ENNEAGRAMMA Mostra del pittore turco Aykut Saribas

Aykut Saribas

TURCHIA – UFFICIO CULTURA E INFORMAZIONI
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E-mail: [email protected] – Web: www.turchia.it

ENNEAGRAMMA

Mostra del pittore turco Aykut Saribas

Biblioteca Comunale, Piazza IX Aprile, Taormina

Inaugurazione (aperta al pubblico): mercoledì 4 aprile 2012, ore 18.00

Periodo espositivo : 4 – 24 aprile 2012

Ingresso gratuito

Mercoledì 4 aprile, presso la Biblioteca Comunale di Taormina in Piazza IX Aprile, si inaugurerà la mostra del pittore turco Aykut Saribas, dal titolo “Enneagramma” realizzata nell’ambito del progetto “Omaggio a Tarmina”, organizzato dall’associazione “Arte & Cultura a Taormina” in collaborazione con il Comune di Taormina.

Aykut Saribas inizia il suo cammino umano ed artistico ad Istanbul, città nella quale è nato, dove segue studi ad indirizzo classico che comprendono, tra l’altro, un corso di pittura e di disegno dal vero verso il quale dimostra un’attitudine speciale che viene sostenuta dal suo formatore, il grande pittore turco Mehmet Pesen. A seguire frequenta la scuola di tecniche della tradizione Ebru.

Trasferitosi in Italia studia presso l’Università di Perugia la lingua italiana e successivamente si iscrive alla Facoltà di Architettura di Reggio Calabria dove si laurea nel 1987. Attualmente vive nella città di Taormina, dove esercita la sua professione nell’ambito dell’architettura in una sintesi di parametri mediterranei, tra cultura turca e siciliana, che si distinguono per equilibri di luci, ritmi e colori. Sempre a Taormina, ormai divenuta la sua città d’elezione, riprende ed approfondisce gli studi pittorici intrapresi al liceo, realizzando lavori dalla tecnica ineccepibile, e dai contenuti che rilevano originalità e profondità d’animo. Partecipa a collettive e realizza personali, sia in Istituzioni pubbliche sia in gallerie private, ricevendo consensi, riconoscimenti e premi.

La genesi e il senso di questa nuova mostra sono ben spiegati dalle parole di Mirella Bolognari :

L’esoterica figura geometrica dell’enneagramma viene assunta da Aykut Saribas ad emblema stesso del Sufi, antica dottrina spirituale, viaggio imprescindibile alla scoperta del proprio io. Ad un moto perpetuo, circolare ed uniforme, che allarga le lunghe gonne dei danzatori Dervisci Mevlevi,espressione materica, palpabile e roteante del Sufi, si coniuga una energia volatile che si propaga ad altra energia, dirompente e vulcanica, quale quella dell’ Etna.

L’incontro, tra il moto estenuante di un processo che si mantiene da solo per autorinnovamento, e quello travolgente e distruttivo del fuoco, che esplode dalle voragini della terra, si manifesta senza strappi e fratture, quasi simbioticamente negli ultimi lavori dell’artista, così che al cono del vulcano si modella ed aderisce la figura emblematica del derviscio in perenne movimento; statico profilo tra fumi e vapori in continua esplosione: l’Etna.

La dicotomia crea un connubio di suggestiva bellezza, nella pacatezza di immagini dialettiche che si contrastano per i colori giallo-rosa- rosso dei fumi, ed il nero manto lavico, rivelandosi come natura vibrante, cupa e solare ad un tempo.

La tavolozza di Saribas, deriva dall’intreccio di due culture, quella della natia Istanbul, raffinatamente bizantina, e quella della terra di Sicilia, carnale e solare tra i sussulti di una terra

scossa. E da questo contrasto, nasce l’esplosione bi-cromatica che connota i lavori, siano essi oli o carboncini o acrilici, che si animano per figure e forme, talora astratte, con un’ eleganza proteiforme di colorati vapori pur nella cupezza di plumbee rocce laviche.

L’arabesco filiforme avvolge le due trame in un iniziatico percorso, l’enneagramma dei Sufi, che ci rende consapevoli della nostra unicità ma ci spinge anche a cogliere le similitudini che ci legano agli altri. E la gonna dei Dervisci diviene cono vulcanico, energia pura che si sprigiona lentamente in spirale eterea nella furia delle esplosioni, autentica altra energia, libera ed incontrollabile. In un turbinio senza fine, la danza del Cosmo, con le sue armoniche evoluzioni che riecheggiano e simboleggiano il movimento perpetuo degli astri celesti, raggiunge l’estasi mistica qui confrontata con un pulsante corpo vivo nell’eterno fluire di un fuoco che nasce dalle viscere profonde della terra.

E l’ Etna, quando si mostra sotto gli aspetti invernali, ricoperta da un manto di neve che la rende mera astrazione visiva, stagliata su fondi cobalti vaghi o purpurei, filtrati alla ricerca della conoscenza del sé, presenta per Saribas quella componente spirituale dell’arte che nella simbologia Sufi dell’enneagramma lo conduce al Mistero.

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