LA PORTA MAGICA-TRASMUTAZIONE-I MISTERI ROSACROCIANI-RAPPORTI CON CAGLIOSTRO


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LA PORTA MAGICA

Francesco Giuseppe Borri-Cagliostro- Conte di Saint-Germain. Duca di Serracapriola

Il personaggio-perno di tutta la vicenda è l’esoterista Francesco Giuseppe Borri, nato a Milano il 4 maggio 1627 e morto in Castel Sant’Angelo il 16 agosto 1695. è il tipico  personaggio alla Cagliostro: conobbe Cristina di Svezia e il marchese di Palombara, che lo ospitò nel suo palazzo. Si narra che Borri ottenne importanti risultati nell’arte alchemica, grazie a un’erba chiamata moli, che avrebbe consentito la trasmutazione del semplice metallo in oro puro. Risultati mai dichiarati espressamente e riversati simbolicamente nella pietra della Porta Alchemica per opera del marchese Palombara. In realtà, ovviamente, l’alchimista Borri morì. Tuttavia alcuni studiosi ipotizzano che Francesco Giuseppe Borri abbia inscenato la morte, per cambiare nome e divenire il Conte di Saint-Germain (che, invece, nacque ad Asti attorno al 1698, tre anni dopo la presunta morte dello stesso Borri). In ogni caso Saint-Germain si presentò alle corti ottocentesche d’Europa come uomo colto, ricco, bello. La contessa De Gengy nel 1760 ricordava di averlo incontrato 50 anni prima a Venezia, dov’era conosciuto come Marchese Balletti. In seguito venne visto in Oriente, a Londra e in Austria, con il nome di Principe Rococzi. Nel 1755 viene riconosciuto in India e, due anni dopo, a Versailles. In seguito, conobbe Maria Antonietta, alla quale predisse il giorno esatto in cui sarebbe morta. Venne visto in Russia e nel 1769 nuovamente a Venezia. Poi, in Germania e in Francia, dopo la Rivoluzione francese. «Nel 1867 si ritiene che abbia presenziato alla riunione della Grande Loggia [massonica] a Milano». Voltaire, riferendosi a Saint-Germain, scrisse: È un uomo che non muore mai e che sa tutto. Il conte di Saint-Germain incontrò in Russia anche Cagliosto che in quella terra lontana aveva incontrò e frequentò epr un anno il napoletano duca di Serracapriola. Massoni entrambi. Cagliostro, proveniente da Mitau, a San Pietroburgo e vi dimorò dal 5 Giugno 1779 al Marzo 1780. Il viaggio in Russia aveva anche uno scopo diplomatico: intercedere presso Caterina II per garantire l’indipendenza della Curlandia, minacciata dall’espansionismo zarista. Sotto mentite spoglie, era il colonnello spagnolo Phenix, iniziò a fare il taumaturgo, ma subito si sparse la voce delle sue relazioni con il Saint Germain. Quando l’ambasciatore di Spagna lo smascherò non gli rimase che abbandonare il Paese, nonostante fosse protetto da Potionkin. L’Imperatrice mise alla berlina Balsamo e le sue vittime in ben tre commedie satiriche: L’ingannatore, Il cieco, L’incantatore siberiano. Cagliostro visse lungamente a Napoli per svelare i segreti contenuti nel LIBRO DELLA NATURA, ispirandosi al periodo di Galileo, Gassendio e Cartesio, legandosi idealmente al nolano Giordano Bruno e  a Campanella. Peraltro, è attestata la presenza a Napoli, nel ‘600, del pesarese  Marchese Francesco Maria Santinelli, autore di Lux Obnubilata, una raccolta di poesie alchemiche, opera che con il Novum Lumen Chimicum del Cosmopolita, è la pietra angolare del pensiero Rosacrociano riversato nella letteratura esoterica secentesca. Questo pensiero non fu estraneo al Principe di San Severo che certamente ben lo conobbe, avendo fatto tradurre Il riccio rapito di Alexander Pope e Il Conte di Gabalis dell’abate Montfaucon de Villars, come ha rilevato Mariano Iodice, studioso della storia e della dottrina della Massoneria, per documentare una sua intuizione: a Napoli vi era una Loggia di rito unificato massonico-egizio-rasacruciano. E questa fu opera del conte Cagliostro che, non intervenne nel deserto: la scuola trasmutatoria napoletana, ovvero l’associazione ermetica conosciuta come Scuola Napoletana ha il primato di essere la più antica dell’Occidente. Risale, infatti, ai tempi dell’Imperatore Augusto, a quando una piccola colonia di Ebrei egiziani si stabilì a Napoli, esattamente nella zona di Piazza Nilo, portando con sé anche la tradizione orale delle tecniche segrete apprese nella patria di provenienza.

Dei Serracapriola si segnala Palazzo Serracapriola. È ubicato lungo la Riviera di Chiaia al numero 215. L’edificio è risalente, presumibilmente, al XVIII secolo. Appartenne ad Antonio Maresca Donnorso, duca di Serracapriola. È documentato come il palazzo sia stato danneggiato in un attentato il 30 gennaio del 1808. Vi abitava il ministro della Polizia Cristofaro Saliceti, corso; la forte esplosione, per l’impiego di circa 30 kg di esplosivo, determinò il crollo di alcune stanze. Rimasero feriti la figlia, che era incinta, e il genero del Duca, che ebbe solo un  brusco risveglio. I responsabili furono individuati in tali Velardi, padre e figlio, pro Borboni e avversari dei francesi. Sarebbero stati assoldati dalla regina Maria Carolina, esiliata a Palermo. I due furono condannati, ma il padre ebbe salva la vita in quanto collaborò.

 

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0 Responses to LA PORTA MAGICA-TRASMUTAZIONE-I MISTERI ROSACROCIANI-RAPPORTI CON CAGLIOSTRO

  1. Ringrazio per la citazione. Altri studi sull’argomento in http://www.agmediapress.it
    Un fraterno saluto
    Prof. Mariano Iodice

  2. alessia e michela says:

    Saluto davvero fraternamente ricambiato.
    Grazie per l’ulteriore contributo.
    Ciao
    Alessia e Michela