ESERCIZI ESTIVI: PER ACCEDERE A UN LABORATORIO DI SCENEGGIATURA

Una persona che sa scrivere una lunga lettera con facilità non può scrivere male. Jane Austen

ESERCITAZIONE D’INGRESSO al Corso di scrittura di testo teatrale, cinematografico e sceneggiatura (sette esercizi, più versioni, oltre una misteriosa richiesta; la stessa prova, con modifiche e integrazioni, sarà utilizzata nella V° lezione e in altre. Si può prendere visione del programma qui:
http://www.pragmata.info/Corso%20testo%20teatrale.htm).

Raccomandazioni preliminari. Non preoccuparsi di nulla. non pensare all’esito della prova. Si potrà anche non spedirla, non lasciare che altri mettano il naso nelle proprie cose. Questa è, soprattutto, un insieme di idee che si coglieranno integralmente e altre ne nasceranno se si sarà rilassati. La spinta verso il pensiero cosiddetto trasversale sarà tanto più forte quanto meno si penserà ad altro. All’inizio, si immagini di essere su una spiaggia e leggere, o farlo davvero lì, come se si lanciasse uno sguardo a una rivista di enigmistica. Dopo una pausa di riflessione, meglio ancora se ci si dormisse su, si passi a una rilettura e si inizi procedendo con i propri ritmi.

Gli esercizi sono sette, oltre una misteriosa richiesta, ma se ne possono scegliere anche solo tre. Uno a libera scelta. Il VI° e il VII° sono obbligatori.

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La misteriosa richiesta.
Si guardino/ascoltino questi video; si pensi a Marylin Monroe e si vada avanti (può bastare aprire il primo, il secondo e un altro anche a scelta casuale) .

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Contesto. Premessa (chi ritenesse di non avvalersene salti all’esercitazione). Se per il Dizionario Italiano il Sabatini Coletti la composizione è: 1 Disposizione di vari elementi in un insieme organico; per estens., ciò che viene composto: una c. floreale || c. di un medicinale, serie di sostanze che lo compongono, elencate sul foglio illustrativo
• 2 Formazione, creazione di un’opera letteraria o musicale e, per estens., l’opera stessa: una c. poetica
• 3 Esercizio scolastico consistente nello svolgimento di un tema
• 4 tip. Formazione e sistemazione grafica di uno stampato; per estens., insieme di righe o pagine composte
• 5 ling. Processo morfologico che consiste nell’associazione di due unità lessicali autonome per formare una nuova parola (p.e. aspirapolvere)
• 6 Accordo raggiunto in un contrasto SIN conciliazione: c. di una vertenza
• • dim. composizioncella
• • sec. XIII
per Sergej M. Ejzenštejn è rilevante sul piano «operativo»: conta soprattutto come affrontare il materiale che si intenda utilizzare e come confrontare i suoi singoli elementi. Non a caso, lo segnala anche il Maestro in Lezioni di regia (Piccola Biblioteca Einaudi Arte, Architettura, Teatro, Cinema, Musica, pag. 168), che aggiunge: Non dimentichiamo che il significato letterale del termine «composizione» è, prima di tutto, «confronto», «collazione». Proprio da questo ristretto punto di vista esamineremo il nostro materiale per vedere come stabilire i legami e le giunture organiche tra le singole parti dell’opera, tra i singoli suoi episodi e tra i singoli elementi all’interno degli episodi.
C’è tutta una serie di metodi e di procedimenti con cui si può dare all’opera una certa saldezza e integrità costruttiva.
Come si può immaginare si sta nel tema della produzione di un testo che sia capace di soddisfare le varie esigenze nell’uso della parola che narra: cinema, teatro, pubblicità, radiodramma, canzone, poesia …
Infatti, ancora il Maestro: Uno dei procedimenti più semplici per stabilire le giunture e i collegamenti compositivi delle singole parti tra loro, è la ripetizione (…).
L’elemento della ripetizione ha un’importantissima funzione nella musica. Nell’opera musicale c’è un certo tema che a intervalli definiti di tempo penetra il materiale nel suo complesso, sottomettendosi a una varia rielaborazione.
Anche nella poesia si ripete, modificandosi o meno, una immagine unitaria, una figura ritmica, un elemento d’ordine narrativo o melodico.
L’intento della esercitazione è: iniziare con il fornire stimolazioni concrete alla propria tavolozza della creatività. La produzione di tutti sarà utilizzata come ipotesi individuale di work in progress, continuamente modificabile, in piena libertà. Si potrà, infatti, rimeditare quanto elaborato e rispedirlo, durante i tre mesi di corso. Ogni partecipante sarà aggiornato relativamente a qualsiasi contributo, anche allo scopo di cogliere eventuali ulteriori stimoli. Saranno, in ogni caso, determinati dei punti di arrivo: contributi di alto profilo verranno conservati per ulteriori esercitazioni ed eventuale pubblicazione in e Book antologico.

ESERCITAZIONE-PROVA D’INGRESSO


Si utilizzi la canzone I ritornelli inventati (Alunni del sole; la si può ascoltare qui:

Na na na na na na na na na na na na na na na na na na na na na na na …
Le ore a spiegarci con gli occhi un fragile mondo d’amore e poi ritrovarsi col tempo uniti da un sentimento
ci siamo inseguiti e cercati, rincorsi e poi dimenticati per niente, ti amo e non so da quando credimi non so più quanto.
Ed ora con lei che senso ha se resta sempre dentro il gioco della prima età,
Na na na na na na na na na na na na na na na na na na na na na na na …
Le sere d’estate a cantare i ritornelli inventati rubare una barca e parlare di sogni sull’acqua di mare, a volte anche quando finiva per una storia sbagliata, si ricominciava. Amore, ti prego, ma invece ero io che sbagliavo.

Ed ora con lei che senso ha se resta sempre dentro il gioco della prima età. Na na na na na na na na na na na na na na na na na na na na na na na …
Poi tutto questo è finito neanch’io lo so come è stato ed ora se ancora ti penso mi tornano i ritornelli inventati con te, poi le stesse parole non so più che dirti ora, amore.
Ed ora con lei che senso ha se resta sempre dentro il gioco della prima età. Na na na na na na na na na na na na na na na na na na na na na na na …
Il testo dovrà essere rielaborato in tal modo:
1 – Sostituire ai Na na … un verso che si coordini con il senso del resto della canzone-poesia. Non è importante se vi sia o meno la rima, l’importante è che si resti nel contesto della storia raccontata.
Consigli: si legga il testo, senza i Na na …, raccogliendone il significato vero, ponendo particolare attenzione all’epilogo della storia d’amore.
2 – Stravolgimento. Prima ipotesi. Si utilizzi il testo così come è stato integrato e lo si modifichi trasformando il senso in una storia dal finale positivo.
3 – Stravolgimento. Seconda ipotesi. Si immagini di narrare le tre storie (la prima, quella riscritta e quella con il senso-finale ottimistico) con tre voci narranti diverse. Modificare in qualsiasi maniera lo si ritenga utile per caratterizzare le tre diverse storie.
4 – Stravolgimento. Terza ipotesi. Si cambi radicalmente la storia liberamente. Saranno gradite versioni sorrette da scatti creativi sorprendenti e decisi. A raccontare potrà essere: un animale, una stella, un bottone (gradito il gioco di parola. A es.: bottone che si pretende di usare come accrescitivo di botte, che è errato, per conseguire effetti comici), una patata lessa, una patata fritta, una patata schiacciata, uno strumento musicale, un essere umano che esercita un mestiere estremamente caratterizzante (un prete, un calzolaio, un chirurgo …).
5 – Si scatti una fotografia che rappresenti la storia o l’aspetto prevalente. Basta una sola immagine.
Consigli. Si osservi la propria abitazione, si isoli un angolo, anche il soffitto e il pavimento vanno benissimo, si scelga un oggetto. Vanno bene le pose realizzate fuori. Nessun limite legale esiste se la foto sarà realizzata in manifestazioni pubbliche, se, invece, compaiono persone colte in privato occorre munirsi della liberatoria (a pubblicare la foto gratuitamente, seppure non per scopi commerciali). Nessun limite sussiste se la foto ritrae persone di schiena-non identificabili.
Si scatti più volte inquadrando il medesimo soggetto. Lo si faccia, possibilmente, in varie condizioni di luce (mattino, giorno, sera …). Qualora si fotografi open air e si voglia realizzare una foto impeccabile: non farlo nelle ore in cui il sole è a picco. Se lo si ritiene necessario per la situazione si inquadri una persona: dare un colpo di flash (se è vicina).
Quale macchina fotografica usare: vanno bene tutte, anche il telefono cellulare (non si potrà usare il flash …, ma basterà inventarsi qualcosa di creativo. A esempio: controluce spinto. Emergerà solo la sagoma della persona, scura. Potrà essere affascinante lo stesso).
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II° Si utilizzi la canzone Se telefonando (Mina; testo di Maurizio Costanzo; la si può ascoltare qui: http://www.youtube.com/watch?v=uKSuG1LOaYI):
Lo stupore della notte
spalancata sul mar
ci sorprese che eravamo sconosciuti
io e te.
Poi nel buio le tue mani
d’improvviso sulle mie,
è cresciuto troppo in fretta
questo nostro amor.
Se telefonando
io potessi dirti addio
ti chiamerei.
Se io rivedendoti
fossi certa che non soffri
ti rivedrei.
Se guardandoti negli occhi
sapessi dirti basta
ti guarderei.
Ma non so spiegarti
che il nostro amore appena nato
è già finito.
Se telefonando
io volessi dirti addio
ti chiamerei.
Se io rivedendoti
fossi certa che non soffri
ti rivedrei.
Se guardandoti negli occhi
sapessi dirti basta
ti guarderei.
Ma non so spiegarti
che il nostro amore appena nato
è già finito …
Il testo dovrà essere rielaborato in tal modo:
Scegliere altra ambientazione (l’alba, il giorno, l’estate, l’autunno …, il ferragosto, il capodanno), altre voci narranti e creare un incipit sorprendente. Si stravolga pure il finale. Potrà emergere qualsiasi sentimento/stato d’animo diverso da quello dominante nel testo: senso di liberazione, frustrazione espressa in maniera ironica, autoironica, divertita; voglia di vendetta; voglia di insultare l’altro per torti subiti e così via.
Consigli. Si ponga attenzione anche al tono di voce di Mina, per comprendere gli stati d’animo della voce narrante. Per il resto: adottare quelli proposti per la precedente canzone.
Stravolgimento. Prima ipotesi. Riscrivere la storia d’amore, massimo quattro strofe, facendo salva solo l’espressione Se telefonando. Usare altre forme verbali che non siano avere, volere ed essere (l’esercitazione sarà ripresa nella I° lezione).
Si scatti una fotografia con gli stessi criteri si sopra.
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III° Si utilizzi la canzone Liberatemi (di Biagio Antonacci; si può ascoltare qui: http://www.youtube.com/watch?v=sOETQ4S-8es).
Il testo dovrà essere rielaborato sostituendo il titolo con Imprigionatemi. Nel corpo dovrà comparire in ogni strofa: Più prigione per tutti. Declinare il testo in qualsiasi forma creativa. Si potrà, quindi, pervenire a una ambientazione surreale, avveniristica, storica, da cartoon alla I Simpons (l’esercizio sarà ripreso nella II° lezione).
Consigli. Si consiglia di osservare il video segnalato in parentesi. Qualora si faccia la scelta di riscrivere il testo avendo in mente un cartoon de I Simpsons, si consiglia di vedere questo video che tocca il problema del doppiaggio: http://www.youtube.com/watch?v=pahJQA9Q5ow
Si scatti una fotografia con i criteri suggeriti e ideati anche grazie alla visione del video che illustra la canzone.
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IV° Si utilizzi la canzone La fine di gaia (di Caparezza; la si può ascoltare qui: http://www.youtube.com/watch?v=F09rmFYgv9Q). L’esercitazione sarà ripresa nella VI° lezione.
Consigli. Nessuno.
Si scatti una fotografia con gli stessi criteri si sopra.
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V° Si scelga una canzone a piacere e la si adatti, stravolga, riscriva, utilizzando criteri similari ai precedenti. Si inventi e utilizzi qualsiasi formulazione che possa sorprendere. L’esercitazione sarà ripresa nella VI° lezione.

Divieti. Non sono ammissibili gratuitamente, tanto per sorprendere l’eventuale lettore: frasi ingiuriose, sessiste, che implichino maltrattamenti alle donne, agli animali, ai bambini, agli anziani, la blasfemia, il politicamente scorretto. È ammissibile tutto ciò se tal testo ne emerge, anche in controluce, la critica a chi pratica azioni così abiette o inutili.

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VI° Da Esercizi di stile (Raymond Queneau, traduzione di Umberto Eco, EINAUDI) si estrapoli Controverità:
Mezzanotte. Piove. Gli autobus passano pressoché vuoti. Sul cofano di un A, dalle parti della Bastiglia, un vecchio con la testa incassata tra le spalle, senza cappello, ringrazia una signora seduta molto distante, perché gli carezza la mano. Poi va a mettersi in piedi sulle ginocchia di un signore che stava occupando il proprio posto. Due ore prima, dietro alla Gare de Lyon, lo stesso vecchio si tappava le orecchie per non ascoltare un vagabondo che si rifiutava di dirgli che avrebbe dovuto abbassare di un posto il bottone inferiore delle sue mutande.

Capire bene il senso. Sorridere. Tre volte. Smetterla e trasformare il testo in fatto drammatico. Piangere. Emozionarsi.
Consigli. Per piangere: va benissimo l’uso della cipolla. In alternativa: mettere qualche goccia di acqua sotto gli occhi, senza affogare.
Si scattino almeno quattro fotografie: una mentre non si ride; una mentre non si piange; una in libertà, ma adatta al testo originario; una in libertà, ma adatta al testo riformulato. L’esercizio, con altre proposte tratte dallo stesso libro, sarà ripreso nelle lezioni: I°, III°, VI°, VIII°.
Oppure: non scattare nessuna fotografia.
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VII° Leggere: Un quadrato. Giallo. Più squadrato di così, tutto punte e angoli, niente curve!
Prigioniera. Sì, decisamente prigioniera di un misero quadrato giallo che da mesi infestava la sua vita: un post-it!
Al solo vederlo si rimescolavano gli organi interni ed una forza misteriosa la costringeva a scattare in piedi, nonostante i sudori freddi, per correre nella direzione in cui quel maledetto quadrato giallo la inviava.
La sua vita minacciata da uno stupido pezzo di carta!
Mina sospirò, non sapendo se delusa o depressa. (Incipit di: Questioni di carta e di pizzo, di Therry Romano).
E:
Il dottor Piazza parcheggiò il suo SUV nero nel parcheggio riservato alla clientela della Banca Popolare del Verbano a Intra. Sapeva che la direzione non gradiva che i dipendenti parcheggiassero lì, ma, visto che tutte le volte da Gallarate veniva in sede aveva difficoltà a trovare un parcheggio comodo, bellamente se ne fregava. Il fatto inoltre che il direttore generale e il vice direttore generale fossero suoi amici confortava ancora di più la sua scelta. Attraversò velocemente piazza Aldo Moro, fece i pochi gradini ed entrò nel palazzo della banca, non aveva voglia di entrare dall’ingresso riservato al personale. Con il badge aprì la pesante porta di vetro che conduceva allo scalone di marmo che portava al piano superiore dove era posizionata la direzione generale. Fece i gradini a due a due e in breve si trovò a imboccare l’elegante corridoio di parquet chiaro. (Incipit di: Un bancario scomodo, di Giampaolo Creazza).
Scrivere due diverse storie utilizzando i due incipit. Dovranno sorgere spontanee dalla lettura degli stessi e delle seguenti frasi tratte dal pensiero di Jiddu Krishnamurti. Potranno essere suggerite dall’insieme delle citazioni, da una sola, da uno spunto contenuto in una di esse.
Dal pensiero di Jiddu Krishnamurti:
Amici, non vi preoccupate di chi io sia; non lo saprete mai. Non voglio che accettiate nulla di ciò che dico. Non voglio nulla da nessuno di voi, non desidero la popolarità, non voglio la vostra adulazione, non voglio che mi seguiate. Dato che sono innamorato della vita, non voglio nulla. Queste cose non hanno molta importanza; ha importanza il fatto che voi obbedite e che permettete al vostro giudizio di essere pervertito dall’autorità. Il vostro giudizio, la vostra mente, il vostro affetto, la vostra vita, sono pervertiti da cose che non hanno valore, e proprio in questo risiede il dolore.

Il pensiero è vecchio e non può mai scoprire il nuovo. Quando il pensiero si rende conto che non può fare nulla, giunge alla fine. E allora c’è uno sfondamento dei limiti della coscienza.

Quello che c’è oltre può essere scoperto solo se la mente è silenziosa. Potrebbe esserci qualcosa o assolutamente nulla. L’unica cosa importante è che la mente sia silenziosa. E inoltre, se vi preoccupate di quello che c’è al di là allora non state guardando che cos’è quello stato di vero silenzio. Se per voi è solo una porta verso qualcosa che sta oltre, allora non siete interessati a quella porta, mentre ciò che conta è la porta stessa, proprio quel silenzio in sé. Perciò non potete chiedere che cosa ci sia al di là. La sola cosa importante è che la mente sia silenziosa. E allora che cosa avviene? Quello che ci interessa è tutto qui,
non quello che c’è al di là del silenzio.

Nessuna descrizione potrà mai descrivere l’origine. L’origine è senza nome; l’origine è quiete assoluta, non e’ un rumoroso ronzio. La creazione e’ quanto c’è di più santo, è la cosa più sacra della vita; e se avete combinato un pasticcio con la vostra vita, cambiatela! Cambiatela oggi, non domani.
Consigli. Usare frasi suggestive che facciano immaginare scene intense e che possano essere trasformate in illustrazioni per una GRAPHIC NOVEL. Raccontare la vicenda dal punto di vista di: il miglior amico; il peggior nemico; una formica; una giraffa; due lune che dialogano … Non usare nomi di amici o nemici: i ruoli potrebbero invertirsi nel corso della vita; avere in mente qualcosa che sorprenda, ma che sia plausibile, fondata su notizie di cronaca, su desideri mortali, su incubi.
Necessario e obbligatorio sarà liberare la fantasia. L’operazione darà favorita ascoltando una canzone da scegliere:

http://www.youtube.com/watch?v=Y5Ob2JzXF18&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=IGwJId7LhTw

Consigli. Si suggerisce: I° Molta attenzione nella scelta. La stessa avrà significato per la valutazione della prova; nulla osta a sceglierle tutte. Nella griglia di valutazione una delle nove ha valutazione massima. La individuazione e l’uso significherà molto.
II° Nessuna cura nella scelta. Andrà bene sapere che la stessa sia stata effettuata in maniera creativa. Si potrà, quindi, giocarsela ai dadi, con una conta (un ambarabaciccicocò qualsiasi)… Importante sarà comunicarla.
III° Se non si vuole perdere tempo, lo si comunichi e si scelgano questi:

cui andrà aggiunto questo video, da vedere tre volte al giorno, per tre giorni di seguito:

solo alla fine di questa “cura”, scrivere la parola FINE (la si potrà collocare dove si vuole, anche come titolo di testa) e spedire a questo indirizzo (se lo si vuol fare).
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Scritta la parola FINE, dove si sarà voluto, si guardino/ascoltino questi video; si pensi a Marylin Monroe (può bastare aprirne tre anche a scelta casuale):

Si scriva una frase di cento parole. Si scatti una fotografia.
Fine.
P.S.
Si metta mente alla voce narrante in questo film (lo si potrà vedere anche a prova conclusa e dopo aver spedito, se si sarà deciso di farlo):
http://www.youtube.com/watch?v=_pwqKqciM64&feature=related

Per ulteriori informazioni (anche sapere come proseguire dopo aver deciso se spedire la prova) scrivere qui: [email protected]

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