A.I.S.EA

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A.I.S.EA, PAOLO FRANCHINI E NOI
EUTANASIA E ALTRI TEMI

Per le malattie più rare con un nome e senza cura, giacché, come dice il Saggio cinese, Gli uomini non inciampano nelle montagne ma sulle pietre.
(Paolo Franchini, Alessia e Michela Orlando)

Prima o poi doveva accadere.
Siamo costrette a dire qualcosa di noi e ci costa non poca fatica.
Qualcuno potrebbe averlo notato e chiedersi, chiederci: Come mai, perché, da alcuni mesi (almeno dal novembre scorso) non c’è occasione in cui non parliate di A.I.S.EA (http://www.aisea.org/) e della EMIPLEGIA ALTERNANTE?
Vorremmo fuggire, anche stavolta che affrontiamo il problema, lo abbiamo deciso ormai; vorremmo poter ciurlare nel manico.
Alziamo le spalle e diciamolo subito: anche noi abbiamo una madre. E un padre.
E questi, papà, lo abbiamo visto soffrire per un fatto antico.
Erano altri tempi?
Boh! Che potremmo saperne noi?
Di certo nei primi anni ’50 si sentivano gli echi dei bombardamenti; di certo le scuole erano topaie; di certo tutto era più lento; di certo i figli erano soprattutto braccia in ossequio ancora alla cultura contadina e all’autarchia.
Ma perché se un bambino si ammalava di MENINGITE occorreva farlo fuori senza dirlo alla madre?
Lui, papà, aveva un fratello: ANGELO, si chiamava.
Ebbe la meningite.
Sarebbe rimasto handicappato, forse. O sarebbe morto comunque.
Noi non sappiamo se sia vero che sua madre non fosse stata avvertita (il ricordo di un bambino potrebbe essere errato), ma fatto sta che ci è stato narrato come gli si praticasse l’eutanasia, senza che lei lo sapesse.
Tema duro quanto attuale. Su cui non è il caso di prendere posizione.
Lui, papà, lo scoprì da ragazzo, ricordando come andasse a percuotere la porta che gli proibì di assistere allo scempio.
Gridava il nome del fratello con una tenera contrazione della parola: Ace, Ace, Ace…
E forse quel bimbo stava spirando quando lo fece la prima volta.
Un dramma.
Di certo non unico e neppure raro.
La domanda: Perché farlo fuori in quella maniera? Oggi avrebbe altro senso, giacché perlomeno si ha, si avrebbe, il diritto di essere informati e di partecipare alla decisione.
Ma non accadeva, forse, negli anni ’50 e anche dopo, che una donna con spiccato senso dell’autonomia, magari anche una suora poco osservante dei dettami monastici, venisse chiusa in manicomio senza possibilità di uscirne viva?
È questa, una vicenda di violenza e di abbandono, di SOLITUDINE e di OFFESA.
Ed è tutto qui:
non si può lasciare sole le famiglie che hanno bambini che soffrono di una malattia rara, trincerandosi dietro al fatto che a patirne siano pochi.
Proprio l’esiguità del numero dovrebbe indurre a stargli vicino.

A.I.S.EA sta per comparire in un’altra nostra azione:
sarà presente in ogni materiale in cui comparirà un nostro testo che sta musicando CARLO MUCCIO (qui un esempio della sua maestria: http://www.youtube.com/watch?v=GmfKl2Ar8jM).
Lo ringraziamo anche per aver ideato e impregnato il tema della sua vena poetica, mettendocene a parte.
In attesa di ascoltare la sua musica e sentire la sua voce, questo è il testo:

G R I D A!
(Testo: Alessia e Michela Orlando – Musica: Carlo Muccio)

I Strofa: Per il mare, per i fiumi e per i pesci avvelenati!

Per la terra senza il sole e per il cielo senza arcobaleno!

Per gli uccelli con le ali spezzate e per i leoni senza il ruggito!

Inciso: Grida! Grida! Grida per la vita! Grida! Lotta e combatti per la tua vita!

II Strofa: Per i poeti privi di parole e cantautori senza un canto!

Per i pittori senza più colori e scultori senza pietra!

Per il naufrago senza isola e per il fiore privo d’acqua!

Inciso: Grida! Grida! Grida per la vita! Grida! Lotta e difendi la tua vita!

III Strofa: Per i bambini con fucili e granate che combattono per le strade!

Per le madri irachene e africane che piangono i loro cari!

Per chi non ha un domani e per chi non ha nemmeno un presente!

Inciso: Grida! Grida! Grida per la vita! Grida! Lotta e proteggi la tua vita!

IV Strofa: Per chi non conosce giustizia, per chi ha voluto e trovato morte!

Per i migranti senza pace, per chi li accoglie e per chi li abbraccia!

Per un viso privo sorriso e per un uomo senza Io!

Inciso: Grida! Grida! Grida per la vita! Grida! Lotta e custodisci la tua vita!

V Strofa: Per tutti quelli che non ci son più e per te che hai versato sangue!

Per coloro che verranno, che nulla sapranno ma che ameranno!

Per me che finalmente ho capito e per te che mi capirai!

Inciso: Grida! Grida! Grida per la vita! Grida! Lotta e preservi la tua vita!

VI Strofa:Inseguendo la speranza per un mondo nettamente migliore!

Per un futuro privo d’illusioni e per i cuori colmi di amore!

In attesa che nasca l’alba intoneremo questo semplice canto!

Inciso: Grida! Grida! Grida per la vita! Grida! Lotta e vigila sulla tua vita!

Finale: Sfruttati, maltrattati, derisi e derubati, affamati e violentati!

Ricchi prepotenti, parenti serpenti e che ti venga un accidenti!

Allora via da questo mondo ingiustizie e cattiverie, al bando anche la guerra!

Inciso: Grida! Grida! Grida per la vita! Grida! Lotta e contendi la tua vita!

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0 Responses to A.I.S.EA

  1. Carissime Alessia e Michela,
    il testo della vostra canzone è bellissimo, sono veramente orgogliosa di voi.

    Complimenti vivissimi!!

    Ho ascoltato la canzone, è favolosa e cantata divinamente da Carlo Muccio, anche la musica è notevole.

    Auguro a voi e a Carlo tutto il successo che meritate.

    Con stima,
    Elisabetta

  2. Alessia e Michela Orlando says:

    Grazie, Elisabetta.
    Come sai si trattava di tornare sul tema A.I.S.EA; qualsiasi occasione è buona e Calro Muccio, con mezzi divenuto problematici, è riuscito comunque a fare tutto ciò che si poteva.
    Resta, in ogni caso, soprattutto una buona intenzione.

  3. Molto più di “una buona intenzione”, è un invito a non tacere a non lasciarsi coinvolgere in un assopimento con la corrente. Belli testo e musica!!

  4. Alessia e Michela Orlando says:

    Grazie, Monica.
    Abbiamo provato a immaginare il brano con un pò di cori, qualche astuzia discografica (la sanno lunga gli industriali della musica…; beh, è normale: sono una impresa).
    Carlo Muccio, crediamo anche per lasciare spazio alle parole, non ha calcato troppo la mano neppure sulla sua perizia di chitarrista: avrebbe potuto tranquillamente lasciarsi andare a un assolo di trenta minuti…sollevando cori di osanna sperticati.

  5. Verissimo!!! …grazie al vostro invito, ho ascoltato delle sue esecuzioni su you-tube. Sono rimasta entusiasta. Bravo davvero.

    …e, tornando all’A.I.S.E.A., trovo che “GRIDA” sia un ottimo contributo alla causa.

  6. Alessia e Michela Orlando says:

    Meno male lo sia.
    Anche in questo caso non abbiamo voluto scrivere-fare nulla di smaccato: per noi certi temi vanno affrontati con pudore e magari con un pizzico di umorismo: funziona molto più che la esibiizone del dolore.
    E’ per questo, è in ciò che si giustifica quel parenti-serpenti del testo…che altrimenti sembrerebbe dissonante rispetto alla drammaticità delle altre faccende trattate.

    Grazie