CHICHILI AGENCY ITALIA: UN BOOKTRAILER PER PROMUOVERSI L'ANALISI

CHICHILI AGENCY ITALIA: UN BOOKTRAILER PER PROMUOVERSI

Spiccare il volo, Bologna. Scatto di Alessia e Michela Orlando, AMO, beneaugurante per Chichili.

L’idea alla fase dei booktrailer è stata: utilizzare videoclip per promuovere un singolo libro. L’evoluzione: produrre un trailer per diffondere l’immagine di una casa editrice. Nel caso che ci occupa: Chichili Agency Italia, perché accade? Intanto perché si tratta di apparire in un mercato, quello italiano, in cui era assente e poi perché è specializzata nella pubblicazione di eBook. Nulla di più logico, dunque, che usare un video, breve (il primo, quello della Keenan, che era di pochi minuti, min 3.30, ebbe la capacità di indicare anche i requisiti migliori per non perdere le capacità di gradevolezza e efficienza), per invogliare a scoprire i propri eBook e avvicinare un pubblico più ampio.
Ciò appare evidente anche alla luce del fatto che chi sia in grado di acquistare-leggere un eBook, saprà anche digitare qualche parola per trovare i libri offerti con questa formula innovativa dalla casa editrice.
Come si è arrivati al videoclip che qui si può ammirare. Innanzitutto la Chichili Agency, che sfruttava la sua specializzazione, gli eBook e gli eBook seriali, in Germania, Svizzera, Austria, ha scelto di responsabilizzare una sua scrittrice italo-tedesca, Roberta Gregorio, che aveva già pubblicato in Tedesco. Scelto un gruppo di autori, senza tanti strombazzamenti, sono state pubblicate le prime copertine in Germania, Svizzera, Austria e poi in Italia.
Utilizzando gli strumenti ormai consolidati per la diffusione della propria immagine (pagina face book, interviste su vari organi di stampa, soprattutto nel web) si è giunti al booktrailer, innovativo per il fatto che non dà visibilità ai suoi libri e per l’impostazione.
Il primo aspetto strategico, non dare visibilità ai propri libri, crea e sfrutta contemporaneamente il meccanismo della fascinazione legato al mistero. Ciò induce alla voglia di saperne di più.
L’altro, l’impostazione, si fonda su vari elementi con cui si sviluppa la trama esposta. Attraverso gli stessi, molto chiari, è dato comprendere in filigrana il messaggio (la trama non esposta).
Il primo elemento: la sintesi. Poche immagini, poche parole sapientemente scritte (poco ingombro dei caratteri, prevalentemente bianco su fondo nero; immagini sottostanti che non perdono in termini di visibilità; rapidità che non sottrae la possibilità di leggere).
La scelta dei protagonisti: giovani, persone normali, gradevoli proprio per la scarsa invadenza. Facile immedesimarsi. In controluce: la giovinezza implica la facilità di accesso alle nuove tecnologie, di apprendimento, di fruibilità concreta; la loro normalità non si frappone come ostacolo al messaggio rispetto a un lettore che non sia giovanissimo, quindi si dice anche: se siete più grandi non è un problema … Questa è una scelta di comunicazione che si fonda sulla eleganza. Se fossero stati utilizzati lettori anziani il messaggio sarebbe stato sfacciato, non pertinente, fuori luogo e, quindi, avrebbe ottenuto effetti dannosi.
Facile rilevare che non compaiono bambini: plauso a scena aperta
Da questi elementi si deduce anche la correttezza etica e politica: nulla di emarginante; non uso scorretto dei corpi.
L’ambientazione – set dove si svolgono situazioni di vita ordinarie. Sono quelle consuete, in cui si può accedere alla lettura, senza far calare l’attenzione rispetto alle normali attività. In controluce: leggere un eBook di Chichili è facile. Lo puoi fare ovunque, nei tempi morti e non solo. Tale azione è resa facile anche dalla scrittura. Se così non fosse non si vedrebbero volti distesi. Oltretutto: lo si può fare in qualsiasi condizioni di luce. La gratificazione che ne deriva è spiegata dai sorrisi contenuti. Ci paiono anche misti a curiosità: non sono sorrisi che preludono alla risata, bensì quelli che lasciano immaginare tu stia ridendo dentro, sicuramente per quel che hai letto, con la voglia di continuare a leggere, per sapere come andrà a finire la storia che ti ha preso.
Considerazione finale: chi ha creato l’idea e chi l’ha realizzata, probabilmente, hanno dovuto fronteggiare un problema: come dire che lo strumento eBook e i supporti adatti alla lettura non sono freddi, non molto diversi dal libro cartaceo, quindi, relativamente a questo aspetto? Lo fanno con una affermazione – promessa: STIAMO ANCORA LAVORANDO. L’idea del cantiere reca con sé umanità, voglia di fare, desiderio di stare ancora con chi leggerà le storie targate Chichili. In controluce: noi vogliamo stare ancora con te. E tu?
È implicito il desiderio – risposta. Quindi, Chichili vorrebbe dire, ma non lo fa, anche: speriamo di sì, che anche tu voglia stare con noi. È un modo per coinvolgere chi veda il trailer, ed è ancora una volta improntato alla eleganza, non alla domanda diretta che sarebbe fuorviante (non direbbe delle intenzioni di Chichili; unico compito accettabile e non invasivo per uno strumento del genere).
Potrebbe finire lì il boooktrailer. Non finisce. C’è una specie di titoli di coda, estremamente sintetica che diffonde calore e integra l’idea utilizzata per superare il rischio di un messaggio freddo. È in una sola parola, l’ultima, che appare nel momento esatto in cui si ferma la colonna sonora (anch’essa in linea con le immagini e non trasbordante): AMORE, con cui si chiude un viaggio che è partito dal passato e si orienta verso il futuro.
Il resto riguarda chi ha dispiegato la propria creatività.

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5 Responses to CHICHILI AGENCY ITALIA: UN BOOKTRAILER PER PROMUOVERSI L'ANALISI

  1. Insegno storia da molti anni: da sempre sostengo che, alle volte, la visione di un film, di un documentario, di qualche scena, possa far comprendere gli eventi più di paginate e paginate di parole scritte. L’immagine colpisce i sensi in modo immediato, ammalia l’attenzione, vive di vita propria. Promuovere libri con dei video come i film non può essere che affascinante, una calamita in movimento, specialmente oggi che il libro cambia residenza e diviene virtuale. Che c’è dunque di più consono che immaginare video promozionali da vedere su computer, cellulare, ipod, proprio come il libro (o storia)? D’altra parte, anch’io ho davanti agli occhi visioni di presentazioni di libri tragicamente deserte, mentre un video ognuno di noi lo può guardare a casa sua, in viaggio, persino in bagno, proprio quando ne ha voglia!
    Speriamo solo che le solite grandi editrici non ingoino anche tutto questo nuovo mercato!

  2. ciao
    ne penso un gran bene (dei booktrailer), ma non sono molti quelli effettivamente efficaci
    sarebbe bello, poi, se venissero proiettati anche nei cinema, prima dei film o negli intervalli
    chissà mai che qualche cinefilo inizi a leggere un romanzo, stuzzicato dal trailer
    buona giornata
    p.
    ps: qui nevica che manco al polo

  3. Luca Tocco says:

    Ciao ho letto l’ articolo ora e guardato i video relativi, sono affezionato alla carta stampata , un po’ come al vinile, ma è indubbio che nella nostra
    società iperveloce e massmediatica in cui si legge sempre meno, con la possibilità di condivisione che permette il web il video book possa essere un’ idea interessantissima e che va studiata e magari provata in maniera magari parallela ad altri progetti di scrittura.

  4. Napoli Misteriosa says:

    Un video ben fatto.
    Un pensiero umano, la conoscenza, milioni di dati che dal mondo interno dell’uomo da sempre cercano un mezzo su cui materializzarsi e condividere con altri esseri umani
    prima i graffiti, poi rune e geroglifici su pietre e papiri
    un monaco stampò la prima pagina
    ora un pensiero trasmesso in file
    milioni di dati, milioni di bite
    un pensiero viaggia su un immensa rete di neuroni
    che dall’interno di un uomo si espandono
    su un immensa rete di megabite