CORPI ALIENI E NON SOLO MASSIMO PICOZZI E PAOLO FRANCHINI-TOTO’ E UGO TOGNAZZI-INVASIONI EXTRA TERRESTRI E DI CAMPO

Un fotogramma di L'invasione degli ultracorpi

QUANDO I CORPI NON SI RICONOSCONO
MENO PERICOLOSA L’INVASIONE DEGLI ULTRACORPI O QUELLA DEGLI ULTRÀ?

Sarà presunzione, ma penso che nessuno meglio di uno psichiatra appassionato di fantascienza possa accompagnarvi alla prima pagina del romanzo di Jack Finney… Il gioco è fatto: vera protagonista del meccanismo è la paranoia. Il libro è eccezionale nella sua modernità; la modernità della disumanizzazione, della impossibilità a riconoscere ed essere riconosciuti. Una descrizione, quella del conoscente e dell’amico trasformato, che sembra tratta dall’esperienza clinica di un reparto psichiatrico, la rappresentazione più inquietante del folle, dell’alienato: al confine tra la vita e la morte, incapace di provare emozioni, solo una caricatura delle emozioni.
dall’introduzione a “L’invasione degli ultracorpi” di Massimo Picozzi

L’invasione degli ultracorpi (The Body Snatchers; in Italia uscito anche con il titolo Gli invasati) è un romanzo di fantascienza non pura scritto nel 1955 Jack Fineny seguito da più trasposizioni cinematografiche.
“Fantascienza non pura”: volendo, si potrebbe giungere a dire che siamo di fronte a un soggetto fondato su “fantascienza impura”. Infatti: l’invasione aliena c’è, ma è subdola; nulla di clamoroso; nessuna nave spaziale e neppure dello spazio, tutto sommato, resta traccia nelle retini umane occupate nella lettura o a guardare il film; nessun essere dalle forme inconsuete, siano esse le teste, gli occhi, il colore della pelle, gli arti, gli organi sessuali. Non ci sono neppure scienziati-medici pazzi, rapimenti di terrestri e inevitabili esperimenti sui loro corpi. Unica nota di anormalità: la materializzazione di baccelli che danno vita a copie di esseri umani che, questo non si poteva evitare, a chi li conosce appaiono come “diversi”, irriconoscibili nei comportamenti, giacché nottetempo hanno subito l’assorbimento della mente. Saranno Miles e Becky, ex fidanzati ai tempi dell’università, ritrovatisi divorziati dai successivi e reciproci compagni, a scoprire che è iniziata l’invasione aliena. Siamo a Santa Mira. I due non dovranno addormentarsi, pena lo snaturamento che li porterebbe a divenire privi di umanità, automi senza più sentimenti umani. Purtroppo la “lei” si addormenta…
Il finale non sarà tranquillizzante: non si può cancellare certe paure. Va da se come la faccenda ruoti intorno ai cambiamenti della importanti della società e dei rapporti interpersonali, che si verificano davanti agli occhi di tutti (nel film tutto accade in maniera indolore, nottetempo), per rendersene però conto solo al completamento del processo di trasformazione. Il finale che la produzione del film avrebbe voluto era ancora più pessimista: Miles avrebbe dovuto impazzire.
Una nota particolare va dedicata alla versione di Don Siegel su sceneggiatura di Daniel Mainwaring, scenografia di Ted Haworth, musica di Carmen Dragon, effetti speciali (ridotti all’osso) di Milt Rice e con la direzione della fotografia a cura di Ellsworth Fredericks. Protagonisti: Kevin McCarthy e l’immensa Dana Wynter. Sul bianco/nero: straordinario. Se ne può avere un esempio qui: http://www.youtube.com/watch?v=ohiZa8hIHKw, che offre 2 minuti e 21 secondi della versione non doppiata. Da gustare.
Da notare: I – anche la versione di Daniel Mainwaring, caratterizzata dal testo revisionato da Sam Peckinpah e dallo stesso produttore: Walter Wanger.
II – Il remake di Philip Kaufman. È a colori e strabordante di effetti speciali. Si intitola: Terrore dallo spazio profondo. Protagonista Donald Sutherland e fortemente caratterizzanti i camei di Don Siegel e Kevin McCarthy.
III – Quello di Abel Ferrara.
COME TUTTO ACCADE
Semi di origine extraterrestre piovono sulla Terra; sanno duplicare esattamente un essere umano. Quando il processo di duplicazione si esaurisce la copia aliena fa fuori il modello, l’originale umano, e ne prende il posto. Le copie sono, è ovvio, disumane e sono indifferenti alla sofferenza.
Si sottolinea il segmento del film in cui un protagonista, Bennel, raggiunge un’autostrada e cerca di allertare gli esseri umani del pericolo incombente. Naturalmente viene arrestato e ricoverato in ospedale presso il dottor Hill, che ascoltata la storia giudicandolo folle. Sul finire del racconto di Bennel, in ospedale giunge un ferito coinvolto in un incidente stradale, mentre era alla guida di un autocarro pieno di strani baccelli proveniente da Santa Mira. Il dottor Hill comprende che Bennel non ha mentito. Telefona dando l’allarme generale.
Il finale: gli invasori fuggono dal pianeta, alla ricerca di altri mondi da conquistare. Resta l’interrogativo più perturbante: ritorneranno, prima o poi?

Note
Il libro è nella collana Urania Collezione, n° 4, traduzione di Stanis La Bruna; pubblicato anche da Arnoldo Mondadori Editore, con la prefazione di Massimo Picozzi (Milano, 8 agosto 1956). Picozzi è medico, psichiatra, docente universitario, criminologo di chiara fama. Ben noto al pubblico televisivo, è autore di numerosi testi di successo e ampio apprezzamento di critica.
Tutto ciò è sospetto? Potrebbe essere un alieno? Potrebbe avere a che fare, per esempio, con i corpi di molti umani che stanno già cambiando, per mezzo di ormoni, bisturi e silicone? Qualche elemento ingenera sospetto e allarme; a esempio: ci appare inevitabile dedurre che egli intessa rapporti professionali strani con Paolo Franchini, lo scrittore noir varesino di cui spesso ci siamo occupate. Si potrebbe immaginare che entrambi abbiano già impiantato nel cervello un seme che li trasformerà nella copia (non è dato sapere se bella o brutta) di questo o quell’altro? Quel che è certo: dalla loro mente a breve potrebbe nascere un progetto comune. Se sarà qualcosa di patologico conclamato, oppure il sintomo di una malattia salutare, a noi ancora sane, anche se non di robusta costituzione, non è dato saperlo. Forse nel sito di Paolo Franchini e nel web qualche ulteriore traccia si potrà individuare.
LA CRITICA
Al film furono attribuite sia intenzioni anticomuniste che anti-maccartiste. Intervenne lo stesso Siegel per chiarire: “Né lo sceneggiatore, né io pensavamo a un qualunque simbolismo politico. Nostra intenzione era attaccare un’abulica concezione della vita.”

Esempi di baccelli protagonisti di pellicole cinematografiche se ne rinvengono anche in Italia nel film diretto da Steno: Totò nella luna, con Totò e Ugo Tognazzi: 1958. Era stato preceduto da due racconti: “La Cosa-Padre”, del 1954, e “L’impiccato” di Philip K. Dick.
Anche Jean-Luc Godard dovette essere un conoscitore di L’invasione degli ultracorpi: lo cita nel film Agente Lemmy Caution, missione Alphaville: due protagonisti non mostrano alcuna reazione davanti a un uomo ucciso.
Nessuna delle varie edizioni ha creato veri sommovimenti; e nessuna ha creato allarme. Tanto da potersi chiedere se non sia da preferirsi, per evidente innocuità, quel genere di invasione a quella degli ultrà, in uno qualsiasi dei campi di calcio italiani.

This entry was posted in Alessia e Michela Orlando, Napolimisteriosa-autori. Bookmark the permalink.

0 Responses to CORPI ALIENI E NON SOLO MASSIMO PICOZZI E PAOLO FRANCHINI-TOTO’ E UGO TOGNAZZI-INVASIONI EXTRA TERRESTRI E DI CAMPO

  1. Pingback: Napoli Misteriosa, 23/01/2011 « Paolo Franchini