ricchezza delle vostre parole …dei vostri pensieri, sono testimonianze del vostro dono come scrittrice veramente stupende, eccezionale!
    E vero, le tradizioni ….le radici si spargono. “Cresce un nuovo albero …un nuovo fiore per ricordare” ….per for si che continuino le generazioni!!!
    Alessia e Michela, avete raggiunto tanto successo … siete vere artiste! Vorrei rubare le parole di Monica…lei e capace di coglire…di descrivere con tanta perfezzione tutto cio che siete,(con una mia aggiunta)Eccole, siete:”romanziere stupende; poetesse meravigliose; redatrici; sceneggiatrice e fotografe che lasciano brividi…… maestre appassionante e profonde delle diverse forme letterarie.” Vorrei avere quel dono che avete voi tre: Monica, Alessia e Michela…avete il dono della penna! Il dono che lascia impronte incancellabile! Il dono che fa diventare le pagina bianche, un quadro emozionante, vistoso e magnifico!

    Alessia e Michela, la vostra cara “nonna che si allontana …che diventa piccina….ma e sempre li….,” vive nei cuori di tutti! Sono convinta che finche li ricordiamo e condividiamo, i nostri cari non sono morti…vivono per sempre nel cuore di chi li ricorda!!!!

    Vorrei tantissimo stringervi la vostra mano …scambiare una parola…un abbraccio al vivo !!!!!Lo spero…chi sa????

    Sono sicura che nel mio scritto vi sono tantissimi errori…chiedo scusa a voi,Alessia e MIchela, e tutti quelli che leggono!
    Prometto di perfezzionare il mio italiano come l’inglese , la mia prima lingua!

    Un abbraccio fortissimo!
    Carmelina

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  21. Complimenti vivissimi dall’Estremo Oriente.
    A presto
    PS

  22. Alessia e Michela Orlando says:

    Gentile Paolo, grazie.
    Dall’Oriente…Altri panorami, altra luce, altre culture. Tutti elementi di novità affascinanti.
    Speriamo di poter magari un giorno osservare tutto con i propri occhi.
    Grazie ancora.
    Ciao