LA FOTOGRAFIA DI LUCA SCUTIGLIANI ALLA LUCE DELLA ESPERIENZA PITTORICA DEL CARAVAGGIO

Panorama urbano invertito in olio su tela, scatto di Luca Scutigliani.

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LA FOTOGRAFIA DI LUCA SCUTIGLIANI ALLA LUCE DELLA ESPERIENZA PITTORICA DEL CARAVAGGIO
Non c’è nulla che si possa definire “obiettivo”, “vero”, “scientifico” …
Immaginiamo che se in molti potranno convenire agevolmente rispetto alla difficoltà di definire cosa sia veramente obiettivo e vero, qualche perplessità potrà suscitare la nostra affermazione nella parte in cui mette in discussione la scienza.
Senza prenderla troppo alla lontana, volendo parare eventuali colpi anche rispetto alla prima parte della nostra frase, indubitabilmente apodittica e da spiegare, rimandiamo agli studi sulla percezione e anche a quanto evidenzia, in letteratura, William Shakespeare, che nel Re Lear fa dire al Matto: «La verità è un cane da chiudere in canile».
Intende semplicemente dire che la verità non esiste come momento obiettivo, essendo sempre soggettiva. È per questo che Nicola Quatrano, ex pubblico ministero che ha condotto le principali inchieste sulla tangentopoli partenopea, giudice a Napoli, titola un suo romanzo «La verità è un cane».
Rispetto alla scienza, invece, ci limitiamo a segnalarne la carenza di neutralità e, pertanto, la difficoltà nel verificarne la obiettività. Da ciò discende la provocatoria affermazione: non si può dare per scontato che i suoi enunciati siano veritieri. Certamente non lo sono sempre e non lo sono mai nella misura in cui il tempo e nuove prove potranno rimettere in discussione gli esperimenti cosiddetti scientificamente radicatisi.
Tutto ciò deve essere ben noto a Luca SCUTUGLIANI, fotografo.
Infatti, a chi in un contest importante, commenta lo scatto che qui si può vedere con le parole “Non vedo il motivo di invertirla. Era bella di suo” (parole dette certamente a mo’ di complimento), egli risponde:
Le foto vanno guardate e capite…non giustificate dall’autore…”.
Si può leggere il succinto dialogo qui:
https://secure.fotofocus.it/submission/landscapes-paesaggi/panorama-urbano-invertito-in-olio-su-tela/?p=76620
Naturalmente in questa sede occorreva dar conto del substrato su cui, secondo noi, poggia la tesi di Luca. È, come si può intuire, un tema palpitante che si può certamente trasferire in altre forme di arte, ma non solo, essendo rilevante anche nella vita quotidiana. Non si può, tuttavia, sfuggire a una domanda: Perché accade che in uno spazio virtuale, in cui confluiscono migliaia di fotografie, c’è chi, come fa Luca Scutigliani, si prenda la briga di capovolgere (invertire potrebbe aver bisogno di spiegazioni, forse, per una certa ambiguità tecnica) una immagine?
Pare evidente la sua intenzione: egli interpella l’osservatore con inconsueta decisione e forza istigatrice. Lo fa, innanzitutto, riconoscendogli il diritto di osservare come fatto che appartenga solo alla sua sfera. Ci pare eticamente corretto e non violento. Sembrerebbe voler dire: “Tu guarda, fallo come ti viene, alla luce della tua esperienza. A me farebbe piacere che non ti limitassi a uno sguardo superficiale; mi gratificherebbe che tu osservassi, ovvero che impiegassi la giusta attenzione per analizzare, per andare oltre l’apparenza, per cercare di superare la trappola che il cervello normalmente tende quando si osservi qualsiasi immagine”.
Non è neppure casuale il titolo e ci pare evidente anche la sua lealtà nello svelare quel che la sola immagine non direbbe immediatamente, senza la giusta attenzione: “Panorama urbano invertito in olio su tela”. Allude al procedimento attraverso cui si ottiene il risultato di trasformare una foto in un dipinto. Ciò è ulteriormente stimolante e apre ad altri temi che andrebbero approfonditi, compreso quello in cui si verifica un procedimento che si caratterizza per l’omissione di parte delle azioni d’arte compiute da Luca, sostituite con altre.
Ci si può limitare a segnalare, come esempio forse già esaustivo, la vicenda di Michelangelo Merisi, o Merigi o Amerighi, detto il Caravaggio (Milano, 29 settembre 1571- Porto Ercole, 18 luglio 1610), che disimpegnò la sua attività a Roma, Napoli, Malta, e in Sicilia, fra il 1593 e il 1610.
In questa sede ci interessa non tanto come straordinario e primo esponente della scuola barocca e neppure come pittore, tra i più celebrati nell’universo, senza distinzione di epoche.
Qui prevale soprattutto la sua tecnica, così come è emersa in vari studi, soprattutto a cura di Roberta Lapucci, docente presso l’Università di Firenze, specializzata in restauro. Egli fece realizzare un buco nel soffitto dello studio da dove poteva filtrare la luce aiutandosi con una lente biconvessa e uno specchio concavo. Attraverso questo meccanismo poteva riflettere sulla tela l’immagine del soggetto che intendeva dipingere. Il suo problema maggiore consisteva nel dover tenere conto del mutare della intensità della luce e, quindi, nell’essere costretto a cambiare spesso le proiezioni.
Da questi studi è emerso con certezza l’impiego da parte di Caravaggio di sistemi ottici le cui tracce si rinvengono in varie opere, soprattutto in forma di difetti dovuti proprio alla difficoltà di messa a fuoco, con inevitabili conseguenze sulla prospettiva. In ogni caso eravamo già in presenza della camera oscura, della fotografia in senso lato ed è per tutto ciò che Luca Scutigliani si inscrive in un movimento artistico amplissimo, senza spazio né tempo, che non si può limitare alla considerazione del solo segmento “fotografia” moderna, essendo egli chiaramente depositario si scelte di valore etiche e di esperienze professionali da vertici assoluti.
http://lucascutigliani.tumblr.com/archive
http://www.flickr.com/photos/[email protected]/sets/72157625112132941/

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17 Responses to LA FOTOGRAFIA DI LUCA SCUTIGLIANI ALLA LUCE DELLA ESPERIENZA PITTORICA DEL CARAVAGGIO

  1. m.c. says:

    Non conoscevo quel contest di fotografi.
    Veramente notevole. Ho avuto modo di vedere scatti meravigliosi. Da uno sguardo veloce ai commenti ho notato le varie tesi avanzate da numerosi e validi fotografi (e fotografe). Mi sorprende la vostra posizione e mi chiedo come mai badiate più a dare visibilità agli altri che a quello che fate voi.
    Comunque, ritornerò in quelle pagine che sono veramente piene di meraviglie.
    Questo articolo è molto ben fatto, serio. Bello pure il video con le opere di Caravaggio. Come mai non avete messo un video su come lo hanno “trattato” a teatro?

  2. lina says:

    Un articolo veramente grandioso, ma soprattutto da ringraziarvi per avermi fatto scoprire questo fotografo e il sito dove ho visto fotografie da urlo e invidia.

  3. m.c. says:

    Chiedo scusa, ma solo ora, rileggendo, noto che parlate di percezione. Tema a voi caro. Pure a me. Andando a ritroso ho visto articoli su Francesco Guerrieri: sono stato a una sua recente mostra a Roma e ne sono uscito con un bagaglio di esperienza straordinaria.

  4. Maria says:

    Concordo con Lina. Nel sito ho letto alcuni vostri commenti che ho trovato stimolanti. Ce ne sono anche di altri autori, soprattutto donne, che mi hanno appassionato. Un buon segno.

  5. Alessia e Michela Orlando says:

    Grazie, M.C.
    Pure noi siamo capitate da poco e per caso in quel contest.
    Per la verità non sono moltissimi gli spazi del genere in Italia e forse per quello molti fotografi si sono appassionati. Ce ne sono di validissimi che con le loro foto stanno sollecitando anche discussioni accese. Non solo con le foto, purtroppo. C’è sempre qualche disfunsione se si esagera con il virtuale. Tuttavia il web consente operazioni impossibili in spazi reali.
    Perché non abbiamo messo un video con Caravaggio a Teatro?
    Beh, lo abbiamo già fatto in altri articoli.
    Comunque segnaliamo questo:
    http://www.youtube.com/watch?v=SjLxK5XW38k
    dove emergono le “visioni” del drammaturgo napoletano Ruggero Cappuccio, che ci diresse, eravamo bambine, a teatro in La Gatta Cenerentola.
    L’opera è:
    Le ultime sette parole di Caravaggio.

  6. Alessia e Michela Orlando says:

    Grazie, Lina.
    Riferiremo a Luca Scutigliani e anche nel contest.

  7. Alessia e Michela Orlando says:

    Grazie, Maria.
    Anche in questo caso: riferiremo sia a Luca che nel contest.

  8. Alessia e Michela Orlando says:

    Ha colto nel segno, cortese M.C.
    Si alludeva proprio al lavoro del Maestro Francesco Guerrieri, ma anche a quello della sua compagna di vita Lia DREI. Abbiamo recensito anche il suo Il Libro Luce.
    Non ne abbiamo fatto il nome giacché usiamo segnalare quando lo facciamo.
    Lo sappiamo molto impegnato e non volevamo gravare su di lui.
    A questo punto, visto che lei è stato (o è stata?) a una sua mostra ci pare inevitabile far sapere del suo commento.
    Lo faremo immediatamente.
    In ogni caso, si possono vedere opere e leggere le antologie critiche sia di Guerrieri che Drei, rispettivamente, nei link che seguono:
    http://www.francescoguerrieripittore.it/
    http://www.liadrei.it/

  9. Grazie mille Lina. Sono Onoratissimo.

  10. Colgo l’occasione per ringraziare Alessia e Michela per avermi dato la grande opportunità di mettere in mostra le mie opere e farmi conoscere (soprattutto ad un pubblico qualificato e che ama l’arte come me).

  11. L’acqua che diviene cielo, le forme simmetriche che sfumano come in sogno: panorama surreale che la stupenda foto e la scelta del suo autore di posizionarla invertita allo scatto propongono all’osservatore, come inducendolo alla riflessione esistenziale.
    Bellissima!
    Ed effettivamente, come Alessia e Michela, sottolineano cosa c’è di più reale della soggettività individuale?

  12. Grazie del tuo commento Monica.

  13. m.c. says:

    Sono stato.
    Vi conosco, nel senso che so cosa fate sul piano letterario. Ho letto alcune vostre produzioni, anche un ebook.
    Sono in contatto epistolare, anche se episodico, con Roberta Gregorio.

  14. alessia e michela says:

    Abbiamo segnalato a Roberta Gregorio.
    Ciao e grazie.