LA VITA È COME UNA PIUMA: ANNA MARIA RUOTOLO PERRONE – UNA NAPOLETANA A BREMA CON ONORE

LA VITA È COME UNA PIUMA , cover, Anna Maria Ruotolo Perrone, Pragmata Edizioni

La vita è come una piuma”, vulnerabile a farsi trasportare da ogni vento gli soffi attorno ma forte e resistente da restare integra nella sua individualità.

Tornerà spesso questa frase a farsi sentire nel corso della vita di Carmela, che, superando tante difficoltà e immensi dolori, non perderà mai il suo smalto di donna meridionale, forte e combattiva, capace di adeguarsi alle circostanze che man mano la sorte le riserverà con alterna fortuna negli affetti, nel lavoro, nei sentimenti, divenendo un leitmotiv che l’accompagnerà per tutto il corso della vita come un messaggio di speranza.

Il romanzo, nel ripercorrere la vita di Carmela, protagonista della storia, mostra al lettore una attenta panoramica sulle condizioni sociali del meridione italiano dal dopoguerra sino ai giorni nostri, prendendo in esame alcuni importanti aspetti storici e antropologici che ne hanno condizionato lo sviluppo economico, primo fra tutti il fenomeno dell’emigrazione.

Povertà, ignoranza e grettezza di una famiglia dominata da un padre tiranno strideranno in maniera insopportabile alla sensibilità di Carmela, già affacciata al nuovo secolo in marcia verso il consumismo e la globalizzazione.

Tradizioni, regole e convenzioni fortemente radicate nella società contadina dell’entroterra siciliano saranno causa di un costante senso di inadeguatezza e colpevolezza all’agire di Carmela, ormai volto al cambiamento.

Sottomissione al volere degli altri, repressione dei propri sentimenti, obbedienza alle circostanze, tutto ciò Carmela dovrà accettare dalla propria condizione di essere femmina, tuttavia senza mai perdere di vista l’obiettivo primario del suo essere donna e madre: il rispetto per la propria persona e l’amore incondizionato per i propri figli.

Scenografia del romanzo è una società in movimento e trasformazione rapida, dove al suo interno si muovono altre storie di vita in una dinamica costruzione narrativa, caratterizzata da flashback e digressioni storiche.

(408 pagine)

Le Perle – Collana di narrativa

Anna Maria Ruotolo Perrone è autrice di romanzi, racconti e testi teatrali sul tema dell’emigrazione, tra cui: L’amicizia, La famiglia Cappiello, I tre amici, Piccoli racconti e romanzi, La vigilia di Natale, La solitudine, Anna Maria Ruotolo Perrone, nata a Napoli da famiglia dell’alta borghesia, vive e opera in Germania, a Brema, sin dagli anni ’70. Assieme al marito ha fondato in Germania diverse associazioni socio culturali (A.F.I.B.; A.S.C.I.T.; D.A.B.) per l’integrazione degli italiani residenti in Germania e per la valorizzazione della lingua e della cultura italiane. Nel 1979 costituisce un gruppo teatrale sperimentale per l’insegnamento della lingua italiana attraverso il teatro. Nel 1985 fonda il Premio Perrone, destinato ai giovani talenti della musica classica.

Destinataria di numerosi riconoscimenti, riceve nel 1996 dal Senato di Brema il Premio della Donna e nel 2002 viene insignita del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2003 viene nominata Consigliere di Stato per l’integrazione degli stranieri.

ISBN 9788890359293

Accedere nel sito di Pragmata per ulteriori informazioni  e ordinare il libro:

http://www.pragmata.info/Vita%20piuma.htm

 

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8 Responses to LA VITA È COME UNA PIUMA: ANNA MARIA RUOTOLO PERRONE – UNA NAPOLETANA A BREMA CON ONORE

  1. Joe Perfiumi says:

    Ero un peso piuma, una volta.
    Una giuggioletta da ring.
    Quando Fred Traversa mi colpì con il suo micidiale gancio destro,presi la via del tappeto,rimbalzai e me ne volai via.
    Oltre le corde,oltre il pubblico, oltre il frastuono dei fischi cattivi.
    Passai tre settimane buone, fra nubi asciutte e nubi cariche d’acqua.
    Osservai campagne e città,strade diritte e mulattiere incancrenite da curve ,alberi buoni e ancora albaeri buoni, perchè non esistono alberi cattivi.
    Poi cascai a terra,come un piombo.
    Nel centro di una porcilaia.
    Un maestoso maiale mi osservò,strofinò il suo grugno sul mio naso da pugile e ruotò il codino a cavatappi.
    Divenni il peso piuma delle scrofe e i miei guantoni si trasformarono in setole, così languide sul letto di barbabietole pigiate dai tondi lombi delle mie matrone.

  2. Alessia e Michela Orlando says:

    Ero un peso massimo, molto spesso.
    Un incudine su un piede, costretto a gironzolare reggendomi alle corde da ring.
    Quando Fred Incrocio Palo-Traversa mi colpì con il suo micidiale tacco-punta sinistro, presi la via del tappeto, d’erba, va da sé, e tra nuvole spasmodiche ilari rimbalzai e me ne volai via, prendendo scorciatoie.
    Oltre le corde, oltre il pubblico plaudente, oltre il frastuono dei fischi cattivi.
    Passai tre settimane buone, fra nubi asciutte e nubi cariche d’acqua, fra lì e là, insomma, senza mai vedere il sole.
    Osservai campagne e città, strade diritte e mulattiere incancrenite da curve appese, alberi buoni e ancora albaeri buoni, perchè non esistono alberi cattivi, eccetto che per chi pretende il ramo buono per impiccarsi. Al solito, non trovandolo, ci si siede sopra e lo sega. Quel che accade dopo è: rottura di osso sacro con sottotitolazioni proibite, mentre i santi in cielo inorridiscono.
    Ecco, giunto il poi, la cascata a terra, come un piombo senza filo (non si poteva che beccare il centro di una porcilaia), mi stavo mettendo l’anima in pace.
    Un maestoso maiale mi osservò, strofinò il suo grugno roseo sul mio naso da pugile e ruotò il codino a cavatappi.
    Era dicembre, ormai, e non trovai di meglio che divenire il peso massimo delle scrofe (avevano già figliato) e i miei guantoni si trasformarono in setole da ciabattino, così languide sul letto di barbabietole pigiate dai tondi lombi delle mie matrone, impegnate a spelare marroni, sotto padrone.
    Era quasi sera e si sperava fosse l’alba.
    Chissà perché, poi … visto che la notte porta consiglio.

  3. Tutto può succedere…
    http://www.youtube.com/watch?v=hMOk_xYRT70 (film con Jack Nicholson e Diane Keaton) ritrasmesso pochi giorni fa dalla tv italiana. Ma realmente tutto può succedere, il bello del vivere è l’imprevedibile del destino. E ciò troviamo anche leggendo un buon romanzo, dove i risvolti della vita possono aprire scenari su altre realtà di vita.

  4. Alessia e Michela Orlando says:

    Infatti, Monica.
    Una persona cara, di fronte a lamentele quotidiane (il tempo che è sempre poco, il lavoro …), ci dice:
    “…la vita non va allungata, bensì allargata.”
    La sensazione che traiamo dalla vita di molte donne è che sappiano allargarla, riempirla di contenuti, di impegni, di responsabilità. Forse troppe.
    E’ evidente come l’Autrice, Anna Maria Ruotolo Perrone, ne sia una da indicare come esempio.
    Vorremmo, qui, ringraziarla per quel che crediamo abbia fatto per gli italiani e per l’Italiano, lingua amata ma ormai chiaramente bistrattata.
    Ciò ci è consentito fare grazie allo splendido libro Pragmata edizioni e, pertanto, anche per il fatto che la stessa Monica Palozzi disimpegna il compito di rivalutare l’Italiano tra le comunità di emigrati (l’esempio di Carmelina Cellupica non potremo mai dimenticarlo), il ringraziamento va anche a voi per questa ulteriore azione culturale.

  5. Ringrazio a nome di Pragmata ma non ci sentiamo di meritare tanto, crediamo, piuttosto, che siano gli stessi italiani all’estero che abbiano serbato un posto d’onore alla lingua madre, seguendo le iniziative che portano a praticarla, come concorsi letterari o iniziative di promozione culturale sul tema Italia. Ciò che possiamo fare è incentivare a scrivere e leggere, questo sì, ma estendendolo anche a chi vive in patria.

  6. Alessia e Michela Orlando says:

    Sì.
    Beh!, considerando anche la splendida partecipazione di Irina Serban al concorso Cara Italia …, va segnalato anche l’Italiano degli immigrati. I concorsi letterari cominciano a diventare un interesse per penne che forse tanto straniere non sono.
    Non è, dunque, un problema di confini geografici. Si segnalava il ruolo disimpegnato da Pragmata giacché ci pare evidente come ormai il declino della lingua si rischi per davvero.
    Scrivere, quindi, ma poi occorre leggere, anche quel che è scritto da altri, e ciò serve sia a migliorarsi che ad alimentare la vena creativa.
    I buoni esempi conviene coglierli.
    Cerchiamo di segnalarli e restiamo in attesa, a esempio, ci sia fornita una immagine letteraria dell’Italia ma anche degli immigrati, sulla falsariga di “La vita è come una piuma”.
    Sarà meraviglioso conoscere storie rumene, slave, africane in genere e così via, scritte nelle rispettive lingue da immigrati e magari tradotte da loro stessi.

  7. Carmelina Cellupica says:

    Alessia e Michela, siete veramente uniche! Vi ringrazio profondamente, per i vostri pensieri gentile nei miei confronti.
    E verissimo Il declino della lingua italiana per gli emigrati all’estero e evidente. Col vostro permesso, per sottolineare il vostro pensiero, voglio condividere un po il declino del mio Italiano e come l’ho ritrovato: Come ben’ sapete, sona stata sradicata quando ero bambina, e trasportata in una terra dove non si parlava l’Italiano…il Canada. Per anni io e tantissimi emigrati, abbiamo parlato l”ITALIESE”…. un “mix” fantasioso di parole inglese e italiane, un esempio…..forse serve la traduzione???? (No uorri, puscio io la garbigge nella baschetta.) per cui, per anni e anni, il mio italiano era stato messo nel “Cassetto.” Siiiiiiiiii, rischiavo di aver perso la lingua italiana .

    Il mio primo rincontro con l’Italiano e stato il mio grande desiderio di raccontare la storia della mia emigrazione….con tutte le difficolta affrontate dai miei genitori e noi figli, emigrati in una terra sconosciuta. Ripensando a quella mia semplice storia, scritta con tantissimi errori di ortografia mi sorprendo. Mai avessi immaginato che fosse stata inclusa nello splendido libro “Le 1001 Storie degli Italiani nel Mondo” L’emozione di vedere il mio scritto per la prima volta in un libro, accanto a tantissimi autori veramente bravi, e inesplicabile. Incredibile il potere dell’Associazione Pragmata…. con i suoi iniziative, l’incoraggiamento e la guida da persone interessate a diffondere cultura, mi riferisco non altro che a Monica Palozzi, puo far risuscitare una lingua quasi persa.

    Per la seconda volta sono stata invitata a “scavare”, a trovare la mia vena creativa e far crescere questa voglia di mettere sulla carta i miei pensieri. Parlo del concorso, “Il Viaggio”, un’antologia di poesie…Non sono una poetessa. “Prova…!” mi diceva Monica, e ci riusci: ci sono anch’io nell’antologia!

    Cosa dire dello splendido epistolario, “Cara Italia… tanti degli autori sono emigranti, una in particolare, Irina Serba, immigrata in Italia ha uno stile meravigioso, unica nel suo modo di esprimersi. Non mi sorprendo che sia stata scelta vincitrice del concorso. Benche, non ho il “dono della penna” sono fierissima che anche la mia lettera si trovi nel libro. Qui devo ringraziare voi, Alessia e Michela, per avermi incentivata a scrivere! Tantissime volte mi avete detto che lo scritto e una condivisione di pensieri, un modo di esprimere le proprie idee, le proprie emozioni, e quindi tutto cio che si scrive viene apprezzato. Di ricordi e di emozioni ne avevo tantissime …serviva solo uno spunto per partecipare al concorso….Ecco; l’omaggio ad un soldato… il mio babbo.

    Siiiiiiii, sarebbe meraviglioso conoscere storie da diversi continenti.
    (chiedo scusa per i miei errori di dattilografia e di ortografia…)

  8. L’ITALIESE crediamo sia, cara Carmelina, una miniera da esplorare.
    Le parole, tutto sommato, sono solo delle chiavi di lettura dei sentimenti, dei codici, se non trasportano nulla sono vuoti esercizi di stile. Crediamo sia da preferirsi l’errore rispetto alla regola; il rispetto vuoto, che nulla dice, nulla regala, nulla significa.
    Grazie