BILOCAZIONE – SDOPPIAMENTO – UBIQUITÁ

BILOCAZIONE – SDOPPIAMENTO – UBIQUITÁ
Le parole sono importanti e non sono mai solo profili di questioni di lana caprina. Ne prendiamo una a caso: BILOCAZIONE. Per il dizionario Hoepli è: Presenza simultanea di un corpo in due luoghi diversi. Hoepli indica come sinonimo: ubiquità. Si potrebbe dissentire vibratamente: l’ubiquità è la capacità di trovarsi in più luoghi nello stesso momento, non solo in due. La parola deriva, infatti, dal latino “ubique” che significa “in ogni luogo”. È una parola che si incontrava anche nella filosofia medioevale: utilizzata per spiegare la capacità di Dio di essere presente contemporaneamente in ogni posto del suo creato.
Altro è lo “sdoppiamento”: Divisione in due parti di una realtà unitaria. Lo si incontra, questo termine soprattutto in psicologia: sdoppiamento della personalità, dissociazione della personalità nello schizofrenico e così via, per giungere all’uso cinematografico, soprattutto negli States: quanti saranno stati film con protagonisti che ammazzavano senza che l’altro sé sapesse nulla?
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ci si imbatterebbe nel caso della professoressa Émilie Sagée. Siamo in Russia, nel 1845. Le allieve del collegio femminile di Livonia assisteno alla lezione di francese della docente. A un tratto restano a bocca aperta: Émilie Sagée si sdoppiarsi. Le appare accanto un corpo identico. Come no bastasse: imita ogni movimento. Lei, quella originaria, sembrerebbe non notare il fenomeno. Inutile dire la notizia si diffonde velocemente sia nella scuola che fuori. Interviene lo studioso di fenomeni psichici Alexander Aksakof, che dichiarerà: “Le manifestazioni della Sagée erano davvero singolari. Di lei si dicevano strane cose. Le sue allieve la vedevano in due posti contemporaneamente. Una volta, mentre Émilie era in classe, le studentesse scorsero chiaramente il suo doppio intento a raccogliere fiori in giardino; lo faceva stancamente, con movimenti lenti e faticosi, come se fosse in trance. Il doppio fu anche toccato dalle ragazze, che lo attraversarono con la mano avvertendo una lieve resistenza…”. il clamore rese la scuola un inferno e la dirigenza fu costretta a licenziare la professoressa che sparì senza più far parlare di sé.
Fenomeni del genere sono ampiamente trattati dalla letteratura religiosa e si rimanda al web. Nello stesso web si potrà leggere nomi come Boirac, Gurney, Maxwell, Myers, Podmoren attraverso cui scoprire moltissimi fenomeni spontanei.
Naturalmente siamo di fronte a ipotesi ben lontane dalle teorie del « doppio » che ci riporterebbero all’occultismo, il sapere antico, che ci svela come l’umo non sia cositutio solo da anima e corpo : avrebbe anche il corpo astrale.
Sono molti i presunti esperti ceh si sono occupati di sdoppiamento, giungendo fino a consigliare sostanze pericolose, droghe, per consegurie il fenomeno : l’oppio, l’etere, la cocaina, la morfina, l’hascisc provocano uno sdoppiamento peraltro non controllabile dagli operatori. Non mancano, naturalmente, el tecniche che incidono sullo stato del corpo, sul rapporto veglia-sonno, assumendosi che giungendosi a uno stato di rilassamento completo e arrivando alal totale immobilità, si rallenterebbero le attività della mente con al sospensione del pensiero, ma sensa addormentarsi. Si è isolati dal resto dell’ambiente, i rumori non si avvertono più, e si è dominati dalla sensazione di benessere. Velocizzando questo procedimento si comincerebbe a percepire la componente astrale che si manifesterebbe in forma di luce oppure di un’ombra diffusa. A qeusto punto lo spazio iperfisico sarebbe facilmente percorribile e i doppioni degli esseri viventi sarebbero percepibili prima del piano astrale.
Rimanendo nell’ambito letterario, hanno raccontato di ipotesi similari in moltissimi: il tedesco Johann Goethe, lo fece in Poesia e verità. Raccontò: “Cavalcavo lungo il sentiero per Drusenheim, quando mi sopraffece un presagio fra i più strani. Vidi cioè me stesso, con gli occhi della mente e non nel corpo, venirmi incontro per la stessa via, a cavallo. Vestivo un abito che non avevo mai indossato, grigio-azzurro con fregi d’oro. Quando mi riscossi, la figura era scomparsa. Lo strano è che, otto anni dopo, mi ritrovai, col vestito del sogno che mi ero messo per caso, sulla stessa strada…”. Esperienze dello stesso genere fecero pure Byron e Shelley: si sdoppiarono a quel che raccontarono.
A Ernest Hemingway andò diversamente: era in guerra, prima Guerra Mondiale; fu ferito e si ritrovò a guardare il suo corpo dall’alto.
Questa è una ipotesi molto frequente, raccontata spesso in maniera similare. Lo scrittore la riferì così: “Andai fuori veloce, con tutto me stesso. Poi galleggiai e invece di procedere mi sentii scivolare indietro. Respirai ed ero indietro…”. Una descrizione per certi versi simile alle esperienze di pre-morte, in questo caso però senza il classico attraversamento del tunnel.
Sul piano scientifico: la bilocazione è stata osservata in laboratorio, ma solo a livello molecolare. Non si potrebbe, quindi, mai confonderla con credenze soprannaturali e tantomeno con bilocazione degli individui, che non è mai stata dimostrata.

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