FANTASMI SU NAPOLI – SUD NAPOLI STORY

Miniatura del Codex Manesse. L’immagine narra di Corradino, quattordicenne, colto durante una falconeria.

SUD NAPOLI STORY

(http://sudnapolistory.altervista.org/)

Tra i fantasmi dei rivoluzionari cilentani quelli di Corradino di Svevia, Dante, Hitler su Piazza del Mercato, Napoli.

Napoli, 29 ottobre 1268.
CAMPO MORICINO, attuale Piazza del Mercato.

Corrado V di Svevia, detto Corradino (Landshut, Wolfstein, 25 marzo 1252 – Napoli, 29 ottobre 1268), trascinato a forza in Piazza Moricino, sa che di lì a poco esalerà l’ultimo respiro. Forse pensa al padre, Corrado IV, re dei Romani, e alla madre Elisabetta di Wittlsbach. Forse pensa ai sudditi, essendo Re di Sicilia dal 1254 e di Gerusalemme. Non sa, non può saperlo, di essere l’ultimo regnante degli Hohenstaufen.
Non sa, non può saperlo, che Hitler, dopo, il 1943, pretenderà le spoglie per portarle in Germania.
Ricorda di essere arrivato in Italia ben accolto a Verona, Pavia, Pisa. E ricorda il trionfo tributatogli a Roma che gli fece radicare l’idea che potesse espugnare Viterbo e fare prigioniero il Papa. Desistette, come aveva fatto suo nonno, prevedendo il disastro propagandistico che un’azione del genere avrebbe prodotto.
Ricorda anche la sconfitta subita ad opera dell’esercito di Carlo I d’Angiò nella battaglia di Tagliacozzo trovando rifugio nel castello dei Frangipane, presso Torre Astura, vicino Nettuno. Ricorda il tradimento di Giovanni Frangipane, signore del luogo che lo consegna a Carlo. Corradino ricorda come venne tradotto a Napoli per essere processato e la sentenza: giudicato colpevole di tradimento verso la Chiesa.
Ora è ritto, pronto alla esecuzione della condanna a morte. Rimugina gli ultimi pensieri sul processo farsa, sotto lo sguardo attento di Giovanni da Procida, amico di Federico II che era pronto a raccogliere il testimone e a vendicarlo animando I Vespri Siciliani.
Carlo è implacabile nella decisione di giustiziare Corradino che ha soli 16 anni.
Teme, tuttavia, di inimicarsi le popolazioni conquistate giacché il ragazzo era evidentemente innocente rispetto alla accusa di infedeltà all’usurpatore francese. Poteva, però, giustificarsi con la difesa dei diritti della Chiesa, la cui autorità Corradino aveva portato una minaccia.
Non ci sono documenti in cui il Papa, che più volte aveva rimproverato a Carlo la crudeltà e durezza dei metodi prende posizione sulla faccenda se non una lettera di Carlo al Papa in cui gli dice che Corradino ha meritato la fine che spetta ai “persecutori della Chiesa”.
Corradino è in attesa della morte.

Corradino di Svevia (L'ultimo degli Honenstaufen); 1909; Regia di Romolo Baccini per la Vesuvio Films

Non può immaginare che la sua vicenda avrà anche una trasposizione cinematografica, diretta da Romolo Baccini,  incentrata proprio sulla battaglia di Tagliacozzo, sulla sconfitta, sulla fuga e sulla esecuzione della condanna a morte. È il film Corradino di Svevia (L’ultimo degli Honenstaufen), uno dei primi film ambientati nel Medioevo: 1909. Ovviamente in B/N; genere drammatico/storico. Sceneggiatura di Ferruccio Sacerdoti. Casa di produzione: Vesuvio Films.
I cadaveri di Corradino e degli altri giustiziati a lui vicini, seguirono le sorti dello zio Manfredi: non ebbero sepoltura.
Furono trascinati verso il mare vicino e ricoperti con pietre dal popolo. Tempo dopo la madre riuscì a ottenere che il corpo di Corradino avesse una degna sepoltura.
Sul luogo dove avvenne l’esecuzione fu eretta una chiesa, l’attuale Santa Croce e Purgatorio Mercato, con la colonna commemorativa in porfido che ha incisa questa frase: Asturis ungue leo pullum rapiens aquilinum hic deplumavit acephalumque dedit, cioè: Il leone artigliò l’aquilotto ad Astura, gli strappò le piume e lo decapitò.
Le sue spoglie sono tuttora nella chiesa di Santa Maria del Carmine con il monumento funebre fatto erigere, secoli dopo, da Massimiliano II di Baviera. In questa chiesa i monaci occultarono il corpo per evitare che Hitler riuscisse a farlo trasportare in Germania.
Al Carmine, in virtù del lascito della madre, vanamente accorsa a Napoli per riscattarlo, viene celebrata ogni anno una messa in suffragio del figlio Corradino.
Dante lo ricorda così (Divina Commedia, Dante Alighieri, Purgatorio XX):
Figliuol fu’ io d’un beccaio di Parigi:
quando li regi antichi venner meno
tutti, fuor ch’un renduto in panni bigi, 54

trova’ mi stretto ne le mani il freno
del governo del regno, e tanta possa
di nuovo acquisto, e sì d’amici pieno, 57

ch’a la corona vedova promossa
la testa di mio figlio fu, dal quale
cominciar di costor le sacrate ossa. 60

Mentre che la gran dota provenzale
al sangue mio non tolse la vergogna,
poco valea, ma pur non facea male. 63

Lì cominciò con forza e con menzogna
la sua rapina; e poscia, per ammenda,
Pontì e Normandia prese e Guascogna. 66

Carlo venne in Italia e, per ammenda,
vittima fé di Curradino; e poi
ripinse al ciel Tommaso, per ammenda
. 69

Tempo vegg’io, non molto dopo ancoi,
che tragge un altro Carlo fuor di Francia,
per far conoscer meglio e sé e ’ suoi. 72
Il video di SudNapoliStory

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0 Responses to FANTASMI SU NAPOLI – SUD NAPOLI STORY

  1. “biondo era e bello e di gentile aspetto”…
    Agli occhi degli uomini “cortesi” la decapitazione dell’avenentissimo ragazzo dovette apparire ancor più orrenda di quanto non lo fosse di per sè!! Eppure otto secoli dopo quell’ingiusta condanna pesa ancora sulla memoria di chi si avvicini alla vicenda di Corradino di Svevia.
    Avete fatto bene a ricordarlo. Seppure la commemorazione non può rendere giustizia a chi ha subito l’abuso massimo, ovvero la condanna capitale, almeno serve da monito nel mantenere viva l’attenzione sugli abusi che ovunque e sempre possono venire perpetrati in nome della politica.
    Processi sommari e condanne inique non scompariranno di scena, finchè vi saranno tribunali faziosi e la giustizia sarà amministrata in nome di ideologie o credi.

    Bellissimo anche il video, reso ancor più suggestivo dall’incalzare dei Carmina Burana!!

  2. Alessia e Michela Orlando says:

    Monica: è davvero meraviglioso poter scoprire la tua attenzione.
    E allora val la pena confessare come spesso si senta il peso delle parole e, di conseguenza, si decida di filtrare ciò che si sta per scrivere.
    Il dato che ci pareva più rilevante non lo abbiamo raccontato, per evitare di indulgere nel pietismo, per lasciar libero l’eventuale lettore di farsi una idea e di pescare nelle proprie conoscenze, senza essere turbato, anzi perturbato, da talune circostanze.
    Tu, come sempre d’altronde, lo hai fatto.
    Volevamo scrivere, come abbiamo appreso nel web e come tuttora vi si può leggere, che mani pietose di napoletani coprirono quei corpi. Altrimenti sarebbero stati lì a subire le offese del tempo e degli animali, sino a consunzione. E’, purtroppo, accaduto in tanti casi. Ne ricordiamo uno qui: le tre teste decollate dei fratelli Capozzolo, rivoluzionari cilentani, che furono lasciate alle mosche in cima a tre pali, sul ciglio di una strada polverosa.
    Questo è un salto temporale notevole, ma la vicenda è in qualche maniera collegata a piazza del Mercato, dove vennero eseguite le condanne a morte di molti rivoluzionari cilentani…

  3. Vero. Il dileggio, l’offesa, l’abuso, la mancanza di rispetto sono ancora più truci se perpetrati su spoglie, ultima parvenza di ciò che fu la vita di una persona.
    Anni fa lessi “Vita di Cola di Rienzo”, di Anonimo Romano (in volgare del XVII secolo), la biografia del grande tribuno concludeva con la sua tragica morte, il linciaggio da parte della folla del popolino romano ed il successivo colpo infertogli nel dare alle fiamme la salma, appendendola a dei pali sul lungotevere e che, per la pinguedine della figura, crepitò per più giorni.
    Ciò mi colpì moltissimo e ogni volta che passo per il lungotevere Marzio, verso Ripetta, ci penso!!