ITALIA: ARTISTI-VIAGGIATORI-GENTE COMUNE-CONOSCERE ELISEO OBERTI

L'abbraccio di Eliseo Oberti. Immagine tratta dai suoi spazi virtuali; è presente anche in Voglio Vivere Così, nel corpo di un suo straordinario articolo: http://www.voglioviverecosi.com/index.php?appuntamenti-periodici-con-esperti-di-cambiamento-lavoro-investimenti-all-estero-viaggi_267/dare-una-svolta-alla-propria-vita-facendo-una-scelta-coraggiosa-di-cambiamento-_587/nomade-e-gentiluomo-viaggiare-vivere-e-lavorare-in-europa-da-persona-onesta-malgrado-le-leggi_605/

I GRANDI ARTISTI, I GRANDI INTELETTUALI E I GRANDI VIAGGIATORI ITALIANI
Da GIAN LORENZO BERNINI A ELISEO OBERTI
Passando per MATTEO RICCI E FRANCESCO BRANDILEONE
Di Alessia e Michela Orlando

Quando si dice “Italia”, soprattutto in questo periodo di celebrazioni, si pensa anche alle grandi emigrazioni transoceaniche; alle ondate di famiglie e italiani singoli che per mille ragioni abbandonavano il Veneto, la Campania, l’Abruzzo, la Calabria, la Puglia, la Lucania
E quando si dice “150” il pensiero va al 1860, alla Unificazione, dunque, che ancora divide gli studiosi italiani sul giudizio da darne.
“150”: per chi usa leggere molto e scrivere, è anche una soglia, un tetto, è, pare, il numero massimo di parole utilizzate.
Pochine.
Ma le forme di espressione dell’arte sono, invece, tante. Talvolta accade di ritrovarle condensate in una sola persona. Chiaramente, senza disturbare i geni tipo Leonardo da Vinci, per ragioni che talvolta appaiono esoteriche, magiche, determinate da chissà quale straordinaria congiunzione astrale, l’Italia è ricca di personalità capaci di esprimersi in varie forme di arte.
Quel che sorprende è connesso a chi sembrava avere l’argento vivo addosso quando i mezzi di comunicazione erano lentissimi. Per non parlare, poi, della lentezza con cui si poteva comunicare.
Geni, dunque, e grandi artisti che producevano capolavori spostandosi per il mondo conosciuto e scoprendo il resto, quel che ora ci appare scontato.
Qualche nome, tre, oltre il predetto Leonardo; qualche nome noto e qualche altro meno, e non solo per ragioni artistiche, riconoscendo importanza anche alla voglia di interagire sul piano culturale e politico con altri Paesi e città partendo da minuscoli paesi del sud:
GIAN LORENZO BERNINI (Napoli, 7 dicembre 1958 – Roma, 28 novembre 1680) che, da Napoli si trasferì a Roma nel 1605, esprime il suo genio in una infinità di opere scultore e 200 opere pittoriche e disegni (lo dice il suo primo biografo: il figlio Domenico, ma non si escludono altri quadri e disegni prodotti e ancora non scoperti o attestati). Di lui restano anche i 3 progetti per rifare il Louvre, redatti da anziano, perfezionati in Francia in un viaggio narrato nel Diario tenuto da un altro suo biografo il nobile Chantelou: Diario di viaggio di Bernini in Francia. Un viaggio epico, in cui emersero anche la sua formazione nei vicoli di Napoli; le tecniche adottate nello scolpire, nel disegnare, nel dipingere; la indole irascibile esplosa incontenibile di fronte alla incapacità dei francesi di capire la sua arte; la missione dai profili chiaramente politici del viaggio alla corte del Re Sole.
MATTEO RICCI (Macerata, 6 ottobre 1552 – Pechino, 11 maggio 1610), monaco gesuita che da ragazzo fu mandato a Roma a studiare giurisprudenza, esploratore, cartografo, matematico, sinologo, capace di utilizzare trucchi mnemonici e imparare perfettamente il cinese, integrandosi in quella sterminata e straordinaria terra, nel periodo della Dinastia Ming. Si avvalse della presenza e dell’opera del confratello MICHELE RUGGIERI che, dopo mille peripezie, alcune celebri, rientrò in Italia e morì a Salerno.
FRANCESCO BRANDILEONE (25 gennaio 1858, Buonabitacolo – Roma, 10 aprile 1929), famiglia di origini calabresi, nato in un paese di certo lontano dai grandi centri e difficilmente raggiungibile, a Buonabitacolo (SA); fu insigne e apprezzato studioso, magistrale esperto del diritto romano e bizantino. Fu lui a volere l’attuale Dipartimento di Scienze Giuridiche “Antonio Cicu” dell’Università di Bologna, che sorse come Seminario Giuridico nel 1911. Egli ne fu anche il primo direttore. Teorizzò anche la necessità di diffondere la conoscenza e metterla a disposizione di tutti. Per quel che qui rileva va sottolineata la sua presenza anche in altre Università italiane, Si specializzò presso il celebre Schupfer, in Germania, in Storia del Diritto. Materia che insegnò presso le Università di Sassari, dal 1886 al 1888, di Parma, fino al 1906, di Bologna fino al 1921 (unita anche al Diritto Canonico); quindi presso quella di Roma, subentrando proprio allo Schupfer.
Così, per questa via impervia, fatta certamente di sacrifici, di dolorosi abbandoni, di mille avventure intellettuali e di vita, attraverso altri mille e mille personaggi e anche grazie alla storia di mille e mille persone comuni, che in silenzio hanno coltivato il proprio mondo, si giunge ai nostri giorni.
Su questi dovremmo stendere un velo pietoso o ci sarà di che vantarsi, di che narrare nei prossimi decenni?
Tutto è molto più veloce; eppure ogni tanto si ritorna indietro nel tempo. Si allude, è evidente, alle celebrazioni che dovrebbero consentire di riunirsi intorno a una bandiera, a un inno, a una storia comune per far di nuovo quadrato, generare entusiasmi.
Ma questo, l’attuale, è un mondo che induce a mille domande. È, come appare normale, dovuto anche al fatto che è più agevole porsi domande: tutto corre così veloce, ad esempio, nel web, che non fai in tempo a ricevere una risposta e già si accavallano mille altri quesiti. E la risposte a volte sono così tanto agevoli da lasciare il dubbio che siano superficiali.
E allora noi vogliamo sederci.
Vogliamo apprendere.
Ciò richiede tempo; occorre risolvere dilemmi; è necessario sedersi e focalizzare l’interesse su un argomento.
Prendiamoci il tempo di farlo.
Vogliamo conoscere un uomo di oggi, e la sua compagna, su cui ci si concentrerà anche in futuro, una persona che sta dando moltissimo e che va svelata a chi riesce a prendersi il tempo di leggere, con calma.

Immagine che si auto-narra, si può opinare come dica molto di Eliseo Oberti. E' tratta dagli spazi di Eliseo Oberti; presente anche in Voglio Vivere Così.

CONOSCERE ELISEO OBERTI
Viaggiatore. E non solo.

Eliseo Oberti, nato a Bergamo nel 1962, fin dagli anni dell’adolescenza percorre in autostop e in motocicletta quasi tutta l’Europa fino in Egitto. Viaggia e compie un centinaio di immersioni subacquee tra il Mar Rosso e i Caraibi, tra l’Oceano Indiano delle Maldive e delle Seychelles e il Pacifico delle lontane Isole Figi, dalla Barriera Corallina Australiana fino alla Polinesia Francese. Sperimenta l’avventura nel cielo con il paracadutismo in caduta libera e il parapendio, e nelle acque impetuose con il torrentismo e il rafting.
Le sue personali scelte di vita lo portano presto a innamorarsi del viaggio prolungato, una dimensione da cui non si torna più indietro. Dopo una permanenza di sei mesi in Inghilterra nel 1993 riprende il cammino nel 1999 con un viaggio di sei mesi che tocca la Nuova Zelanda, le Isole Figi e l’Australia e da quell’esperienza nasce il suo primo libro Il passaggio giusto al momento giusto (2001).
Dopo aver sperimentato molteplici professioni senza legarsi a nessuna di esse (impiegato di banca, agente di commercio, responsabile delle risorse umane e molte altre ancora), nel 2002 vende tutto ciò che possiede e parte per il viaggio di due anni narrato nel libro VagaMondo (2008), che lo porta dall’Alaska alla Terra del Fuoco per arrivare fino al sud-est asiatico.
Nel 2007 salpa da Panama con un catamarano per arrivare alle Isole Galapagos e alle Marchesi, fino a raggiungere Tahiti con un viaggio in mezzo al Pacifico che dura quattro mesi. In seguito pubblica Parole e Musica (2008), con i testi di canzoni da lui scritte e Il viaggio continua (2009) e L’anno della Tigre (2010) in cui associa poesie e riflessioni ai suoi dipinti.
Dal Dicembre 2010, in compagnia di Sara la sua compagna nicaraguense, ha iniziato il viaggio-progetto-libro Gentleman Gipsy – Nomade e gentiluomo che li porterà a viaggiare e vivere in molti paesi europei e non solo: in questo momento si trovano in Marocco dove trascorreranno i prossimi tre mesi.
Eliseo Oberti dipinge per diletto, scrive canzoni e libri di viaggio per passione, ma resta nella sua essenza un viaggiatore, un “vagabondo” appartenente a quella famiglia di anime così amata da scrittori come Hermann Hesse e Bruce Chatwin, un essere umano dallo spirito nomade costretto qualche volta a vivere in modo stanziale.
Fino al prossimo viaggio.

Gentleman gipsy – Nomade e gentiluomo: gentlemangipsy.blogspot.com

Per i quadri: eliseooberti.blogspot.com

Per le fotografie: eliseoobertifotopopart.blogspot.com

Per i libri: ilmiolibro.kataweb.it/community.asp?id=3605

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0 Responses to ITALIA: ARTISTI-VIAGGIATORI-GENTE COMUNE-CONOSCERE ELISEO OBERTI

  1. Sono onorato di essere inserito in un articolo così colto…! Grazie di cuore!

  2. Alessia e Michela Orlando says:

    Gentile Eliseo,
    come chiunque può immaginare non si corre nessun rischio nello scrivere e non occorrono qualità speciali. Crediamo ne occorrano ben altre, straordinariamente coraggiose e competenti, per fare ciò che lei ha sin qui realizzato.
    Complimenti anche alla sua compagna Sara che sappiamo essere giovanissima e certamente ricca di una personalità rara: condividere le sue passioni non deve essere facile.
    Auguri sinceri e grazie per il commento.