ZABRISKIE POINT, MICHELANGELO ANTONIONI & DAVID GHETTA – TITANIUM intersezioni

L'URLO, scatto di Alessia e Michela Orlando, progetto AMO.

Titanium – David Guetta feat Sia

You shout it loud
But I can’t hear a word you say
I’m talking loud not saying much
I’m criticized but all your bull is brick of shame
You shoot me down, but I get up

I’m bulletproof nothing to lose
Fire away, fire away
Brick of shame, take your rain
Fire away, fire away
You shoot me down but I won’t fall
I am titanium
You shoot me down but I won’t fall
I am titanium
I am titanium…

Cut me down
But is you who had offered there to fall
Ghost town, haunted love
Raise your voice, sticks and stones may break my bones
I’m talking loud not saying much

I’m bulletproof nothing to lose
Fire away, fire away
Brick of shame, you take your rain
Fire away, fire away
You shoot me down but I won’t fall
I am titanium
You shoot me down but I won’t fall
I am titanium
I am titanium…

Stone-hard, machine gun
Firing at the ones who rise
Stone-hard, thus bulletproof

You shoot me down but I won’t fall
I am titanium
You shoot me down but I won’t fall
I am titanium
You shoot me down but I won’t fall
I am titanium
You shoot me down but I won’t fall
I am titanium

PUNTO DI OSSERVAZIONE, Salerno, scatto di Alessia e Michela Orlando, progetto AMO.

L'ALBA, scatto di Alessia e Michela Orlando, progetto AMO.

Titanium – David Guetta feat Sia

Traduzione

Tu gridi ma
Non riesco a sentire quel che dici
Sto parlando forte senza dire molto
Vengo criticata ma tutti i tuoi proiettili rimbalzano
Mi hai abbattuta, ma mi sono alzata

Sono antiproiettile, non ho niente da perdere
Sparami, sparami
Rimbalza, prendi la mira
Sparami, sparami
Mi hai sparato, ma non cadrò
Sono di titanio
Mi hai sparato, ma non cadrò
Sono di titanio

Mi butti giù
Ma sei tu che stai per cadere
Città fantasma, amore stregato
Alzi la voce, bastoni e pietre possono rompermi le ossa
Sto parlando forte senza dire molto

Sono antiproiettile, non ho niente da perdere
Sparami, sparami
Rimbalza, prendi la mira
Sparami, sparami
Mi hai sparato, ma non cadrò
Sono di titanio
Mi hai sparato, ma non cadrò
Sono di titanio
Sono di titanio
Sono di titanio

Dura come pietra, mitragliatrice
Che spara a quelli che corrono
Duri come pietra, quei vetri antiproiettile

Mi hai sparato, ma non cadrò
Sono di titanio
Mi hai sparato, ma non cadrò
Sono di titanio
Mi hai sparato, ma non cadrò
Sono di titanio
Mi hai sparato, ma non cadrò
Sono di titanio
Sono di titanio

NOTTURNO, Bagnacavallo, scatto di Alessia e Michela Orlando, progetto AMO.

Mare Nostrum, costa d'Amalfi, scatto di Alessia e Michela Orlando, progetto AMO.

 

Punto di osservazione 1, scatto di Alessia e Michela Orlando, progetto AMO.

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7 Responses to ZABRISKIE POINT, MICHELANGELO ANTONIONI & DAVID GHETTA – TITANIUM intersezioni

  1. m.c. says:

    C’è una potenza espressiva in quella foto con i bambini che mi stravolge. Non mi pare secondario che accanto a loro ci siano uccelli, come presenza muta e logica, serena.
    Le altre sono molto suggestive, criptiche nei loro movimenti di luce. Nella marina mi meravigliano i punti di luce e il fatto che non ci siano esseri umani, ma solo le loro tracce. Le barche: perché sono lì, sole,come se aspettassero quei bambini, in un vicolo stretto e quindi da percorrere per forza? Volete forse dire che il mondo è dei bambini? Che è inutile la presenza degli adulti?
    Un mondo, il vostro, quello che vedete e mettete a disposizione, che mi affascina.
    Trovo che sappiate vedere elementi che sono lì, davanti allo sguardo di tutti, ma che di rado si analizzano. Io ho visto mille volte il mare, ci vivo a due passi, e i bambini, ma non sono mai entrata nella potenza del primo e nei pensieri dei bambini davanti al mare. Voi lo avete fatto con uno scatto solo. Impressionante.
    Grazie.

  2. Alessia e Michela Orlando says:

    Mamma mia! C’è da arrossire.
    Riconosciamo, innanzitutto, dei meriti: il video relativo a Zabriskie Point ci è stato segnalato da Luca Tocco (http://jenaplissken.tumblr.com/) sulla scorta di una idea coltivata assieme, nata da una iniziativa del dr. Andrea Macchia, specialista in Conservazione dei Beni Culturali, Università Sapienza, Dipartimento di Chimica, che ci ha coinvolto.
    La foto dei bambini: fa parte di una serie di 5 scatti realizzati in sequenza. Ce ne è uno realizzato mentre si dissetano alla fontanina lì vicino, che purtroppo abbiamo dovuto saturizzare molto per non far vedere i loro volti. In altre usano addirittura un binocolo per osservare meglio sia gli uccelli che le imbarcazioni. Inutile dire che sono lì per caso e non li conosciamo. Nessuna posa artefatta, insomma. Quindi tutto e solo merito loro.
    La marina: sì, giusto parlare di “punti di luce”; c’è stata, infatti, una leggera modifica dello scatto, per fare emergere come la natura sappia realizzare quel che grandi pittori hanno visto e rappresentato (la tecnica del puntinismo o pointillisme, in questo caso). Un esempio: Pellizza da Volpedo.
    Ci sono alcuni omaggi nella scelta degli scatti: a Monica Palozzi che da tempo conduce una battaglia potente in difesa degli animali. Crediamo ne sia permeata anche l’attività della associazione PRAGMATA. Difficile non affiancarla; a Lilla Mariotti, che ha un intenso rapporto di amore con il mare. Lo dice ovunque, anche nei suoi libri (tratta spesso di fari).
    Gli scatti realizzati a Bagnacavallo sono un omaggio a: – Elisabetta Errani Emaldi che, quando non è a Venezia per il festival della Cinematografia o in altri luoghi del mondo per la sua attività di sceneggiatrice, vive lì vicino, ad Alfonsine, città che fu distrutta dai bombardamenti. Nell’unica occasione in cui ci siamo state non abbiamo potuto evitare di pensare alla gente morta e all’arte distrutta. Siamo certe che se quell’evento non ci fosse stato foto meravigliose avrebbero potuto tuttora scattare i bravi fotografi della zona.
    – Arrigo Antonellini cui a volte spediamo articoli che riguardino appunto quella area. Si parla della Bassa Ravennate: una zona bellissima, accogliente, dove si vive bene e la gente è da conoscere. Se ne può sapere di più in un ottimo giornale: http://www.pavaglionelugo.net/
    – a Maurizio Bragonzoni che accoglie con sincera amicizia ed eleganza chi voglia affacciarsi negli spazi di La piccola Piazza Nuova, a Bagnacavallo, dove abbiamo realizzato altri scatti notturni e ai tetti in tegole (di Maurizio si può sapere qui: http://www.osteriadipiazzanuova.it/). Si tratta di uno spazio davvero magico, dove hanno recitato artisti come Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Mario Pirovano, Luciana Littizzetto.
    Lo scatto Punto di osservazione 1 è un omaggio al Cilento, ai suoi colori, e a Roberta Gregorio, Chichili Agency Italia, con cui abbiamo fatto delle belle esperienze, pur non conoscendola di persona; è stato scattato ad Ascea Marina di recente, a due passi dalla Porta Rosa di Elea (siamo nella Magna Grecia, dove nacque la Scuola Medica Salernitana; VI sec. a.C.; nota per la tradizione filosofica pre-socratica, fondata da Parmenide; ne parla anche lo storico e geografo greco Strabone nella sua opera Geografia (VI, 252), chiarendo che i fondatori, i Focesi, la chiamarono inizialmente Vele o Hyele, nome che si trasformò in Ele per finire con Elea.). La Porta Rosa (un acquedotto): è il più antico esempio di “arco a tutto sesto” in Italia.

  3. Alessia e Michela Orlando says:

    Non abbiamo risposto ad alcune domande. Chiediamo scusa.
    Ci imbarazza un poco dire altro.
    Conta molto ciò che chi guarda coglie, comunque: è chiaro che se Madre Terra va a rotoli non è colpa dei bambini, degli animali o della natura che non è né madre né matrigna, ma semplicemente, misteriosamente c’è e decide, seguendo logiche che noi abbiamo cercato di piegare, inutilmente, per ragioni economiche.
    Ci abbiamo rimesso non poco anche in termini di qualità del vivere.

  4. VIDEO INTERESSANTI,
    POESIA TOCCANTE,
    FOTO INCANTEVOLI.
    CON STIMA,
    ELISABETTA

  5. Grazie, Elisabetta.

  6. Ottime riflessioni, colgono l’effetto emotivo di chi osservi quegli scatti, un po’ surreali come le immagini dei rebus, dove si respira un’aria di apparente staticità ma che è in realtà satura di significati e di aspettazione.
    Un invito al passo successivo, del resto, tutto è consequenzialità e dopo “the day after…” qualcosa dovrà accadere.

  7. Infatti, Monica, non ce la sentiamo di limitarci alla denuncia. Oltretutto: sarebbe facilissimo fotografare il brutto. Preferiamo pensare che quei bambini abbiano girato le spalle alle brutture per guardare il mare, magari desiderare di fuggire sapendo che ci possa essere un approdo bello. L’ottimismo è utile, anche per avere degli obiettivi.
    Parzialmente sorprese, comunque, della sensibilità che troviamo più diffusa di quanto si potrebbe-dovrebbe pensare.