ARTE – CULTURA: BIBLIOTECHE – INCUNABOLI

CATALOGO MOSTRA GLI INCUNABOLI SALERNO

«Sì…perduti, questo siamo… Perdersi è l’unico modo per trovare un posto che è introvabile… altrimenti chiunque saprebbe come trovarlo.»
(Capitan Hector Barbossa – Pirati dei Caraibi/Ai confini del mondo).

 

Uno sguardo giovane, eppure profondo.
Scruta.
Osserva.
Si illanguidisce.
Forse ama ciò che vede.
Crediamo che ammiri; di certo valuta come oro, come bene inestimabile, la successione di lettere che via via si succedono acquistando senso, trasferendo idee, storie, valori.
Uno sguardo profondo che osserva mille caratteri. Sono il passato? Saranno il futuro?
Dove inizia questa vicenda? Ha una collocazione spazio-temporale oppure no?
Domande su domande. Risposte che si potranno trovare, ma occorrerà volerlo. Non serviranno sacrifici. Basterà mettersi in sintonia con tracce indelebili. Questo è certo. Tracce indelebili…è su queste tracce che spende ore e ore lo sguardo di F.F. Lo fa a Bagnacavallo. In una biblioteca comunale. Lo facemmo anche noi, a Napoli, a Castel Sant’Elmo, ricercando tracce, radici, storie. E, prima di noi, non c’è forse stato chi lo ha fatto ancora a Napoli, all’Archivio di Stato e, stavolta a Salerno, presso la Biblioteca Provinciale? Qual è, quali potrebbero essere le differenze?
Crediamo non ve ne siano.
Quel che conta è una faccenda legata a energie umane che, anziché starsene a menare il can per l’aia, scoprono come siano ancora rilevanti i caratteri neri stampati su foglio bianco. È una bella storia, questa. E noi vogliamo raccontarla. E vogliamo farlo senza declinare ipotesi avveniristiche. È solo realtà. Lo è ancora, malgrado si affermi l’idea della prevalenza del virtuale. A prestito, senza freni né inibizioni, qui e lì, vogliamo rubare espressioni e luoghi per dire, fare, proporre qualcosa che rischia di diventare sempre più originale. L’amalgama che abbiamo in mente dovrà essere così originale da non sentire l’obbligo di ringraziare chi il tema lo ha sfiorato per altre ragioni, per giungere ad altre conclusioni.
Vediamo, consideriamo ciò che scrive e narra Bryher, in The Player’s Boy, della vita di un attore ancora in fase di apprendistato. Non ce la farà, non sarà mai attore in quel periodo: siamo tra i regni della Grande Elisabetta e di Giacomo VI e I.
Protagonista del romanzo è James Sands, destinato a restare infelice.
Interessante è la lettera dell’autrice, posta come appendice alla edizione Paris Press. Bryher dice a un amico della sua passione per quel mondo e per la storia in generale, concludendo:
Sì, è questo il bello del “gioco”: la ricerca e la fortuita scoperta.

Se potessimo cambiare il corso del tempo per veder tornare [Sir Francis] Drake, sarebbe soltanto come vedere un ennesimo film. E’ tutto nello spulciare; nel tenere tra le mani, dopo vent’anni di duro lavoro, un singolo, minuscolo frammento che s’incastra con un altro pezzetto altrettanto incompleto; nel sapere che la soluzione del problema forse verrà in mente a qualcuno che non è ancora nato. E’ per tutto ciò che il gioco vale come e più della candela.
Un gioco che vale la candela! Sappiamo quanto sia ancora avveniristica l’ipotesi del viaggio spazio-temporale. Sappiamo, con la stessa convinzione, come si possa studiare per ricostruire il passato, ovvero le origini. È un tentativo sano per affrontare un viaggio capace di riportarci alle origini, ovvero al grembo. Ma il grembo genera futuro. Diciamola subito tutta, sveliamo l’arcano: “IN CULLA” è oppure non è una espressione che rimanda al grembo? Lo è. E c’è un termine che a questo allude: incunabolo (o incunabulo). Così si definisce un documento stampato con i caratteri mobili e la necessaria tecnologia per renderli evidenti. È una situazione che richiede un salto indietro nel tempo: siamo tra la metà del XV secolo e l’anno 1550 compreso. Inutile dirlo: quello è un termine tributario del latino (incunabulum, al plurale incunabula), che significa, appunto, “in culla”.
Non è passato. Non è ieri. C’è chi adesso, in questo momento, sfiora pagine pregiate; c’è chi adesso, in questo momento, procede alla mappatura dei convegni che in quei secoli si decise di rendere eterni su carta stampata. Ciò accade a Bagnacavallo, nel ravennate, adesso, in questo giugno 2011. Ciò accade ora, sotto e grazie allo sguardo attento e affascinato di F.F. È una operazione culturale di straordinaria valenza, così come lo fu quella che produsse la mostra degli INCUNABOLI DELLA BIBLIOTECA PROVINCIALE DI SALERNO e il relativo catalogo che, a breve, sarà consegnato nelle preziose mani di F.F.

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0 Responses to ARTE – CULTURA: BIBLIOTECHE – INCUNABOLI

  1. alessia e michela says:

    Questo articolo, per fortuna, sta sorprendentemente facendo il giro del mondo.
    E’, tuttavia, doveroso effettuare delle correzioni su impulso di F.F.

    L’intento dichiarato è incuriosire e appassionare i lettori anche degli incunaboli bagnacavallesi: rarità di incommensurabile valore.

    E veniamo alle correzioni sostanziali:
    gli incunaboli sono i libri stampati dall’introduzione della stampa tipografica (metà del XV secolo) al 31 dicembre 1500, non più tardi. I volumi stampati nel corso del XVI secolo non sono incunaboli.
    Nella biblioteca di Bagnacavallo si sta procedendo alla mappatura dei conventi della città (tra gli altri, quello dei Francescani, dei Carmelitani, dei Camaldolesi, delle Cappuccine) e non dei convegni, come erroneamente è stato detto nell’articolo.

    Come si può immaginare, queste correzioni non fanno altro che aumentare il pathos intorno a un argomento che conserva fascino immutato da secoli.
    Ringraziamo F.F, il personale della biblioteca di Bagnacavallo e tutti coloro che stanno leggendo.

  2. lina says:

    Possedete una magia speciale.
    Mi è parso di vedere lo sguardo di una giovane donna intenta a catalogare, scoprire, rivestire di ulteriori sensi le parole scritte e le pagine non più bianche.
    Un miracolo.
    Chissà chi davvero è e se davvero esiste…
    Grazie

  3. alessia e michela says:

    Ma no…non siamo noi a possedere la magia.
    Caso mai è di chi si occupa di libri, siano essi appena pubblicati o di gestazione ben più lontana.
    Confessiamo: non conosciamo F.F., ma esiste eccome.
    Abbiamo usato una scheda fornitaci da uno che di solito non narra facezie.
    Da ciò è nata l’idea di qualcosa che potesse incuriosire.
    Tutto qui.
    Grazie, gentile Lina.

  4. Complimenti per l’articolo e per tutte le vostre preziose iniziative,
    sempre con molta stima,
    Elisabetta

  5. alessia e michela says:

    Grazie, Elisabetta.
    Crediamo sia corretto sottolineare la preziosità di ciò che fanno F.F. e altre figure professionali della Biblioteca di Bagnacavallo (peraltro a due passi da casa tua).
    Ciao

  6. Joe Perfiumi. says:

    Scusate l’imperdonabile frivolezza.
    Sono stato alla biblioteca di Bagnacavallo.
    La mappatura dei conventi procede con propositiva foga.
    Direi con toga ,se non fosse più corretto saio.
    C’è un Carmelitano, fra l’altro (mi pare al sesto scaffale dal basso,entrando a sinistra) che predica la forza salvifica del saio e soio,quando ben precettati.
    E’ piuttosto l’avvocato di Bagnacavallo a riempirmi di fustiganti perplessità.
    Suda per un nonnulla.
    E per un nonnulla contesta ,limaccioso e resinoso, i particolari più irrilevanti.
    Bagnacavillo.
    Mi perdonino, Alessia e Michela, per la nota dissonante.
    Mi auguro che non se la prendano quelli di Bagnocavallo.
    Altrimenti,Lagnacavallo.
    Chiudo con una perla di saggezza camaldolese.
    “Se perdura il digiuno a Bagnocavallo, spostati di dieci pertiche, fino a Bagnatimballo. Ma ricordati di non esagerare”.
    Dimenticavo.
    Una brevissima orazione delle Cappuccine.
    “Fai che il trisavolo,
    gustando il cappuccino,
    non poggi sull’incunabolo
    il dolcetto del mattino.”
    Diavolo di un trisavolo!
    Comunque,sia chiaro,Bagnacavallo che l’erba cresce.

    Joe Perfiumi.

  7. alessia e michela says:

    …e meno male che non ci passò Attila.

    Non si adombrano le gemelle; quelle apprezzano la favella dell’indomito Joe Perfiumi.
    Non si adombrano i lettori di Bagnacavallo, che di certo avranno ben chiara l’importanza della creatività, anche quando magari si fà satira.
    Magari…censure permettendo.

  8. Incunaboli, fonti cui attingere conoscenza. Un viaggio capace di penetrare e dominare la quarta dimensione, quella temporale, che si compie ogni volta che si celebra il rito della lettura. Si ripercorrono luoghi e si riportano in vita persone, si vivono situazioni ed emozioni. E la magia si rivela ad ogni rilettura più intensa, vivida e profonda, quasi uno smarrirsi in luogo dalle vie infinite, per poi tornare alla realtà e trovarsi soli, sgomenti per tanti ricordi di ombre e sospiri di un tempo rimasto sospeso in quei neri caratteri impressi da artigiani dimenticati nel vortice dell’espandersi infinito del tutto.
    F. F. ora sta viaggiando. Non disturbiamola!!

  9. alessia e michela says:

    Si, Monica.
    Sta viaggiando e resterà traccia del lungo itinerario.
    A quel che ci hanno detto, dopo un anno di costante impegno, si intravede la meta.
    Immaginiamo vi sarà un convegno e una pubblicazione.
    Crediamo che la Biblioteca di Bagnacavallo e Pragmata Edizioni, cioè tu, si dovrebbero incontrare in qualche maniera. Un buon mezzo potrà essere l’uso dei libri.

  10. Volentierissimo!!!

  11. alessia e michela says:

    Grazie, Monica.