IL COLORE: IL SUO URLO NELLA FOTOGRAFIA E NELLA ILLUSTRAZIONE

La cover di TWINS, illustrata da Karstern Sturm sulla scorta di una relazione di Roberta Gregorio sui contenuti del romanzo.

IL COLORE: IL SUO URLO NELLA FOTOGRAFIA

L’ESPERIENZA DI ROBERTO PESTARINO.
Intorno al 45 a.C., Publilio Siro, scrittore e drammaturgo romano, prima che prendesse parte alle rappresentazioni in onore della vittoria di Cesare a Tapso contro l’esercito pompeiano, guidato da Giuba, sbottò: «Anche un solo capello ha la sua ombra». Ovviamente lo faceva per dire che l’avversario andava rispettato, che ognuno poteva diventare un pericolo. Tuttavia, quell’insegnamento, attraverso una interpretazione solo letterale, è valido anche per la fotografia: è l’ombra l’elemento portante e fondamentale per scattare una buona fotografia. Come per ogni fatto positivo, l’ombra, se esasperata o collocata in luoghi sbagliati, può diventare un problema. Si pensi, in tal senso, alle ombre che si creano quando la luce si diffonda dall’alto, a picco, soprattutto sui volti. La luce: è certamente altro elemento fondamentale. È essa che sfiora e dipinge gli oggetti materiali, ma è nei contrasti (dosati in base alle esigenze e alle destinazione dei singoli scatti) la forza espressiva dell’immagine bidimensionale. Lo sanno i grandi maestri: essi svelano che per creare una buona foto paesaggistica è preferibile il cielo complesso, ricco di nubi non piatte, non solo bianche e monotone. Nel “leggere” una scena che si vuol ritrarre, così come accade dopo, nella lettura della fotografia, ovviamente, ci mette del suo il cervello umano. È il tema della percezione. Tutto sommato questo panorama è stato il campo di indagine, per cinque decenni, di Lia Drei e di Francesco Guerrieri. Sono maestri indiscussi che hanno affrontato il tema della percezione senza risparmiarsi. La loro produzione, sia in coppia che da soli (ma reciprocamente influenzatisi), offre segni concreti degli esiti cui sono giunti. In tal senso è molto importante la copertina dei libri cartacei, ma anche e soprattutto degli eBook. La cover, infatti, è il vero strumento attraverso cui colpire lo sguardo, quindi il cervello, del possibile acquirente.
Nel caso, a esempio, del nostro romanzo TWINS, Karsten Sturm (peraltro manager di Chichili Agency, società tedesca specializzata nella distribuzione di eBook a puntate) l’ha illustrata sulla scorta di una relazione sui contenuti del romanzo (misteri-giallo) redatta da Roberta Gregorio, che validissimamente gestisce anche la sezione italiana (Chichili Agency Italia). Da quelle note emergeva che le protagoniste erano due gemelle, costrette a muoversi in una storia complessa, ricca di colpi di scena da brivido, con connotazioni gialle e introspettive. Gli è bastato per ideare una cover in cui appare innanzitutto una macchia che ha molto a che fare con le “macchie di Rorschach”, note in psicometria e in psicodiagnostica, così chiamate dal nome del loro creatore: Hermann Rorschach (1884-1922). Sturm, certamente a voler tratteggiare i toni misteriosi e gialli del narrato, ha usato colori non accesi, dominati da toni di terra di Siena e dal nero.
Vediamo come affronta il problema un fotografo dalle indiscusse qualità: Roberto Pestarino, [email protected] (in calce una sua succinta biografia), interpellato per dirci la sua visione del colore.
L’intenzione è tentare di spiegare cosa rappresenta il colore per me e perché tento di sfruttarlo quando compongo uno scatto.
Cosa vuol dire fotografare a colori? Io lo ritengo un mezzo per comunicare che è associabile alle varie tecniche compositive, ma nello stesso tempo sfrutta un linguaggio ulteriore. Il tentativo di un fotografo di bilanciare la composizione, utilizzando superfici colorate, implica un dosaggio degli stessi, sapiente e molto delicato. È molto facile cadere in strane cacofonie multicolori, in colori sfuggenti o colori che danno poco risalto alla composizione stessa.
Partendo dal presupposto che si fotografi oggetti naturali, allora i colori che otterremo saranno spesso tenui. Infatti, in natura i colori tendono a fondersi in maniera più complessa rispetto ai cerchi cromatici di studio, mentre la fusione di oggetti creati dall’ uomo e la natura porta a un complesso bilanciamento delle tonalità, dove la elaborazione successiva gioca un ruolo fondamentale. Il trascurarla porta a una forma di appiattimento e il sapore che la foto trasmette è di occasione mancata. Molti fotografi tendono ad eccedere con le colorazioni in post produzione creando anche risultati di pregio, ma a mio avviso il distorcere troppo le tonalità conferisce alla foto un carattere artificiale. A mio modesto avviso è nel leggero ritocco che và cercato il risultato e i colori appariranno naturali, ma nello stesso tempo della giusta intensità.
In questa mia foto di due manichini, colori caldi e freddi si accavallano e si fondono insieme, anche se quello che rende la foto emotiva son le ombre e le luci. Senza questa fusione di colore avrei reso molto meno forte il messaggio.

Scatto di Roberto Pestarino.

Perché si fotografa a colori ? Il colore in fotografia è una possibilità straordinaria; avvicina alla pittura come in queste due foto.

Scatto di Roberto Pestarino.

Scatto di Roberto Pestarino.

O, sfruttando il fenomeno dell’accento di colore, rendere interessante una foto anonima. Come in questo mio scatto per la realizzazione di un catalogo di una officina, dove l’aggiunta del metro colorato conferisce la possibilità di lettura e una nota di colore, per evitare che l’occhio sfugga troppo presto dalla foto stessa.

Scatto di Roberto Pestarino.

Il colore ha il potere del metamerismo cioè varia a secondo della luce che lo colpisce.
Possiede l’effetto Bezold o è capace di creare sfarfallio e vibrazione come nell’arte optical.
Ma più di tutto il colore agisce sul piano fisico, psicologico e anche fisiologico di chi osserva. In buona sostanza rispetto a viraggi e bianchi e nero colpisce ad un livello emotivo molto più forte. E questo è dovuto anche ai nostri costumi e cultura. Quante volte paragoniamo un sentimento al colore, oppure indossiamo certi colori per comunicare qualcosa?
In questa mia ultima foto vorrei presentare un esempio di come il colore possa comunicare emozioni. È in toni molto bassi, tanto da apparire artificiale come scatto, ma è un manifesto pubblicitario inserito in un contesto per cui l’artificio è accettabile. Nello stesso tempo i colori son quelli che davvero veicolano le emozioni più profonde. Senza il colore sarebbe una foto da eliminare o quasi.

Scatto di Roberto Pestarino.

Foto 5

ROBERTO PESTARINO
45 anni; vive in un mini paese di 140 persone: Gavazzana, in provincia di Alessandria.
Non è solo: si gode i suoi 4 gatti, senza televisione, da almeno 8 anni. Felicemente fidanzato.
Ha viaggiato molto e mai fatto fotografie in vita sua fino a 3 anni fa. Ci Passava in auto vicino a un campo di girasoli secchi, bruciati dal sole, tranne uno che svettava alto sopra tutti. Fu allora che andò a comprare una macchina fotografica da turisti e fece la prima foto.
Adesso è presidente del circolo fotografico Imago Lab. Ha già partecipato con successo a numerosi concorsi e vanta un arrivo in finale in un concorso con fotografi di 27 nazioni dove sono state scartate migliaia di foto. Le sue foto sono apparse spesso sulla rivista Il fotografo.
Presente in varie mostre dislocate per l’Italia, ha organizzato due mostre personali: una avente il tema del ritratto e l’altra del suo ultimo viaggio in Russia, in pieno inverno
Ultimamente è attirato dai piccoli dettagli nascosti nelle cose e dalle geometrie. Fotografa in casa, utilizzando le luci normalmente impiegate per la lettura dei libri.

Per altre esperienze sul colore:

Scatto di Alessia e Michela Orlando.

Scatto di Alessia e Michela Orlando.

 

Scatto di Alessia e Michela Orlando.

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5 Responses to IL COLORE: IL SUO URLO NELLA FOTOGRAFIA E NELLA ILLUSTRAZIONE

  1. Pingback: CONCORSI FOTOGRAFICI-FOTOFOCUS QUELLO DELLA SONY

  2. Interessanti appunti sul colore e la sua importanza nella definizione delle immagini nell’arte della fotografia e sulla suggestione dell’osservatore. Stupende le fotografie dell’artista Roberto Pestarino, che molto ricorda nei suoi scatti i quadri del fiammingo Vermeer, pittore che utilizzava, appunto, la “camera oscura” per la definizione delle immagini che avrebbe poi dipinto su tela.
    Trovo che l’immagine di copertina di TWINS sia di gusto raffinato e ben studiata ad intrigare il lettore sul contenuto del testo.

  3. Infatti, Roberto è un artista e quel che fa non lo imbelletta, non pensa alla confezione che spesso è confezione del Nulla.
    Bravo davvero.

  4. Carmelina Cellupica says:

    Un ottimo articolo Alessia e Michela…complimenti! Interessante la spiegazione dei scatti a colore… il colore come veicolo per trasmettere le emozioni e messaggi… colori “caldi e freddi”come nella pittura, rendono il quadro/la foto emotiva. complimenti a Roberto Pestarino, un fotografo eccellente.

  5. Grazie, Carmelina. Comunicheremo a Roberto il lusinghiero giudizio.
    Ciao.