FOTOGRAFIA: VALENTINA VILLANI

Quel malinconico e raffinato omino che amava tanto il cinema. Scatto di Valentina Villani.

http://www.youtube.com/watch?v=OZlSQnlDU-k

Non c’è notte tanto grande da non permettere al sole di risorgere il giorno dopo. James Douglas Morrison (Jim Morrison).

NEL MONDO DI LOLA18 AL SECOLO VALENTINA VILLANI
Ci si imbatte solo di rado in nomi che già hanno in sé la malia dell’inesplicabile, la forza narrativa che ti costringe a porti domande a cui preferisci non giunga risposta. Perché? Perché il mistero, così come il segreto che si chiede di rinserrare nella propria mente, è tale se lo resti per sempre. Tutto ciò che viene svelato ha ragion d’essere qualora serva a intessere un’altra trama che presenti lati ancora più oscuri, che ti pressi emotivamente e ti costringa ad alzare le mani. Resa totale al mistero è la vera potenza eversiva che lavora nel subconscio senza interruzione e prima o poi dà frutti che si trasformano in pensieri, in sogni, in azioni d’arte. Può bastare rilevare il misterioso meccanismo che scatta quando nome e cognome inizino con la stessa lettera. C’è forse qualcuno che non abbia avvertito il fascino che c’è in M.M: Marilyn Monroe? O in C.C.: Claudia Cardinale? O in B.B.: Brigitte Bardot? Può bastare. È sufficiente la coppia di lettere per richiamare alla mente le loro immagini, i loro sguardi, le loro voci, i loro film. Ora tocca mettersi davanti a V.V. e attendere che la mente richiami le immagini che evocherà. È forse inazione? È forse violenza, seppure dolce? Beh, l’inazione è una tecnica usata anche in certe lotte misteriose che risultano vincenti su altre in cui è richiesta potenza esplosiva. E la violenza: sì, può trasformarsi in un sottile piacere qualora sia condiviso, voluto da chi lo patisce. Sarà per questo che ogni tanto tornano di moda frustini e manette? La fotografia, certa fotografia, ha in sé elementi che conducono verso valutazioni similari. Mettersi davanti a una fotografia è già un atto passivo, dominato dall’inazione. Devi solo guardare. Si tratta della prima fase, giacché da quella azione/non azione può sorgere la spinta creativa, la voglia di approfondire, la voglia di lasciarsi andare ai sogni a occhi aperti. Non è più staticità. Anche se si trattasse solo di rovinare in un incubo a occhi aperti la fotografia starebbe di nuovo, per l’ennesima volta, facendo ciò che deve fare: spiegarti l’uomo, spiegarti te stesso. Questo aspetto lo segnalò Edward Steichen: “Missione della fotografia è spiegare l’uomo all’uomo e ogni uomo a sé stesso”. Lo si può leggere in un articolo nel contest Fotofocus, creazione di Sony, Sole 24 Ore, Panorama, http://www.fotofocus.it/ , dove si possono vedere altri scatti di Lola18/Valentina Villani, ma anche in un commento qui: http://ebookandmorebychichili.blogspot.it/2012/08/il-segreto-di-twins-ebook-edito-da.html. La citazione è rilevante, attuale e fa parte della eco di fondo nelle nostre menti. È un rumore creativo, più o meno come lo è il Sol, la Quinta musicale di cui parla anche il controverso Rol che nei suoi studi esoterici si imbatté nel connubio Quinta musicale/ color verde. Da quel matrimonio nascerebbe una stravolgente energia, tanto potente da indurlo a smettere di scriverne. Nel rumore di fondo cui si allude ha spazio un’altra frase: La luce e il colore diventano oscurità, l’una si fonde nell’altra in un abbraccio senza tempo. Leggerla: un fulmine a ciel sereno. È di Lola18/Valentina Villani ed è stata scritta a commento di una fotografia. Si tratta di poche parole che svelano il suo retroterra, l’analisi che deve per forza avere affrontato in un percorso che ci è ignoto. È precisa: ci dice del senso del colore, del valore dell’oscuro (del nero, quindi) e della sua capacità di assorbire le vibrazioni dei colori; ci avverte, forse: Attenzione. L’ineluttabile sta accadendo. A questo punto ti tocca entrare nel suo mistero, di varcare la soglia e non limitarti a osservare un solo scatto. Per quanto in un solo fotogramma si possa cogliere il racconto di una vita, tu sai che il narrare è sempre il dire ciò che si vede da un solo angolo prospettico, ma un autore scatta a ripetizione proprio perché conosce la vita. Sa che lo stesso oggetto, fotografato mille volte da sé stesso e da mille altri, racconterà sempre mille e mille storie diverse. Mille e mille vite diverse: questo è quel che narra Lola18/Valentina Villani, trascinandoti nel panorama della sua mente con mano lieve, con dolce violenza. Tu: ci entri, supino, con atteggiamento estatico, pronto a godere delle sorprese che rinverrai nei colori. E nel buio. Non vedrai smembramenti di realtà fugaci; non noterai disarticolazioni, balbettii, incertezze estetiche … Noterai l’anima bella di chi ha visto e racconta. È obiettivo narrare attraverso lenti ben conosciute: tecnica e lucida analisi, dunque, per una tavolozza che prende in esame anche nozioni e insiemi di specialistiche conoscenze. Pure qualora fossero a te già note (il cinema, a esempio), non potresti non cedere alla sua idea che è vincente giacché risulta capace di violare un mondo ludico, innestandovi il sentore della tristezza. È azione di grande rilievo effettuata attraverso un grimaldello, la fotografia, che se è arte in sé, appare lucente di oro zecchino intarsiato con platino. Dura, può essere dura constatazione, ma anche leva emotiva che spinge verso gradi di liberazione della mente e, perché negarlo?, verso spinte evolutive della collettività: verso l’emancipazione. È una lirica cui hanno avuto accesso grandi drammaturghi e cineasti, ma con l’intera loro opera, o con almeno un lungometraggio, un testo teatrale e la naturale/ovvia messa in scena. A Lola18/Valentina Villani basta uno scatto per accedere, attraverso porte ignote e che tali devono restare, in mondi traslucidi, in fantasmagorie ulteriori e riecheggianti come fossero allo specchio, fatte di luci e ombre gettate su panorami che fanno parte del background di intere generazioni. È la sua nota dominante, è il suo Sol: ti pone davanti alla volta del cielo e ogni suo scatto è come una stella ancora vibrante. Vedi la luce, chissà quando partita, certamente prima della sua probabile esplosione; deduci che esista ancora e invece così forse non è più. Tracce nel cielo di notte. Tracce nella tua mente se guardi le sue foto e ti lasci ferire dai suoi riflessi filmati, regalandoti il tempo necessario al guardare.

Il peso di uno sguardo. Scatto di Valentina Villani.

Quando ero piccola a casa mia c’era una piccola stanzetta buia illuminata soltanto da una tenue luce rossa che faceva presagire l’imminente arrivo degli alieni, la stanza del mistero, quella che fa paura a tutti i bambini. Per me non era così. Sentivo una forte attrazione verso quel luogo senza tempo e quando mio padre mi diceva di non aprire quella porta perché la luce avrebbe causato danni, non lo facevo per nessun motivo al mondo. Sentivo che c’era qualcosa di importante lì dentro, sentivo che quel luogo non avrebbe potuto essere alterato. Ma che gioia quando mi veniva concesso di entrare e curiosare un po’! Mio padre la chiamava camera oscura. Vaschette, liquidi strani, fotografie stese come lenzuola profumate di bucato appena fatto, luci che coloravano ogni cosa di rosso, penombra, silenzio. Rispettoso silenzio e ammirazione. Perché non serve un’età precisa per capire.
Da allora la fotografia ha accompagnato la mia vita e ne è stata testimone dei momenti più importanti. Grazie a “lei” ho conosciuto il mio attuale compagno, padre di mio figlio, ex fotografo professionista, grazie a “lei” ho una passione in comune con mio padre, grazie a “lei” ho la possibilità di dare libero sfogo alla mia creatività e sempre grazie a “lei” un mio lavoro è diventato l’emblema di una comunità scientifica proiettato anche in convegni oltreoceano.
Fotografia e psicologia. Il legame è forte, la sensibilità è la medesima, la sofferenza e il dolore che le accompagnano viaggiano sugli stessi binari. Psicoterapeuta che ama la fotografia o fotografa con propensione all’introspezione? Non fa differenza quando la passione prende il sopravvento sotto forma di ispirazioni, lampi di genio, insight, empatia …
Questione di attimi, frazioni di secondo, scelte, tempismo nell’intervento. Un allenamento a cogliere in entrambe le arti/discipline e forse anche un allenamento a togliere per raggiungere la semplicità nel senso più nobile del termine. La potenza evocativa di una serie di immagini accompagnate da una giusta musica è paragonabile soltanto a quella di un sogno, incantevole opera d’arte e strumento democratico per eccellenza a cui tutti possono accedere, dagli uomini più potenti della terra fino a quelli più poveri e svantaggiati. Il dilemma è simile a quello della fede: credere o non credere. Nel nostro caso lasciarsi guidare dalle immagini, trovarne risonanze interne, abbandonarsi all’emozione, riflettere sui simboli che ci regala il nostro inconscio sognando oppure non farlo, semplicemente ignorandone il senso. Concludo tornando a mio padre, se non fosse stato per lui con le sue meravigliose foto in bianco e nero in quella camera oscura, oscura come la mente umana, se non mi avesse trasmesso la sua passione, forse avrei fatto scelte diverse, preso altre strade, incontrato persone diverse. Forse non avrei creduto alla potenza delle immagini. O forse lo avrei fatto lo stesso. In ogni caso posso solo aggiungere grazie.
Chiaramente il mio nome è Valentina Villani, vivo a Roma …

 

http://www.youtube.com/watch?v=JcxFiVL_A4g

 

 

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8 Responses to FOTOGRAFIA: VALENTINA VILLANI

  1. Alessia e Michela Orlando says:
  2. Alessia e Michela Orlando says:

    Consigliato aprire il primo link sotto il primo scatto: è stato voluto da Valentina Villani. Gli altri appartengono a una nostra scelta arbitraria.

  3. Molto interessante!!Complimenti!!

  4. alessia e michela says:

    Grazie, Elisabetta.

  5. lina says:

    Potente. Mi pare di aver avuto di fronte questa fotografa e ho solo visto due scatti. Grazie.

  6. m.c. says:

    Coinvolgente la scoperta di una donna e di una fotografa. Noto vari livelli nella presentazione. C’è una specie di gioco: spirali che si intersecano e con lenti movimenti, da drammaturgia sperimentale, si avvitano definendo il personaggio. Abituata a leggere recensioni che dicono tutto e quindi niente, resto stupita da una alchimia che sorprende e spiazza. Dite veramente molto e non lo date a vedere. Sarei curiosa di sapere altro di Valentina Villani.

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