CHE CALLACCIA

DE GUSTIBUS, scatto di Alessia e Michela Orlando, progetto AMO.

Abbiamo cercato di far vedere ad Armando Bettozzi uno scatto fotografico, paesaggio invernale, neve, non nostro. Problematico ingrandirlo, clicca quì, clicca là …
In ogni caso lo straordinario Poeta ci ha spedito una sua lirica, restituendo ben più di quanto siamo riuscite a dare:
Che callaccia!

Me paro un cono sott’ ar solleone;
me sto a squajà… sò un bagno de sudore,
più bevo, e più aribbevo, ma er calore
continua a falla sempre da padrone.
Boccheggio…Guasi nun ce vedo più,
la lingua me se secca, e anch’ er palato;
me ce vorebbe un quarche ritrovato…
quarcosa che me possa tirà su!

Dovrei provà co robba arternativa:
presemipo…chi lo sa si pò fà bene
a bèvese ogni storia che ciariva
da articoli stampati sui giornali
e teste vòte e bocche sempre piene
de tanti personaggi nazzionali!?

Armando Bettozzi

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2 Responses to CHE CALLACCIA

  1. Joe Perfiumi. says:

    Sono le cialde a preoccuparmi.
    Cialde non salde.
    Precariamente infilate nella morbida polpa di due gelati che aspettano i corsi di lingue.
    Cavoli,la vita è a scatti.
    Come il progetto AMO.
    Arriva il bus e la vaniglia si squaglia.
    Fuggevole vaniglia.
    De bustibus.
    Ma intanto,appassionatamente,gelatiAMO.

  2. Alessia e Michela Orlando says:

    Giri di vita che si allargano
    vite spanate
    guai su guasti
    di gusti gelati