LA FOTOGRAFIA: ARTE OPPURE NO?

La paura di guardarsi allo specchio, scatto di alessia e Michela Orlando, progetto AMO.

La FOTOGRAFIA: Arte oppure no? I culturi della citazione a tutti i costi, nonché del Latino, spesso anch’esso abusato, direbbero VEXATA QUAESTIO, ovvero QUESTIONE FRUSTA e cioè usata-abusata. Non è, per fortuna, questione di lana caprina. Appartiene al tema frequentato tra polemisti che la fotografia la amano, eccome se l’amano! Se ne parla spesso, a esempio, nel blog del contest Fotofocus, ideato da Sony e in parte condiviso da Sole 24 Ore e Panorama: https://secure.fotofocus.it/. Quel che è certo: è tema potenzialmente ancora ricco, almeno così tanto quanto lo sia la possibilità di impiego della fotografia come espressione privilegiata delle azioni umane. Non mancano altri focolai di polemica, ma più se ne parla, più si scopre che la gente alle mostre ci va, che nei cassetti tutti hanno foto adorate, che il B/W è ancora apprezzatissimo, anche se le fotocamere di nuova genererazione forniscono un ventaglio di possibilità tecniche da far deflagrare nell’uso del colore (si contano a milioni le sfumature), che il fuori fuoco può essere creativo e affascinante, che il viraggio seppia è ancora praticato, pur non essendo più necessario, che qualcuno ogni tanto si ricorda della solarizzazione e così via. In ultimo: la fotografia ha senso per il benessere dell’uomo. Se ne parla quì:
http://www.rivistainforma.it/tempo-libero/obiettivo-sul-benessere/, ma ne parlerà anche Valentina Villani, con sguardo professionale e appassionato, in un altro articolo di prossima pubblicazione. Titolo: IL SOTTILE PIACERE: STARE BENE GUARDANDOSI.

Si parla di tema affine qui: http://www.rivistainforma.it/tempo-libero/obiettivo-sul-benessere/

Sulla fotografia, ancora come Vexata quaestio: se è vero che sia già stata ampiamente dibattuta, su cui parrebbe che ogni cosa sia stata detta, si potrebbe sottintendere che la soluzione ai problemi che i fotoamatori incontrino siano di facile soluzione. In parte è vero se si considerino le potenzialità offerte dalle tecnologie più recenti.In realtà gli argomenti che ancora si affrontano, certamente anche quelli futuri, sono tutti giustificati e per non nulla inconcludenti. Attengono alla dimensione della creatività e questa non ha limiti.

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