DON BACKY: UN ARTISTA NELL'IMMENSITÁ – CHI È – L’OMAGGIO A TOTÓ E L'INTERVISTA

Don backy in Quando le donne si chiamavano madonne, diretto da Aldo Grimaldi.


(1) Don Backy OFFICIAL FAN CLUB

 

Spaziotempo K3, Lia Drei, 1974, acrilico su tela, cm 35x36. Su gentile concessione del Maestro Francesco Guerrieri.

DON BACKY: QUANDO TENNE UN CONCERTO NEL CILENTO. E IN OGNI ALTRO LUOGO.
L’INTERVISTA
“…io posso arrampicarmi sui rami scaldare i pettirossi con le mani/pregare il dio degli alberi per far che io veda nascere un lillà.”
Don Backy, Fantasia.
Il “fil rouge” che lega i grandi artisti italiani è la qualità delle loro intuizioni, che non hanno spazio, non hanno tempo. Sono tutti legati agli altri, in qualsiasi epoca e ovunque siano nati. Percorrerlo significa avvicinarsi alla cruna dell’ago, superarla e sporgersi nello spazio infinito che abbraccia e contiene le loro note, le loro pennellate, le loro parole. Si potrebbe utilizzare l’approccio consueto: dare rilevanza a coloro i quali abbiano avuto successo planetario, divenendo noti dappertutto. Ti imbatti, così, facendo torto a tanti ma non a moltissimi altri, in nomi come Giotto, Cimabue, Dante, Michelangelo, Leonardo, Bernini, Caravaggio, Raffaello, il Dürer, Goya, Renoir, Francesco Guerrieri, Lia Drei, Louis Armstrong, Vittorio De Sica, Charlie Chaplin, Totò, Mina
Seguendo quel filo rosso ci siamo imbattute in un altro immenso artista che ha prodotto e produce utilizzando sia le parole, che la musica e l’immagine: Don Backy (al secolo Aldo Caponi, origini toscane, di Santa Croce sull’Arno) che, tra l’altro, recitò anche con Totò in Il monaco di Monza. Ci è accaduto di sentire il parere di chi c’era, tra il pubblico, in un concerto di piazza: era il 18 agosto 1978, nel Cilento, a Laurino. Un successo strepitoso. Per saperne altro, non divulgato nel web, ci è sembrato giusto anticipare l’intervista con una specie di nota spedita a personalità delle quali ci interessa molto il parere. Anche se si immagina si sia tutti isolati, durante questo periodo di festa, comunica Monica Palozzi ( http://www.pragmata.info/ ): “Sì, davvero una brava persona. Non si è mai arricchito quanto avrebbe potuto né speculato su altri come altri hanno fatto su di lui.
Ebbi modo di conoscerlo a Trevignano (lago di Bracciano) di persona tantissimi anni fa, una trentina forse, avevo accompagnato un mio carissimo amico e compagno-flirt di scuola con cui mi frequento ancora, tal Carlo D’Alatri (cugino del regista Sandro D’Alatri e oggi autore a radio-rai), che per un periodo di tournée estiva doveva accompagnarlo con le tastiere. Mi fece l’impressione di un uomo molto timido e umile nel proporsi, lontanissimo dall’immagine preconcetta del divo. (…)
Sarò felicissima di leggervi…”.
Paolo Franchini (http://www.paolofranchini.tk/ ): “Ho incontrato Aldo un paio di anni a fa a Varese, quando venne a presentare un libro. Tra l’altro, da queste parti vive un tizio che suonava con lui ai tempi del Piper”.
E, per finire Marcello Bellacicco-Ass. FILONIDE di Taranto ( http://www.filonidetaranto.it/ ): “Don Backy lo ebbi a Taranto e gli feci anche un’intervista che dovrebbe stare in qualche angolo della rete :-))”.
Don Backy, dunque, come artista di successo, che l’Italia l’ha percorsa tutta, ma a lui saremmo giunte comunque, giacché negli artisti ci interessa anche il loro valore di Uomo, aderendo a ciò che ci insegna Albert Einstein:
“Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore”. Lui lo ha fatto.

Ne proponiamo una stringatissima selezione musicale effettuata su youtube, segnalando anche la sua volontà di aver voluto affrontare temi duri (la follia) o altri superficialmente censurati, ma comunque giunti al successo grazie a altri artisti, come Mina.

Tra i molti film in cui ha partecipato, si segnala: Il monaco di Monza, di Sergio Corbucci, Barbagia (la società del malessere), di Carlo Lizzani, Cani arrabbiati di Mario Bava, Pane e tulipani, di  Silvio Soldini.

Per una veduta di assieme sulle sue molteplici attività si consiglia di navigare leggendo le pagine di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Don_Backy e, soprattutto, il suo sito: http://www.donbacky.it/

DON BACKY: LA SUA ARTE – L’UOMO

D – Scrivere: parole per musica da consumare in tre minuti o poco più … E per i libri? Differenze superabili con le scuole di scrittura creativa, l’Università, le instancabili letture?

R – No, credo proprio no, se non c’è una istintività naturale, una propensione che si avverte inevitabile, non c’è università che tenga. Ci si accorge di poterlo fare, cominciando a scrivere fin dalla tenera età, poi, se son rose fioriranno, ma l’imprinting è precoce.

D – Lo anticipiamo: riteniamo le parole siano pezzi di cuore, non i figli. È giusta, o almeno vicino alla sua sensibilità, la nostra convinzione? C’è una canzone che sia per lei un pezzo di cuore, sincera fino a far odiare chi volesse appropriarsene?

R – Assolutamente sì, ma non posso citarne una senza far torto a tutti gli altri pezzi che compongono il cuore, che non si completa mai in un artista e può diventare immenso grazie alle cose che fa. Io non sono capace di odiare che per folate reattive a torti. Ma vorrei che la giustizia provasse le ragioni di chi le ha e questo invece accade raramente purtroppo.

D – Pensieri che prendono forma sul foglio bianco con varie modalità. Ci sono segreti tecnici inconfessabili? È richiesta una sensibilità speciale per comunicare attraverso il fumetto?

R – Sì, ho raccontato nei miei libri della prima volta, quando a sera constatai che da un foglio bianco erano saltate fuori delle creature, che per me erano vive e potevano parlare, cantare e muoversi così come avevo immaginato che dovessero fare. La sensibilità speciale non esiste, importante è avere un concetto preciso da esprimere e tanta volontà (cosa di cui sono dotato) oltre a una buona mano tecnica (cosa che io non ho).
D – La Scuola italiana di fumetto: ci dice qualche nome irrinunciabile?

R – Al di là della scuola, di irrinunciabili cito semplicemente nell’ordine di preferenza: Hugo Pratt – Milo Manara.

D – E nel mondo?

R – Mi piace il francese Lauzier e poi Alex Raymond e Milton Cannif, anche se ci sono altri straordinari disegnatori.

D – Lei cantò, era il 1978, nel Cilento, a Laurino. È rimasta nella mente traccia di quell’evento?

R – Proprio in questo periodo sto scrivendo e pubblicando la mia storia e fotografica in 4 volumi. Vi ho raccontato momenti anche di concerti tenuti qua e là, ma sono talmente tanti ormai che difficile ricordarne specificamente qualcuno. Laurino mi è tornato in mente perché – sfogliando le agende sulle quali mi consulto e confronto – ho letto il nome, ma la circostanza è troppo lontana anche per me.

D – Don Backy attore: è utile andare a bottega o basta la mano di un regista di vaglia?

R – Questa risposta può essere simile a quella data per i fumetti. Qualcuno dice “Faccio l’attore perché avrò modo di arricchirmi o di avere auto, belle case, donne”. Altri non sanno perché, ma il trasporto verso quella professione lo avvertono precocemente e istintivamente. Non pensano al risultato pratico. E sono quelli più bravi.

D – Da dove nascono le sue competenze, la così potente voglia di comunicare, l’urgenza di farlo con molteplici forme d’Arte?

R – Credo che la mia sia una forma di creatività istintiva, oltre al desiderio di confrontarmi con me stesso. C’è una massima che ho sempre tenuto presente ed è la mia stella polare, recita così: “Gli antichi non sapevano che quella cosa era impossibile da fare, pertanto … La fecero!”. Ecco spiegata la spinta che mi muove. Ho attraversato le varie esperienze (praticamente tutte), cinema, teatro, canzoni, letteratura, fumetti, unicamente con lo scopo di divertirmi e smentire tutti coloro che dicevano che quella cosa era impossibile da farsi. E penso di essermela cavata bene in tutte.

D – Vuole dire altro di sé, del Don Backy di oggi, che avrebbe voluto avessimo chiesto?
R – Niente di particolare. Solo un cenno alle mie nuove produzioni: Ho appena pubblicato il terzo volume “Storia di altre strade” (1980/1990), della serie “Memorie di un Juke box”, che comprende “Questa è la storia… (1955/1969) “Storia di altre storie…” (1970(1980) Una vera e propria avventura attraverso 50 anni di musica leggera e non solo, corredata da fotografie, articoli, lettere, testi di canzoni, che completano questa piccola enciclopedia, che si legge come una favola. Oltre al mio nuovo cofanetto con video e CD, intitolato “50 anni di mestiere delle canzoni”. Il tutto ordinabile via web, attraverso il mio sito www.donbacky.it o www.ciliegiabianca.it
Visto che siamo nel periodo natalizio, faccio tanti auguri a tutti. Ciao, Don.

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16 Responses to DON BACKY: UN ARTISTA NELL'IMMENSITÁ – CHI È – L’OMAGGIO A TOTÓ E L'INTERVISTA

  1. Ogni volta che rivedo il film ed ascolto poesia…mi viene la pelle d’oca.. :-)))

  2. Grazie, Marcello. Grazie a FILONIDE.
    Segnaleremo subito a Don questi commenti e il video che ci segnali lo aggiungeremo a quelli cui abbiamo dato visibilità.

  3. Massimo Pamio says:

    Fantasia di Don Backy è un testo di grandissimo valore. Complimenti per le vostre interviste sempre molto dense e originali

  4. Grazie a lei, gentile Massimo.
    Il suo giudizio su Fantasia sarà comunicato a Don Bancky.
    A presto, speriamo.

  5. Joe Perfiumi. says:

    Ricordo l’immensità di quel ballo sulla mattonella.
    Don Backy ,con la sua prorompente emozione, mi spingeva sempre di più verso l’accogliente corpo di Frida.
    Poi l’Immensità finì, come finiscono le cose più belle.
    E io rimasi con la castità,sulla mattonella.
    Frida era andata a pettinarsi.
    Quando tornò,i miei capelli erano già finiti.
    Assieme ai miei sogni.

  6. … tutto lì, su quella mattonella,a contar capelli, a raccontar storie alle donzelle, sotto lo sguardo torbido dei fringuelli. Rimasti al palo, a guardar le stelle!

  7. Grazie carissime Alessia e Michela, i video sono
    bellissimi, le voci sono le migliori.

    Grazie anche per i vostri interessanti articoli,
    voi siete speciali come il grande
    Don backy,
    Elisabetta

  8. Don Backy says:

    Voglio solo ringraziarvi per i commenti spediti alla mia intervista. Scrivetemi anche direttamente se vi va. Buone feste. Don

  9. Alessia e Michela Orlando says:

    L’indirizzo di posta elettronica di Don Backy è questo:

    Su può, in ogni caso, interagire con lui anche accedendo nel sito e iscrivendosi:
    http://www.donbacky.it/

  10. Joe Perfiumi. says:

    Nell’immensità che un bimbetto ,stamattina,supponeva di trovare, indagando con il dito indice della mano destra nella narice sinistra.
    Questa immensità, così fragile e carica di debolezze, auguro a tutti noi.
    Per un viaggio fatto di piccoli ingombri e di gesti instintivi nella ricerca dei traguardi successivi.
    Dal patologico all’escatologico,transitando sempre dal posto di controllo più logico.
    Un bicchiere di bollicine licenziose.

  11. Frizzanti trasgressioni, di bimbi estasiati, che si grattano ridendo e mangiano piangendo, con la mamma che insiste, guidando l’aeroplano.

  12. Auguri a loro.
    E a chi la guardi.

  13. Joe Perfiumi. says:

    Mancano poche ore alla mezzanotte.
    E il vecchio Luigi sfida le leggi della sua Immensità.
    Non era così stretta, questa blusa, lo scorso anno.
    Poi lo specchio.
    E la pancia.
    Una pancia di Francia.
    Una Luigi XXL.
    Dinastie che non finiscono mai, sino all’ultima sfilata dei trigliceridi a cavallo, poco prima della presa della pastiglia.
    Un brindisi da Re,a tutti,con incalzante affetto.
    Affettare con garbo,usando il coltello.
    La ghigliottina,forse domani.

  14. Domani: un altro ancora.
    Poi l’Indomani, cugino di Indigeno, il bambino, finalmente, si tolse i ditini dal buco delle orecchie. Aveva liberamente respirato dalle froge, poi intasate dal fumo da polvere pirica esplosa. Ora, come allora, sapeva cosa fare.