DANIELA FRASCATI E IL SUO LIBRO “AMORI ANOMALI”

 CIESSE Edizioni, collana GREEN; anche in versione e-book

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Mentre rileggiamo ciò che abbiamo scritto, qualche attimo prima della pubblicazione, sovviene alla mente un paradosso: quello noto come  “del cartello” o “del biglietto” (di P. E.B. Jourdain, 1913). Si tratta di un cartello sulla cui faccia anteriore è scritta la frase:
“Quello che c’è scritto dietro è falso.”
E sulla faccia posteriore si legge invece la frase:
“Quello che c’è scritto dietro è vero.”

 Questo è il gioco in cui ci ha trascinato DANIELA FRASCATI. E vogliamo giocare, vogliamo leggerlo
Capitolo I: introduzione al personaggio e al libro. Le prime domande.

 Nella scheda del suggestivo libro di Daniela Frascati, leggiamo di storie anomale, di povertà affettiva, nonché di magia, misticismo e suggestione che  “entrano con prepotenza in questi cinque racconti costruendo paradossi al limite e, a volte, al di là della logica. È così possibile che, grazie a un rito magico, in sogno ci si possa mescolare e diventare un solo essere fatto di due anime. Ci si possa innamorare di una santa e uccidere per lei, si possa arrivare a compiere delitti efferati suggestionati da una credenza. Le protagoniste delle storie, che si sviluppano in ambientazioni anche temporali diverse, sono ragazzine adolescenti.”

Poco dopo, quando ormai la curiosità si è fatta già incontenibile, ci giunge una specie di sferzata, qualcosa che costringe a dire qualcosa di noi a lei. Potrebbe apparire sconveniente, ma come si potrebbe evitare di farlo? E perché mai si dovrebbe resistere alla voglia incontenibile di sentire vicina questa donna, una scrittrice che lo è per mille ragioni? Approfondendo l’analisi, qualche ragione la troveremmo: forse un po’ di distacco potrebbe servire. Non è ciò si fa ogni qualvolta si critica-analizza un libro? Non ci si mette, forse, al di là della scrivania o si salta a piè pari su un piedistallo, pronti a pontificare o a far ruotare vorticosamente parole su parole, quasi fossero spade appena estratte dalla roccia, desiderose di ferire, recidere, spaccare il mondo. Oppure, semplicemente, pretendono di essere agitate come strumento capace di disperdere nel vortice del vento la sapienza, già acquisita, a cui solo qualcosa, sempre poco, va da se, ha aggiunto quella lettura?

Non ci ritroviamo in questo ruolo; non riusciamo a creare argomentazioni innovative da ultima e definitiva parola; da universi paralleli, da stringhe, da Big Bang che lasciano intuire una competenza superiore a chi scrive, che, da soli o in commistione, abbiano già fatto provare le sensazioni più profonde. Sarebbe, questo, uno stato in cui, dopo aver letto, dovresti inevitabilmente dirti, con saccenza: “chi me lo ha fatto fare?”

La saccenza! Ecco, la saccenza: meglio non ritrovarla in noi. Per fortuna. E non potremmo certo permettercelo. D’altronde: a che servirebbe? Ah!, si: a poter gonfiare il petto e dirsi, compiaciute, con la lacrimuccia che sta per apparire con il suo carico di pietismo “Che belle parole! Quanto siamo brave. Chi ci batte”?. Inutile dire che, un attimo dopo, apri distrattamente una pagina web, a caso, e scopri che c’è gente che davvero può ostentare attributi tali da scavare nei personaggi; nella prosa; far collegamenti che ti portano in giro per l’Universo letterario del mondo intero, come se fosse una passeggiata dalla cucina al bagno; magari mentre ti gratti la testa con atteggiamento ieratico, giacché è caduto il sale. Cosa preoccupante assai, ma non quanto lo specchio infranto…

E allora, buttiamo via la maschera e diciamo tutto, senza più girarci intorno, anche perché si sarà già capito: stiamo ciurlando nel manico, come sempre ci accade quando ci imbattiamo in un personaggio dal peso specifico e dalla storia straordinarie; in un personaggio di cui si vorrebbe sapere tutto per trarne un accrescimento. Anche umano. Noi ne abbiamo bisogno.

E allora smettiamola di girarci intorno!

E allora, su, facciamoci coraggio, diciamo senza finta modestia di non essere nessuno, eppure c’è qualcosa che ci lega a Daniela Frascati: delle protagoniste del suo libro si dice: “Tutte convivono con la crudezza di un’esistenza marginale dove il disperato e struggente bisogno di amore, a volte al limite dell’anomalia, sembra essere l’unica possibilità per affrancarsi dal destino infelice che le ha segnate.”

 Ebbene, noi abbiamo da poco finito di scrivere un giallo e il titolo è: Sospetti marginali. Ci sarebbe da aggiungere che è già pronto il sequel, con altri elementi che ci riportano a Daniela Frascati. Ma questa sarà un’altra puntata.

Quale significato addurre a questo elemento, a questa casualità inopinata? Facciamo una ipotesi: Daniela Frascati ha forse posto attenzione a vicende da svelare, giacché si collocano in un mondo che non si vuol vedere? Ha forse voluto dirci di leggere le sue parole facendo emergere, in filigrana, un mondo che non è davvero celato, per fare in modo di poter finalmente “osservare” ciò che vediamo?

Tralasciamo il nostro “Sospetti marginali” e, quindi, le nostre intenzioni, e apprestiamoci alla lettura di AMORI ANOMALI, chiedendoci, come accade solo quando un libro ti rapisce già alla prima pagina: ma le storie letterarie, la narrazione di fatti e vicende, attraverso quale strumento misterioso ti prendono e ti portano via dal mondo reale; per poi riconsegnarti alla quotidianità arricchito, avendoti spiegato ciò che la tua esperienza non ti ha fatto scorgere?

 E, ancora: qual è il paradosso cui si allude nella scheda? Avrà a che fare con la realtà e la fantasia? Ci dirà, forse, se è proprio inevitabile che ciò che ha assunto i contorni della illogicità, debba essere per forza irreale, oppure no?

È una domanda che prefigura una maturità capace di far padroneggiare strati di se talvolta sconosciuti. D’altronde, c’è chi davvero saprebbe dire, a esempio, quali percorsi segue la coscienza? Cosa davvero accade quando ti fa illudere di essere sempre presente a te stesso, mentre, invece, stai tracimando nell’inconscio, per giungere alla fantasia sfrenata? È in questo gioco che ci pare di intuire la perizia di Daniela Frascati; è tutto ciò che, nel mentre ci fa immaginare che la lettura di AMORI ANOMALI ci porterà a riflettere su esigenze profonde, ma traendone piacere, quello che dà solo la buona lettura, conviene forse predisporsi alla scoperta di un grande libro.    

 Illustrazione: copertina del libro AMORI ANOMALI.

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