FOTOGRAFARE OGGI: IL CIRCOLO CULTURALE FOTOGRAFICO CARNICO – CCFC

FOTOGRAFIA

Quando realizzammo gli scatti per la mostra CONTRASTI avevamo già deciso che l’approccio verso la fotografia dovesse caratterizzarsi per l’uso marginale delle tecnologie. Volevamo sperimentare e farlo cercando di contaminare solo con le nostre idee ciò che ci avrebbe attratto. Mettemmo da parte anche il treppiede e gli interventi sulle fotografie che avremmo scelto (applicando la regola del tre: dividere tutte quelle ritenute pertinenti al tema e di adeguata qualità, sino ad arrivare alla quantità che avremmo dovuto stampare). L’inaugurazione a Bologna si mantenne in linea con le premesse: nulla di tronfio, niente di sofisticato: le stampe (70 x 50) alle pareti, piccole didascalie in deroga all’idea secondo cui le foto dovrebbero narrarsi solo con quel che offrono allo sguardo, evitando, se possibile, addirittura il titolo che comunque condiziona. Questa scelta, le didascalie, che appaiono anche nella presentazione

servivano a sottolineare il pathos che volevamo caratterizzasse l’insieme delle fotografie. Ciò pure alla luce del fatto che tra i testimonial c’era anche l’associazione A.I.S.EA, http://www.aisea.org/, che si occupa dei bambini ammalati di Emiplegia Alternante: il decoro con cui le famiglie affrontano la malattia doveva essere ricambiato adeguatamente. Il trionfalismo di certe inaugurazioni ci appariva inaccettabile, soprattutto in una epoca in cui è davvero facile produrre foto perfette, mentre noi volevano enfatizzare i difetti per lasciar dedurre una posizione etica sui contrasti (quelli interiori di ogni persona, quelli con gli altri singoli, quelli con altre culture, quella ancora più assurda con Madre Terra, vituperata in maniera inaccettabile).
L’impostazione piacque e per questo fummo invitate a esporre alla Università Sapienza, Dipartimento di Chimica, Museo “Primo Levi” (inaugurazione 22 marzo 2011; esposizione fino al maggio). Il riscontro sia in termini di numero dei visitatori che di critica, fece sì che le nostre convinzioni si radicassero più decisamente. Meditavamo di scattare ancora sul tema, ma anche su quello della guerra, utilizzando macchine fotografiche sempre più semplici, fino a giungere all’uso di una scatola, di un pezzo di pellicola, di un foro stenopeico.

D’altronde, questa impostazione (immagini e parole) abbiamo rilevato anche in un video (i video, come i film cinematografici, non sono altro che un insieme di fotogrammi), un booktrailer di Chichili Agency Italia, che ci era piaciuto:

Non sapevamo ancora quasi nulla sul tema della fotografia stenopeica, se non ciò che si può leggere su qualsiasi manuale, ma ci appariva fondamentale per giungere a una fotografia che fosse capace di sottrarre, anziché aggiungere; che fosse capace di eliminare la ridondanza e la esagerata messe di informazioni che si possono rilevare da qualsiasi fotografia pubblicata nel web o sulla carta stampata. Si allude alle fotografie perfette che le macchine e le tecnologie, impiegate sia durante lo scatto che dopo, consentono di produrre. Basta poco, ciò non è detto sia un male ma sottrae fantasia e creatività, a produrre una immagine ineccepibile. Basta impugnare una macchina digitale, predisporre l’autofocus, sparare fotografie a raffica, continuare ad applicare la regola del 3 e qualche fotografia ottima da mettere in mostra riesci a tirarla fuori.
Grazie a Gianfranco Arciero, Presidente del Centro Studi e Ricerche sulla cultura visuale e sui linguaggi della comunicazione, Roma (pubblica l’ottimo foglio “DossierDomani“, organo a diffusione gratuita) abbiamo potuto imbatterci nel CIRCOLO CULTURALE FOTOGRAFICO CARNICO, CCFC.
È un Circolo che sta facendo un ottimo lavoro sulla fotografia, portando l’esperienza sia dei singoli che del gruppo anche nelle scuole. La più recente iniziativa, che ci colpisce per l’affinità con le idee anzidette, è: “Tolmezzo Città Stenopeica: La fotografia stenopeica, tra didattica e creatività”, settima edizione.

CIRCOLO CULTURALE FOTOGRAFICO CARNICO – CCFC
c/o DAO ROBERT HENRI – via Monte Grappa n. 8
33028 CANEVA DI TOLMEZZO (UD)
C.F.: 93012380304
tel.: 0433.40583 / 0433.94379 / 0433.2707
e-mail:  [email protected] – http://circolofotografico.interfree.it

Tolmezzo, lì 05.02.2012

“Tolmezzo Città Stenopeica: La fotografia stenopeica, tra didattica e creatività”, settima edizione.

La presentazione dell’evento e l’inaugurazione della mostra sono previsti per sabato 31 marzo; per il 20-21 aprile è prevista la realizzazione del workshop tenuto dal fotografo di fama internazionale Beppe Bolchi che tratterà degli aspetti teorici e pratici di questa tecnica fotografica.
Per sabato 28.04 è prevista la realizzazione di un laboratorio per la costruzione della scatola stenopeica aperto a tutti, mentre, nella giornata di domenica 29 aprile, che come noto corrisponde alla giornata internazionale della fotografia stenopeica, alcuni autori si renderanno disponibili ad effettuare delle riprese dimostrative dando la possibilità di provare a chiunque ne fosse interessato.
La mostra fotografica rimarrà aperta dal 31.03 al 30.04 e avrà luogo presso Palazzo Frisacco, con il seguente orario: ogni giorno, escluso il martedì, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 19.00.
In particolare, per l’esposizione si sono resi disponibili: il fotografo Beppe Bolchi, che parteciperà con il progetto “Città senza tempo”, il Paesaggio urbano attraverso la Fotografia a Foro Stenopeico, e altri cinque artisti di Gorizia: Marco Faganel, Viljam Lavrenčič, Andrej Furlan, Robi Jakomin e Marko Vogrič, che presenteranno i lavori già esposti a Kranj in Slovenia l’anno scorso in una collettiva sul foro stenopeico. Infine, Dino Zanier e Marco Palmioli parteciperanno con i loro lavori e con quelli realizzati con i ragazzi della scuola nell’ambito della loro attività didattica.
L’iniziativa è organizzata dal Circolo Culturale Fotografico Carnico, in collaborazione con la Scuola Media Gian Francesco di Tolmezzo ed il sostegno dell’Amministrazione Comunale della Città di Tolmezzo.

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