alessia e michela orlando: PER UN AMORE ETERNO-FALL IN LOVE WITH NAPOLI- EDUARDO DE FILIPPO-APPLAUSI A SCENA APERTA

GLI ESAMI NON FINISCONO MAI

Intervista a Barbara, Simona e Modestino, ovvero a:

Blog Sirena Partenope

Fallinlove

with

Napoli

 

 

 

Eduardo con GLI ESAMI NON FINISCONO MAI  mostra la sua vena originale: esce dagli schemi con cui aveva strutturato le sue opere e, per la prima e unica volta, lascia che il racconto sia accompagnato dal commento del protagonista. Egli, dal palcoscenico, parla direttamente al pubblico commentando, spiegando e in qualche caso anticipando ciò che sta per accadere. Questa tecnica teatrale (non è certo nuova, ricorda, infatti, il Pirandello, che lasciava interagire i protagonisti con gli spettatori) vogliamo adottarla per presentare un blog:  Blog Sirena Partenope- Fallinlove with Napoli.

Per quale ragione lo facciamo? Perché il protagonista-narratore è Guglielmo SPERANZA. E incentriamo su queste otto lettere, S P E R A N Z A, con un evidente cambiamento di sensi, il significato profondo e lo sforzo che si sta compiendo: vi è il desiderio potente, fondato su strumenti obiettivamente adeguati, che prima o poi si pervenga a una idea obiettiva di Napoli. Per far ciò vi è chi si rimbocca le maniche e si apre a una moltitudine di sollecitazioni, con la certezza che prima o poi certe corazze saranno sbrecciate e infine distrutte.

E ci chiediamo, ve lo chiediamo, come farebbe Guglielmo Speranza, potrà essere utile un blog?

Proviamo a leggervi nel pensiero, accigliandoci, sempre come farebbe Guglielmo Speranza: Si? Voi dite “si”?

Pure noi. Ma come mai, si chiederebbe Guglielmo Speranza, con fare suggestivo, invogliandovi a una risposta inevitabile,  come mai, dunque,  dite si“?

E su questa domanda, dopo un attimo di silenzio, esplode un coro di voci: “perché dietro a un blog, ovvero dietro le immagini, i video e le parole che lo fanno, ci sono delle persone, delle belle giovani persone“.

In ordine di apparizione, sono:

 

Barbara

Simona

Modestino

 

In questo momento si stanno rassettando i capelli; si danno una ultima sbirciata allo specchio; si schiariscono la voce e, come ci suggerisce Eduardo nel PROLOGO di GLI ESAMI NON FINISCONO MAI, prima che l’intervista inizi:

“A sala buia si alza il sipario mentre un fascio di luce bianca investe il centro di un sipario-comodino di velluto nero”:

 

 

INTERVISTA

 

D. Le parole d’ordine ci pare siano: ottimismo non sciocco; ricerca di tutto ciò che di buono si è fatto e si fa nella città; assenza di voglia di piangersi addosso; capacità di usare gli strumenti culturali acquisiti; voglia di intessere rapporti con altre forze, senza pregiudizi o riserve mentali. C’è altro che i lettori dovrebbero sapere e che non abbiamo svelato di voi come gruppo?

 

Barbara: Aggiungiamo anche tanta buona volontà, un impegno disinteressato, e la passione che solo un gruppo di giovani che crede nelle proprie forze e nei propri ideali può avere. Ci muove la voglia di creare qualcosa di buono per il nostro territorio con le nostre mani, la convinzione di poter ancora cambiare il corso degli eventi. La piccola ambizione di essere una voce tra tante, nell’universo del web, che parla di noi, di Napoli, e del territorio che ci ha visto nascere e crescere, con gli occhi e i testi di chi è stanco di piangersi addosso e di infangare una realtà difficile e allo stesso tempo molto bella.

 

Simona: Un blog che parla di Napoli come città dell’amore eterno, della passione infinita, non può essere creato se non si ama davvero questo territorio, se non lo si vive in maniera profonda, se non lo si sente dentro, altrimenti risulterebbe fasullo.

Napoli è una città che può e deve essere amata, non soltanto per le sue indicibili bellezze, ma per la sua forza, per la speranza e per la meraviglia che suscita in ogni momento.

 

Modestino: La faccia tosta: questo non emerge, ma i nostri rapporti di blog ne sono pieni. Abbiamo educazione e rispetto da vendere, ma forse ancor di più è la nostra costanza, la voglia di non farci mettere i piedi in testa da nessuno, la voglia di donarsi con piacere e pazienza, ma anche di ricevere con curiosità e passione

 

D. In che misura la letteratura, la fotografia, il cinema, l’arte in genere, influenzano le scelte strategiche del blog?

 

Barbara: Le influenzano nella misura in cui le leggiamo, le vediamo, le ascoltiamo. Siamo aperti a qualsiasi tipo di arte e a qualsiasi tipo di confronto, senza pregiudizi, con un bagaglio di esperienze vario e diverso per via delle nostre tre diverse formazioni ma con un solo obiettivo: promuovere il nostro territorio e, magari, diventare un punto di riferimento on line per quanti vorrebbero avere, almeno ogni tanto, delle “good news” su Napoli e sul nostro territorio.

 

Simona: La musica in primis è la forma d’arte più fruibile e più alla portata di tutti, e Napoli è in tal senso è un vasto contenitore.

L’arte è un dono e come tale va saputo comprendere, e soprattutto è un efficace mezzo di espressione, il blog è aperto a diversi contenuti artistici, purché rispettino la città, non la ridicolizzino e non siano legati a luoghi comuni.

 

Modestino: Le uniche forme d’arte che riteniamo irrinunciabili per il blog sono quelle che danno una visione positiva di Napoli, lontana dai luoghi comuni. Una volta appurato quello, si accetta assolutamente tutto. Le influenze principali che riceviamo sono soprattutto nell’ottica degli autori, che noi abbracciamo, condividiamo e diffondiamo incondizionatamente

 

 

D. Veniamo a Napoli in senso stretto: un proverbio, anzi tre, che dicano la vostra vera essenza, anche personale.

 

Barbara: personalmente scelgo “O cavall bbuon s ver ncopp a via long”. E’ un proverbio che mi accompagna da sempre, nelle scelte personali e in quelle professionali. Perché, ne sono convinta da sempre, i risultati si vedono a lungo termine, e non nell’immediato. E questo, è innegabile, vale anche per il nostro blog. Ma anche “dicett ‘o pappic vicin ‘a noce damme ‘o tiemp ca te spertose“: descrive al meglio la caparbietà che come gruppo abbiamo nel portare avanti la nostra iniziativa “gratis et amore dei” 

 

Simona: Un proverbio che ho ascoltato da poco, proprio in un’occasione legata al blog è “Chist è u mument e verè se addivient vescov o riest sacrestan“.

Credo sia particolarmente emblematico e mi ha subito colpito appena l’ho sentito,è un proverbio adatto a noi e al nostro blog, in quanto i tempi sono maturi per capire cosa sarà di noi.

Un detto che rende bene l’essenza della nostra città è “O napulitane se fà sicco, ma nun more.”

Il napoletano ha una marcia in più.

 

Modestino: “Faacimm’ è sciem pè nò ji a guerr” ovvero “a volte, nonostante capiamo per bene le cose, aspettiamo il momento giusto per reagire e sul momento le facciamo passare”. Nella vita, ma anche nel blog, tutti possono essere utili, bisogna stare quindi sempre attenti ad inimicarsi qualcuno

 

D. La lingua Napoletana: sappiamo di una battaglia che fece molti morti. Molte parole si persero, quando vinse la lingua Fiorentina a scapito, appunto della Napoletana. Ma quel codice non è certo morto, malgrado la televisione abbia uniformato la parlata italica. Avete idea di come mai il napoletano del ‘700 possa ancora avere senso, ad esempio, a Londra? È, infatti, da ultimo e recentemente, successo quando Ruggero Cappuccio vi ha portato il suo straordinario Shakespea Re di Napoli…

 

Barbara: Il napoletano è una lingua piacevole da ascoltare, difficile da imparare, divertente, verace, con molte più sfumature anche rispetto all’italiano. E poi è tradizione, è storia. Non se ne potrebbe fare a meno.

 

Simona: Il napoletano non è un dialetto, è una lingua, per questo rabbrividisco dinanzi ai sottotitoli della canzoni napoletane in tv, o per le commedie napoletane tradotte, si traduce ciò che viene dall’estero, non ciò che appartiene al nostro paese.

 

Modestino: E’ la stessa domanda che dovrebbe venire in mente a chi legge che una certa corrente vuole Shakespeare nato in Sicilia. Sapete perché? Perché, si dice, era troppo intelligente per essere nato in quell’Inghilterra. Imparare il napoletano è imparare secoli di storia che erano tutto fuorché italiani (almeno fino all’Unità). E questo gli uomini di cultura non l’hanno scordato.

 

 

D.  Ci dite qualcosa di voi che non emerga dalla presentazione del blog?

 

Barbara: Io lo confesso: se qualcuno un anno fa mi avesse predetto del blog e di quest’avventura avrei risposto con una sonora risata. E’ un’esperienza che mi ha fatto iniziare ad amare Napoli, una città dai mille volti, dai tanti colori, dalle mille sfumature. Quello che non emerge dalla presentazione è proprio questo: per me tutto è partito come una sfida. Credevo che finisse tutto nel giro di una settimana. E invece, sono ancora qui a parlarne!

 

Simona: In realtà basta un attimo, un’idea che prende forma, un passaparola, una macchina fotografica, una telecamera, la voglia di fare, il desiderio di dare e poi tutto diventa concreto.

Fall in love with Napoli è uno stato d’animo, se non ti innamori non puoi capirlo, se non lo vivi non puoi descriverlo.

 

Modestino: che sono un tremendo rompiscatole (con i contatti esterni del blog) e perfettino (con le socie) ma mi vogliono bene anche per questo!)

 

 

D. Bene. È giunto il momento di fare appello al vostro senso artistico. Fate un respiro profondo; fate il vuoto mentale e rispondete con la prima cosa che squarcia quel vuoto:

 

Vesuvio…

 

Barbara: Napoli

Simona: Napoli

Modestino: Fumo

 

 

D.  Castello…

 

Barbara: Castel dell’Ovo

Simona: Idem

 Modestino: Maschio Angioino

 

D. Musica…

 

Barbara: la posteggia

Simona: Quella che ascolto, alla giornata

Modestino: Canto della Sirena

 

 

D. Teatro…

 

Barbara: la sceneggiata

Simona: Eduardo

Modestino: il Bolivar (e tutti quelli che il nostro blog ci porterà a visitare)

 

 

D.  Spagna…

 

Barbara: i quartieri spagnoli

Simona: Contaminazione

Modestino: Sole

 

D.  Francia…

 

Barbara: Parigi 😀

Simona: Torre Eiffel

Modestino: Croissant

 

D.  Eduardo…

 

Barbara: Natale in casa Cupiello

Simona: Filumena Marturano, ma tutte in verità

Modestino: De Filippo

 

D. Totò…

 

Barbara: Malafemmena 

Simona: La lettera dei fratelli Capone

Modestino: La livella

 

D. Spaccanapoli…

 

Barbara: veracità

Simona: Il cuore di Napoli

Modestino: i panni stesi in comune

 

D. Mare…

 

Barbara: Marechiaro

Simona: La mia vita

Modestino: spiagge

 

D. Ci avviamo alla conclusione. Anziché buttare qualcuno o qualcosa dalla rupe, che pare brutto, c’è un personaggio, un artista, un monumento, una opera d’arte che vorreste fosse nata a Napoli? Giacché siete tre scatenatevi pure: è auspicabile che ognuno dica la sua…

 

Barbara: Personaggio: Vittorio De Sica. Artista: Claudio Baglioni. Monumento: Colosseo. Opera d’arte: Girasoli di Van Gogh

 

Simona: In realtà no, ho tutto ciò che voglio.

 

Modestino: Napoli non ha nulla da invidiare a nessuno, per un semplice motivo: non sono gli artisti nati a Napoli a far grande la città, ma è l’essere nati a Napoli che rende grandi gli artisti.

 

FINE

Come in GLI ESAMI NON FINISCONO MAI, Barbara, Simona e Modestino, mentre il pubblico sta per scattare in piedi, pronto ad applaudire, si aggiungono a:

Giacinto Chiarastella e la cameriera scompaiono nel portone, portando via definitivamente il tavolo, e i due ritardatari escono, mentre cala il sipario”.

 

 

 

 

L’illustrazione: l’immagine che introduce Blog Sirena Partenope.

 

 

 

 

 

 

This entry was posted in Alessia e Michela Orlando, Napolimisteriosa-autori and tagged . Bookmark the permalink.

0 Responses to alessia e michela orlando: PER UN AMORE ETERNO-FALL IN LOVE WITH NAPOLI- EDUARDO DE FILIPPO-APPLAUSI A SCENA APERTA

  1. Anonymous says:

    Bello, bello bello: questo entusiasmo, questa gioiosa voglia di fare, questo amore per le radici sono trascinanti e contagiosi. Complimenti a tutti, e buon Natale!Clarina