HEMINGWAY: CONDANNATELO!

VELA NELLA NOTTE: VENTO DI LIBERTA'; scatto di Alessia e Michela Orlando

SPLENDIDO ARTICOLO DI STEFANO GUASTELLA
Chiediamo la condanna della spia ERNEST HEMINGWAY.
ANZI NO!

La maestosa decisione di Stefano GUASTELLA di occuparsi della faccenda dei 5 cubani detenuti in U.S.A. si arricchisce continuamente di contributi poetici dall’Italia (di gran pregio, tutti, e forniti con il solo intento di occuparsi di loro, di dare visibilità a un problema che è di civiltà anche giuridica) e di decisi interventi di molte personalità della Cultura italiana e cubana (si consideri l’intervento del Maestro Francesco GUERRIERI che ha conferito una propria lirica e una della Maestra Lia DREI).
Noi, piccole agitatrici del tema, non abbiamo problemi ad alzarci in piedi e gridarlo: chiediamo a tutta forza la condanna di Ernest HEMINGWAY, spia della CIA a Cuba (ormai è certo; si veda anche l’articolo nel Venerdì di repubblica, pagina 20).
Anzi no! Lasciamolo riposare in pace, ma che l’esperienza sia valutata dagli U.S.A., lo facciano i giudici, ma vorremmo tanto lo facesse anche il Presidente OBAMA, con l’autorevolezza che gli compete.
Vorremmo tanto che un suo intervento lasciasse spirare un vento fresco, un vento nuovo, un vento di libertà.

*****

Si legga l’articolo che segue anche qui:
http://www.5av.it/le-storie-quotidiane/116-il-caso-dei-5-cubani–el-caso-de-los-5-cubanos/2625-5-poesie-a-ognuno-dei-cinque-antonio-guerrero-farfalle-di-liberta.html

così come è integrato da importanti e ulteriori interventi.

Il Concorso dedicato ai Cinque – Antonio Guerrero: farfalle di libertà

Di Stefano Guastella

Il concorso letterario “5 poesie a ognuno dei Cinque”, organizzato da Quintavenida e dedicato ai 5 cubani detenuti negli Stati Uniti, continua ad andare avanti. Ricordiamo che potete mandare le vostre poesie entro il 5 ottobre 2011, quelle in italiano a Stefano Guastella: [email protected] e quelle in spagnolo a Melaneo Maden: [email protected]
(scarica il regolamento in Italiano – scarica il regolamento in Spagnolo)

Parlando di carcere e prigionia, uno dei cinque detenuti ha trovato comunque la sua “libertà”. Si tratta di Antonio Guerriero, “Tony” come lo chiamano a Cuba.

Antonio Guerriero è nato il 16 ottobre 1958 a Miami in Florida (USA), da Antonio Guerriero Cancio e María Rodríguez Pérez, cubani di umili origini.
Nel 1959, a pochi giorni dalla vittoria della Rivoluzione cubana, Tony fece ritorno a Cuba con i suoi genitori.
E’ cresciuto e vissuto sull’isola caraibica, fino a che non si è sposato con la panamense Niccia Pérez Barreto, andando poi a vivere con lei a Panama nei primi anni 90, per poi trasferirsi successivamente negli Stati Uniti.

Legato comunque profondamente al suo paese, (Cuba), dopo essersi separato da Niccia e poi sposato con Margaret Béquern, ha messo a repentaglio la sua vita familiare negli Stati Uniti, secondo quanto riportato dalle note cubane, svolgendo missioni per sventare i piani terroristici contro l’isola caraibica, da parte di gruppi cubanoamericani nell’ambito dell’estrema destra radicati a Miami, come, ad esempio, la Fondazione Nazionale Cubano Americana (FNCA).

Il 12 settembre del 1998 viene arrestato, insieme ad altri 4 cubani che agivano con gli stessi obiettivi (René González, Ramón Labañino, Fernando González Llort e Gerardo Hernández Nordelo), accusato di aver attentato alla sicurezza di stato degli USA e condannato a un ergastolo + 10 anni di carcere (!)

Successivamente, in una sentenza del 13 ottobre 2009, i giudici americani hanno ridotto la sua pena a 21 anni e dieci mesi di prigione + 5 anni di libertà vigilata.

Questa, in breve, è la sintesi del caso giudiziario. Tony però, ha trovato lo stesso la sua forma di libertà nell’arte e nella cultura. Nel gennaio 2010, noi di Quintavenida avevamo pubblicato un articolo sulle due esposizioni dei disegni di Antonio Guerrero, intitolate “Alas de Libertad” e “Aves por la Unidad”, che sono state esposte a Moa (Holguín – Cuba) per circa un mese. (http://www.quintavenida.it/notizie/39-news-cultura/1504-mostra-di-antonio-guerrero-a-moa-le-foto-dellinaugurazione.html )
Nei disegni di Antonio sono rappresentate i volatili nazionali di ogni paese dell’America. Adesso l’associazione “Volo = Libertà” , riprende con la serie di farfalle endemiche di Cuba, che Antonio Guerrero ha terminato di disegnare lo scorso giugno e che “voleranno” verso la patria di Antonio, nel Museo Nazionale di Storia Naturale, dove verranno esposte.
Ma Antonio è un artista completo, e la sua voglia di libertà si esprime in maniera totale nella sua poesia, La mariposa que pinto, (la farfalla che dipingo), che sarà inclusa nell’esposizione artistica delle farfalle.

Ecco l’articolo sull’esposizione, preso dal sito di Cubarte e la sua bellissima poesia, tradotta in Italiano:

Desde Cubarte – http://www.cubarte.cult.cu/periodico/noticias/se-expondran-obras-de-antonio-guerrero-sobre-mariposas-cubanas/155991.html

Saranno esposte le opere di Antonio Guerriero sulle farfalle cubane

La Habana (PL).- Una esposizione di acquarelli di Antonio Guerrero, uno dei cinque antiterroristi cubani prigionieri da oltre 12 anni nelle carceri degli Stati Uniti, sarà inaugurata a Cuba il prossimo settembre.

La mostra, centrata sul tema delle farfalle endemiche di Cuba, fu suggerita nel 2009 dal Direttore del Museo Nazionale di Storia Naturale, Reinaldo Rojas Consuegra, quando Tony stava ancora disegnando i volatili nazionali d’America.

Guerrero ha potuto contare sul patrocini e il coordinamento offerto dal biologo Jorge Luis Fontenla Rizo, specialista in farfalle, e dal fotografo Liborio Noval, che ha fotografato 25 specie che figurano tra le collezioni dell’Istituto d’Ecologia e sistematica di Cuba.

Dopo aver concluso la serie, iniziata a inizio marzo e terminata lo scorso 11 giugno, Guerrero ha espresso la sua soddisfazione e il desiderio che il pubblico possa conoscere di più sul tema.

“Quasi mi sembrava un sogno, ed è stato un sogno che si è realizzato. Spero che le mie opere giungano correttamente a destinazione e possano servire al Museo nella sua missione di far conoscere la nostra storia naturale, così legata all’opera rivoluzionaria, che così gelosamente cura la nostra flora e fauna”, ha detto Antonio Guerrero.

L’esposizione, la cui apertura avverrà il 12 settembre prossimo, data in cui si compieranno i 13 anni dall’incarcerazione dei Cinque, include il poema La mariposa que pinto, (la farfalla che dipingo), scritta sempre da Antonio, lo scorso 21 giugno 2011, dal Carcere federale di Florence, Colorado, Stati Uniti.

Dal sito: http://losqueremoslibres.blogspot.com/2011/06/tony-guerrero-la-mariposa-que-pinto.html
LA FARFALLA CHE DIPINGO

Alcune hanno delle macchie bianche,
altre, piccole righe in nero,…
La farfalla che dipingo
volteggia sul mio petto.

La guardo, muove le sua ali;
mi guarda, ride e io sono contento
quando si posa gentile
sul fiore che porto dentro.

Come un sospiro d’amore
salta dal calice aperto
e con la sua grazia divina
da colore al cielo.

Primavera senza giardini
sotto le nubi della reclusione,
pero volan le farfalle
negli acquarelli e nei versi..

Cinque abbracci.
Vinceremo!
Tony
22 giugno 2011
FCI Florence

Fonte delle informazioni sul caso dei Cinque:
http://www.ecured.cu/index.php/Los_Cinco_H%C3%A9roes
http://www.ecured.cu/index.php/Antonio_Guerrero_Rodr%C3%ADguez

El concurso dedicado a los Cinco
Antonio Guerrero: Mariposas de libertad

Di Stefano Guastella

El concurso literario “5 Poesías a cada uno de los Cinco”, organizado por el Portal Digital sobre cuba www.quintavenida.it y dedicado a los 5 cubanos detenidos desde casi 13 años en los Estados Unidos, sigue su camino.
Recordamos que ustedes pueden enviar sus poesías dentro del 5 de octubre de 2011, si en Italiano a Stefano Guastella de Quintavenida [email protected] si en Español a Melaneo Maden en Cuba: [email protected] (haz “click” aquí para descargar la convocatoria del concurso en español)
Quedando en tema de cárcel y encerramiento, uno de los Cinco cubanos, encontró igualmente una su forma de “libertad”. Estamos hablando de Antonio Guerrero, “Tony”, como lo llaman en Cuba, nacido el 16 de octubre de 1958 en Miami (Florida – EE.UU.), hijo de Antonio Guerriero Cancio y María Rodríguez Pérez, cubanos de orígenes humildes y sencillas. En el 1959, a pocos días del Triunfo de la Revolución, Tony regresó en Cuba junto a su familia.
Creció y vivió en la isla caribeña, hasta que no se casó con la ciudadana de origen panameño, Niccia Pérez Barreto, y ambos se fueron en Panamá, para después trasladarse en los Estados Unidos a primeros año 90 del pasado siglo.
Antonio, aunque viviendo en los Estados Unidos, quedó fiel a su país caribeño. Se separó de Niccia, para después casarse con Margaret Béquern,y no titubeó ni un segundo, en el sacrificar su vida familiar para investigar sobre los planes criminales contra la Isla, organizados por grupos de ultraderecha, radicados en Miami, como por ejemplo la Fundación Nacional Cubano Americana (FNCA)

El 12 de septiembre de 1998, Antonio fue detenido, junto a otras 4 personas que actuaban con su mismo objetivo, (René González, Ramón Labañino, Fernando González Llort y Gerardo Hernández Nordelo), y fue acusado de atentar contra la seguridad nacional de Estados Unidos y condenado a una cadena perpetua más 10 años de carcel.
El 13 de octubre de 2009, después de más de 10 años pasados en la cárcel, su pena fue reducida a 21 años más 10 meses en prisión, y 5 años de libertad supervisada.
Esta es una muy breve síntesis de su caso judiciario.

Tony pero, hace mucho tiempo, ha encontrado una su forma de “libertad” en el arte y en la cultura. En el enero de 2010, nosotros de Quintavenida, publicamos un artículo sobre las dos exposiciones de Antonio Guerrero que fueron realizadas en Moa (Holguín – Cuba). “Alas de libertad” y “Aves por la unidad”, así se llamaban las Exposiciones, fueron abiertas al publico por un mes (lea aquí http://www.quintavenida.it/notizie/39-news-cultura/1504-mostra-di-antonio-guerrero-a-moa-le-foto-dellinaugurazione.html )

En los dibujos de Antonio, son representados los aves nacionales de cada país de America. Ahora, la asociación “Vuelo = Libertad”, empieza de nuevo con una serie de mariposas endémicas de Cuba que Antonio terminó de pintar el pasado junio de 2011 y que “volarán” hasta la Patria de Guerrero, en el Museo Nacional de Historia Nacional, donde serán expuestas.

Pero Tony es un artista completo, y su gana de libertad se exprime en forma total en su poesía, La mariposa que pinto, que será incluida en su exposición de mariposas.
A continuación un artículo cogido por el sitio Cubarte y el texto de la linda poesía de Antonio Guerrero:

Desde Cubarte – http://www.cubarte.cult.cu/periodico/noticias/se-expondran-obras-de-antonio-guerrero-sobre-mariposas-cubanas/155991.html

Se expondrán obras de Antonio Guerrero sobre mariposas cubanas

La Habana (PL).- Una exposición de acuarelas de Antonio Guerrero, uno de los cinco antiterroristas cubanos prisioneros hace mas de 12 años en cárceles estadounidenses, será inaugurada aquí en septiembre próximo.

La muestra, centrada en las mariposas endémicas de Cuba, fue sugerida en 2009 por el director del Museo Nacional de Historia Natural, Reinaldo Rojas Consuegra, cuando Tony aún pintaba las aves nacionales de América.

Guerrero contó con el asesoramiento y coordinación del biólogo Jorge Luis Fontenla Rizo, especialista en mariposas, y el fotógrafo Liborio Noval, quien retrató 25 especies que figuran en las colecciones del Instituto de Ecología y Sistemática de Cuba.

Tras concluir la serie, iniciada a principios de marzo y terminada el pasado 11 de junio, Guerrero manifestó su satisfacción y deseos de que el público conozca más sobre el tema.

“Casi me parecía un sueño y ha sido un sueño realizado. Espero que las obras lleguen bien a su destino y sirvan al Museo en su misión de dar a conocer nuestra historia natural, tan ligada a la obra revolucionaria, que tan celosamente cuida de nuestra fauna y flora”, expresó.

La exposición, cuya apertura será el 12 de septiembre, fecha en que se cumplen 13 años de la encarcelación de los Cinco, incluye el poema La mariposa que pinto, escrita por su autor el 21 de junio último en el correccional federal de Florence, Colorado, Estados Unidos.

http://losqueremoslibres.blogspot.com/2011/06/tony-guerrero-la-mariposa-que-pinto.html
LA MARIPOSA QUE PINTO

Unas tienen motas blancas,
otras, rayuelas en negro,…
La mariposa que pinto
revolotea en mi pecho.

La miro, mueve sus alas;
me mira, ríe, y me alegro
cuando se posa gentil
en la flor que llevo dentro.

Como un suspiro de amor
salta del cáliz abierto
y con su gracia divina
le da colores al cielo.

Primavera sin jardines
bajo nubes del encierro,
pero vuelan mariposas
en acuarelas y en versos.

Cinco abrazos.
¡Venceremos!
Tony
22 de junio de 2011
FCI Florence

Las noticias sobre el caso de los Cinco, fueron cogidas por los siguientes sitios:
http://www.ecured.cu/index.php/Los_Cinco_H%C3%A9roes
http://www.ecured.cu/index.php/Antonio_Guerrero_Rodr%C3%ADguez

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0 Responses to HEMINGWAY: CONDANNATELO!

  1. Joe Perfiumi. says:

    Lo hanno già condannato,ragazzi.
    Per i suoi Quarantanove Racconti.
    Troppi da leggere.
    E poi perchè leggerli?
    Colline come elefanti bianchi.
    “Cosa stai dicendo?”
    “Dicevo che si potrebbe avere tutto.”
    “Si può avere tutto.”
    “No,non si può.”
    “Si può avere il mondo intero.”
    “No,non si può.
    “Si può andare ovunque.”
    “No,non si può.Non è più in nostro potere.”
    Ma cosa mai hai scritto , Ernest?
    Ci sono ancora colline ma non più elefanti bianchi.
    Sono stati distrutti dalle penne degli scrittori.
    O forse è bastato distrarsi un attimo.
    E poi, come è possibile affermare che non si può andare ovunque?
    Noi disponiamo di tutto il potere che potremmo desiderare.
    Vedi,Ernest.
    Io ho un amico, Popy Roundagain,che ha girato il mondo dieci volte di seguito.
    Con un unico paio di scarpe.
    Non solo è andato ovunque.
    E’ riuscito ad andare oltre.
    Ovunque e comunque.
    Quando si è fermato , puzzava di sudore sedimentato.
    “E ora che farai?”,gli ho chiesto.
    “Non mi resta più nulla da fare”,mi ha risposto,zeppo di sconforto.
    Era ancora vivo,ma si sentiva morto.
    Ehi,Ernest.
    Appoggia quel maledetto boccale di birra.
    E parlami ancora un pò de ‘Il giocatore,la monaca e la radio’.
    E perchè quella sera i messicani si ostinarono a suonare l’armonica sino a sfinire le stelle?
    Non mi rispondi.
    Già.
    Forse perchè ti hanno già condannato.
    Ehi,Ernest.
    Smettila di fare la ruota.
    Intanto ti risistemo sullo scaffale.
    I Libri del Pavone,giugno 1959.
    500 lire.
    Volume doppio.
    Cavoli,Ernest.
    Quando si dice leggere ancora sulle vecchie lire.
    Procurami un ‘posto pulito,illuminato bene’.
    Te ne sarò grato.
    Intanto non evocarmi tori sullo scaffale.
    A un tiro di puntina , ti affianca un libro in brossura rossa.
    Mi spiace che ti abbiano già condannato.

    Joe Perfiumi.

  2. alessia e michela says:

    Sì, Ernest.
    Eppure non sarebbe necessario far la valigia e dirigersi verso il purgatorio, ché pure la Chiesa ha cancellato dalla faccia dell’immaginario.
    Non fare così, Ernest: a che potrebbe mai servire?
    No, non fare così, ché una buona morte una vita di errori cancella.
    Scrivi un altro racconto; hai fatto trenta e fai trentuno, su …
    No? Dici che ne hai scritti troppi?
    E allora mettiamoli al rogo.
    No?
    E che dovremmo fare per salvare capra e cavoli, il vecchio e il mare, Cuba e gli U.S.A., con annessi Fidel e C.I.A., il premio Pulizer e la medicina naturalista, di paterna memoria, il fucile e le quaglie, stavolta con annessi cazzotti e la boxe …
    Per finire, due domande: ma adesso, da quel lassù da cui nessuno mai è tornato, ci vedi meglio? E le acque del Piave le ricordi ancora?

  3. Ernest. says:

    Certo che ci vedo meglio.
    Ma è un vedere diverso.
    Non è facile descriverlo.
    Le nuvole giocano a rialzo,come nel mondo dei giochi dei piccoli.
    E tutto laggiù, che è poi il quaggiù da voi, è contornato dalle strane identità dell’ambiguo governante.
    Le acque del Piave?
    Eccome se le ricordo.
    Ma subito ci piove sopra ruggine di memoria.
    E’ così doloroso scartavetrare gli specchietti dell’eclissi
    di sole della vita prima di partire.
    E poi, partire per dove?
    E’ sempre così incerta la meta se caracolla nelle sue titubanze la cometa.
    Gemelle,imponetevi soprattutto una cosa.
    L’importante è vivere il senso di identità,nel rispetto della catastrofica benedetta diversità.
    E soprattutto non preoccupatevi mai dei ritardui.lle cinque della sera può essere anche un anticipo sulla tabella di marcia.
    Ma da dove vengono le tabelle?
    Dal caso,dalle stelle?
    Ponetevi la domanda, senza l’urgenza di una risposta.
    Che quando la risposta urghe,verità sfugge.

    Ernest.

    Ernest.

  4. Joe Perfiumi. says:

    E la scure di Standard & Poor’s è caduta pure sulla testa del vecchio Ernest.
    Mi pareva.
    Gli invasati hanno sforbiciato i quarantanove racconti.
    Lavorando pesante soprattutto sul mio preferito.
    Il sublime ‘Dieci indiani’ è diventato, in primo luogo,’Otto indiani’.
    Con outlook negativo,per giunta.
    E poi non sopporto l’esecrabile intervento perpetrato per mutilare le prime righe del racconto.
    Ve le ricordo.
    “Alla fine di un Quattro luglio Nick, tornando tardi a casa dalla città nel grande carro dei Garner insieme a Joe Garner e alla sua famiglia, lungo la strada sorpassò nove indiani ubriachi”.
    Gli svitati di S&P sono intervenuti di brutto.
    “Alla fine di un Due luglio”.
    Correggere una data di Ernest è un pò come pretendere di insegnare l’Ave Maria al Papa.
    E poi, per mille donnole che si strusciano sulle felci scambiandole per alci.
    Che a pensarci bene, si potrebbero avere più falci.
    E poi,dicevo.
    Hanno amputato Hemingway, gli sgraziati gnomi della finanza.
    Il grande carro dei Garner è stato abbattutto di rating.
    Sino a ribaltarsi.
    Diventando ‘Il piccolo carro affittato dai Garner”.
    Da ultimo,l’apologia della scempiaggine.
    I nove indiani ubriachi?
    Degradati dalla dignità della storia.
    ‘Un certo numero di indiani alticci.’
    Alticci un corno.
    Cose dell’altro mondo.
    O forse del nostro.
    Che è molto peggio.

    Joe Perfiumi.