DAVIDE LISI: LA UNITARIA CONIUGAZIONE ARTISTICA DI PAROLA – VITA PER CHICHILI AGENCY ITALIA

Davide LISI: AUTORE CHICHILI AGENCY ITALIA

Rubrica – 5 domande a Davide LISI

D: Io scrivo perché…
R: Quando mi chiedono “perché scrivi ?” Vorrei tanto rispondere“e tu, perché respiri ?” Mi risponderebbero “per continuare a vivere” e io direi “ecco, per me è lo stesso”.
Non so il perché, sento che è il mio respirare, l’unico modo che ho per fare mio quello che vedo, che sento, che vivo. E’ come se dessi il mio nome alle cose, al mondo.
La poesia è la forma di bellezza più pura. E la sua immensa purezza può nascere da qualcosa di sporco come le mani di un poeta. E questa è magia.

D: Quale scrittore contemporaneo o del passato vorresti incontrare e perché?
R: Più che gli scrittori, vorrei incontrare i momenti e le situazioni che li hanno ispirati. Sarebbe come indossare i loro occhi per un istante.
Vorrei essere con Bob Dylan al suo primo concerto, con Rimbaud a girare ubriachi per le vie di una Parigi maledetta, vorrei medicare dei soldati con Whitman, correre per la route 66 con Jack London, vivere in un manicomio con Alda Merini e urlare ai “dottori”: “i malati siete voi!”

D: L’odore della carta o la praticità dell’ebook? L’uno esclude l’altro? Possono coesistere?
R: Certamente possono coesistere. L’ebook è la nuova frontiera, coniuga semplicità ed efficacia. Senza dubbio il gusto di sfogliare e annusare le pagine non morirà mai. Almeno spero.

D: Musica o silenzio nei momenti di scrittura?
R:Scrivo ovunque, in qualsiasi situazione. Al bar con gli amici, in macchina, al mare, nei boschi. Quasi sempre ascolto musica. E’ come se stregasse la mano, la conducesse, con la grazia di un tramonto, in universi in cui ogni parola è un mondo dove tuffarsi a braccia aperte non fa male.

D: Dove ti vedi fra 5 anni – artisticamente parlando?
R: Eh, non so dove mi vedo domani. Perché mai pensare al futuro quando lui non pensa a te ? Non punto certo ad essere famoso. E non è facile perbenismo. Non reggerei nessuna aspettativa.
Credo la domanda sia sbagliata, come si può dividere l’arte dal “resto” ? Tutto è arte. Non ci sono esclusioni.
Ecco, spero di vivere l’arte e in particolare la sua primogenita, ovvero la Poesia, con gli occhi di un bambino.
Quella purezza è sacra. Non voglio perderla mai. E’ tutto quello che ho.

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