alessia e michela orlando: SUA MAESTA’ IL BABA’-COME FARSELO IN CASA

 

LAVORANDO DI GOMITO SI OTTIENE:

IL BABÀ

 

La VERA storia e i consigli per evitare di andare in pasticceria

 

 

Potrà sembrare strano: abbiamo meno incertezze sul piano matematico-algebrico. E potrà sembrare ancor più strano se si considera che non facciamo quasi altro che scrivere, scrivere, scrivere e, quindi, non si fa quasi altro che mischiare tra loro consonanti e vocali. “Abbiamo meno incertezze sul piano matematico-algebrico”, lo ribadiamo; ma solo se si tratta di far l’addizione giacché “cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia”. Con le lettere non è così! Si prendano a esempio solo due lettere, magari due coppie delle stesse lettere: AB AB. Si comincino a mescolarle tra loro: AA BB…e in tal caso, malgrado il risultato non abbia molto senso, si potrebbe giungere a pensare all’attrice Brigitte Bardot e ad AA come CERCASI. Se poi si giungesse ad A BAB, si potrebbe immaginare una espressione dialettale monca di “A BABBO”. Tutto diviene senza incertezze qualora si giungesse a AB BA: è inevitabile legare le due coppie e non può che uscirne ABBA. Cioè proprio quello: il complesso musicale che non si vendette alla ricchezza statunitense; che si limitò a tenere un solo concerto in U.S.A., per ritornare di corsa in Europa. E se, invece, con uno sforzo ulteriore, si combinassero così: BA BA? Eccola!, finalmente, la scoperta del millennio: esce fuori il BABÀ, il dolce che si può consigliare senza problemi anche a chi fosse a dieta. A questo punto consigliamo, malgrado si pensi già ai dolci tipicamente natalizi, di farsi un giro in wikipedia: “Il babà è una derivazione di un dolce a lievitazione naturale. Nonostante la cucina napoletana rivendichi questo dolce come proprio, in realtà il babà è originario della Polonia e può vantare persino natali regali. L’inventore del famosissimo babà è infatti il re Stanislao Leszczyński  che, essendo un gran gourmet si dilettava ad inventare sempre nuovi piatti. Sembra che il sovrano non potesse mangiare il kugelhupf, un dolce tipico francese dell’Alsazia che egli trovava troppo asciutto, fu allora bagnato di Tokaj e di sciroppo. Il duca esiliato a Nancy in Lorena era quasi edentulato. Il dolce ricordava al re la gonna a campana (tonde) delle donne anziane che si chiamano babka o babcia (nonna in polacco) di cui lui aveva nostalgia. La leggenda, invece, racconta che il re, dal pessimo carattere, scagliasse il dolce contro una credenza, fracassando una bottiglia di rum. Questa andò ad inzuppare il dolce per caso e per caso Stanislao lo assaggiò, trovandolo ottimo. Essendo un lettore appassionato de “Le mille e una notte” lo chiamò Alì Babà, come un famoso personaggio di questi racconti. Storicamente la ricetta venne successivamente esportata dalla Francia ad opera dei cuochi di corte, quando andarono a servizio presso le famiglie del napoletano. Qui ebbe un enorme successo, tanto da divenire il dolce tradizionale per eccellenza. Il corrispettivo di babà al rum in Polonia si chiama “babka ponczowa” e ha mantenuto la forma tonda con la crema in mezzo”. E da un altro sito davvero encomiabile: http://www.baba.it/storia.htm, si potrà apprendere una storia più ricca di particolari, nonché:

 

“Mamma”  è ‘a primma parulella

ca riuscimmo a pronunzià.

Ma ‘a siconna è assai chiù bella;

Papà, babbo? No: babà.

 ‘O babà nasce polacco,

nuje l’avimme migliorate.

Sì, ce piaceno ‘nu sacco

chisti dolce lievitate

 inzuppate dint’o rrumme,

fatte a form’e fungetiello.

I che gusto, e che prufumme!

Né babà, quanto si’ bello!

 

 

Per quanto riguarda la ricetta: basti sapere che occorre lavorare moltissimo di gomito. Conviene, quindi, rivolgersi alla pasticceria di fiducia; ma, volendo proprio farselo in proprio: partendo dalla fine, per esorcizzare il sudore dalla fronte, si pensi già a guarnirlo. E, quindi, si liberi la fantasia: panna montata; amarene; tagliato a metà; farcito di crema pasticciera con o senza le stesse amarene… l’importante è che lo abbiate lavorato bene e che la mollica presenti grossi buchi.

Ingredienti:

300 gr. di farina (c’è chi dice 250) 100 di burro
un cucchiaio di zucchero; 5 uova intere
un pizzico di sale 40 gr. di lievito di birra
Sciroppo: mezzo litro di acqua 300 gr. di zucchero
200 gr. di rhum; buccia di limone e arancia

Preparazione. Rimboccarsi le maniche e:

Versare sul tavolo solo 100 gr. di farina, il lievito sciolto prima in una tazzina di acqua tiepida; un pizzico di sale; impastare con energia.

Appena l’impasto sarà morbido, soffice, sistemarlo in un canovaccio infarinato; riporlo al caldo, magari sotto una coperta. Dopo 10-12 minuti controllare se la crescita si sia realizzata; mettere tutto su una tavolo.

Aggiungere al preparato i 200gr. di farina accantonati; il burro; lo zucchero e le uova (si sia molto accorti: una per volta). Quando il composto si attaccherà al palmo delle mani sarà giunto il momento per lavorarlo in poche parole schiaffeggiandolo virilmente e a lungo.

Ungere separatamente una teglia di circa 10-13 cm. con burro e farina; inserire il composto con cura; stenderlo con le mani   tutto intorno. Riporlo nuovamente sotto una coperta per circa una mezz’oretta e infornare.

Quando il composto avrà preso un colore marroncino spegnere il forno e fare asciugare.

Fare bollire a parte mezzo litro d’acqua; 300 gr. di zucchero e la buccia di limone. Quando il tutto sarà raffreddato, versare il rhum. Girare per un po’. Estrarre il babà dal forno; a cucchiaiate bagnarlo di sciroppo; quando ne avrà  assorbito una buona quantità capovolgerlo; ripetere l’operazione dall’altra parte.

Illustrazione: re Stanislaw Leszczynski, duca di Lorena e Bar, in un ritratto di Jean-Baptiste van Loo.

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